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CETTO

Poco più di due anni fa un personaggio politico della mia città venne intercettato mentre conversava con rappresentanti della 'ndrangheta della Val Susa e finì a deporre in Tribunale... Che ne è di lui?
I giornalisti, sempre a caccia di notizie curiose e soggetti che rappresentino al meglio gli standard italici, l'avevano chiamato Cetto Laqualunque. Come il personaggio di Antonio Albanese, solo che il copyright non ce l'avevano loro. Erano gli stessi personaggi di spicco della malavita organizzata a chiamarlo così, mentre parlavano di lui nelle loro conversazioni, dicendosi reciprocamente che bisognava sostenerlo nelle elezioni amministrative del 2012 per aver poi in cambio lavori e favori.
Cetto venne poi eletto consigliere comunale (era nella lista dei Moderati) e lì, forse in segno di deferenza per le amicizie altolocate, il PD lo fece presidente della Commissione comunale degli Orti Urbani. Allo scoppio del caso - con l'emersione delle risultanze dell'Operazione San Michele contro la malavita organizzata in Val Susa - cercò di sparire dalla circolazione in attesa che l'oblio lo rifacesse vergine.
Ma la tentazione è troppo forte: c'è un posto da vicepresidente della Commissione consigliare Bilancio  - quella che si occupa dei soldi del Comune -, vorrai mica farti scappare l'occasione? Il PD e i suoi alleati lo votano in massa: non possono lasciarsi scappare l'occasione di dare il segnale giusto alla città e ai suoi cittadini...
Fra un'assenza strategica e petali di promesse mai mantenute, Cetto si avvia verso una serena fine del mandato amministrativo, forse guardandosi intorno anche lui alla ricerca di un'utile collocazione per il giro prossimo venturo. Così, con il licenziamento del vicesindaco da parte dell'ineffabile sindaco smemorato di Grugliasco, anche Cetto abbandona la barca dei Moderati. Naturalmente nessuno gli avrà promesso nulla, ma si precipita a fare il salto della quaglia, scegliendo di non accompagnare il suo gruppo (oramai rimasto desolatamente vuoto) nelle critiche alla conduzione clientelare del sindaco.
Il quale traballa, così tanto che domenica scorsa ha riunito qualche parlamentare del suo partito, un po' di sindaci della zona, accompagnati dal personale politico che gira intorno a loro. La sala da 80 posti era abbastanza piena di gente arrivata lì per testimoniare la solidarietà al sindaco che non paga le tasse, nel momento in cui viene messa in forse la sua ricandidatura. Se non si è solidali per questo, diamine, a cosa si è mai ridotta la nostra società?
In prima file a bene in vista chi c'era? Indovinate voi, cari amici!
Mariano



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