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IL DEFICIT SANITARIO E UN TUTORE MOLTO CARO

Una storia esemplare di questo paese dove tutti ci provano, tanti ci riescono e molti fanno finta di niente. Come si fa a fregare il Sistema sanitario facendola franca

Signora, la mamma adesso sta bene… Il braccio che si è rotta è immobilizzato e la frattura composta, ha bisogno di un tutore. Noi la teniamo qui, le faccio la prescrizione (la mutua lo passa) così lei può andare a prenderlo. Una volta che ce l’ha torna qui e dimettiamo la signora, speriamo che stia meglio”. Deve essere andata più o meno così la conversazione fra un valente dottore del Pronto Soccorso di un importante ospedale del torinese e la figlia di un’anziana signora che si era fatta male cadendo. Solo che poi il colloquio è continuato così:
Ecco qua la prescrizione, vada nel negozio di via *******, che lo trova… Ha capito bene dove deve andare? Aspetti, le mando sul cellulare una foto del negozio, così non sbaglierà”. La signora, che abita in tutt’altra direzione, decide invece di entrare in un negozio di sanitari vicino alla sua abitazione. E’ munita di regolare prescrizione che riporta il codice del nomenclatore, vale a dire del prontuario degli ausili protesici a prezzo definito dalla Regione Piemonte. Serve ad evitare che lo stesso ausilio venga venduto a prezzi diversi e che i meccanismi di rimborso possano incoraggiare frodi a carico del sistema sanitario che rimborsa le spese. Il valente dottore ha prescritto un ausilio che, dice alla signora, costa 322,39 euro oltre IVA, totale 335 euro...
Il meccanismo prevede che il mutuato acquisti l’ausilio presentando la prescrizione e pagando il corrispettivo. Poi deve tornare dal medico che l’ha prescritto e farsi vidimare la conformità fra quanto prescritto e quanto acquistato, infine andare all’ASL per il rimborso della cifra anticipata. Chi prescrive, infatti, fa anche da controllore dell’ausilio ricevuto.
La signora presenta la prescrizione al suo negozio di fiducia (codice del tutore: 06.06.30.003) e ottiene un tutore dal costo di  43 euro, IVA compresa. Stupita e scettica (“Vuoi vedere che il mio negoziante di fiducia mi ha rifilato una volgare imitazione?”) porta il tutore al Pronto Soccorso dove l’anziana mamma continua ad essere ricoverata. Va in cerca del valente dottore che aveva fatto la prescrizione e gli chiede se l’ausilio è quello giusto.
Certo signora”, le risponde, “è esattamente questo”. Lei gli allunga allora la prescrizione per la firma necessaria a farsi rimborsare la spesa. Il valente dottore vede l’importo (43 euro, invece che 335) e sbianca:
Scusi, ma è andata dove le avevo detto?”
No, lo ho comprato altrove, ero più comoda”, gli fa la signora.  
Accidenti, devo aver sbagliato qualcosa nei codici – balbetta il sempre più confuso dottore -,  devo telefonare al suo negoziante per rettificare la prescrizione”. Cosa che farà poco dopo, per giustificare tardivamente la frittata.
Se la signora avesse fatto quello che il valente dottore aveva caldeggiato, l’ASL avrebbe rimborsato 335 euro per un ausilio che ne vale 43 (è scritto sul prontuario).
Con quanta gente il valente dottore ha fatto lo stesso giochetto? Lo fa solo lui? I suoi superiori non lo controllano? Possibile che all’ASL non si accorgano se le forniture di questi e di altri bene in campo sanitario sono appannaggio sempre degli stessi fornitori o se c’è rotazione e distribuzione territoriale? E’ un controllo così facile da fare che davvero sembra strano che nessuno ci pensi: i tutori prescritti e rimborsati dall’ASL da quali negozi provengono? Quanti dal negozio tanto amato dal valente dottore in rapporto al totale delle forniture annue? Perché non fare anche un giro nelle case di riposo dell’ASL per capire da chi si riforniscono i degenti per gli ausili che i parenti acquistano con le modalità della figlia dell’anziana signora dal braccio rotto?
Il fatto meriterebbe una denuncia alla Magistratura, ma non ho più voglia di lottare contro i mulini a vento e di essere trattato come un Robespierre de’ noantri.  Mi contento di scriverlo qua, magari lo legge qualcuno di quelli che dovrebbero controllare e non lo fanno. Forse è giusto che vada avanti il valente dottore e quelli che lui “sostiene” e lo “sostengono”, mentre i responsabili vanno ai convegni sulla corruzione nella sanità.

Mariano



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