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SAN MICHELE DA GRUGLIASCO

Un mese fa il via all’Operazione San Michele. Evidente il ruolo dei politici locali e delle loro clientele nel mischiare politica e malavita organizzata. Qui da noi li nominavano nei CdA delle società del comune...
Ignavia e malaffare
Fin da quando l'Ordinanza di applicazione di misura cautelare “San Michele” – quella che ha dato il via alle recente operazione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata – è diventata di pubblico dominio, gli organi di informazione hanno sottolineato i rapporti fra la 'ndrangheta e i Cetto Laqualunque (così li chiamano i capi durante i colloqui fra loro) della politica locale (leggi).
Se la levatura e il ruolo dei politici che vantano aderenze e che chiedono appoggi e voti emerge chiaramente dalle intercettazioni riportate nell'Ordinanza, meno evidente il ruolo (e le commistioni) di alcuni personaggi coinvolti in modo più diretto, ma non così noti al grande pubblico. Da loro, invece, derivano le sorprese più grosse.
Prendiamo il caso di Raffaele Bressi, commercialista collegnese, trait d'union fra il un consigliere comunale di Grugliasco Verduci e Toro, l'imprenditore in odore di 'ndrangheta. Dalle intercettazioni telefoniche si capisce che sanno di cosa parlano: lavori stradali, movimenti terra, appalti da tenere sotto controllo, fiumi di danaro per lavori pubblici in arrivo subito dopo le elezioni amministrative del 2012. Insomma, non di mezze calzette si tratta, il Bressi è un personaggio di spessore nel collegare imprenditoria malavitosa e politichetta locale. Trattasi peraltro di persona tutt'altro che sconosciuta agli amministratori comunali grugliaschesi.
E' talmente ben introdotto nel mondo della politica che nel novembre 2010 l'allora sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù (PD) lo nomina nel CdA de “Le Serre”, una società interamente del comune, nata per gestire l'omonimo polo culturale. L'assessore delegato a seguire la società è l'attuale sindaco di Grugliasco Roberto Montà, anche lui del PD. Evidentemente il Bressi doveva avere qualità e competenze in campo sociale e culturale tali da farlo preferire a molti altri corazzati candidati alla carica.
Oltre al Bressi, nel CdA siedono altri due personaggi, Gabrella Borio e il Pierpaolo Binda. I tre saranno in carica fino al giugno 2012, quando Montà, fresco di elezione a sindaco, se li porterà in giunta, dove siedono ancora oggi con deleghe rispettivamente al Bilancio e all'Urbanistica.
Giusto a fine 2010, quasi in concomitanza con l'arrivo del nuovo consigliere Bressi, la Società “Le Serre” comincia a fare anche altro: la giunta Mazzù le assegna il compito di realizzare opere pubbliche, sostituendosi agli uffici del comune. Così, oltre due milioni di lavori finanziati con denaro pubblico saranno gestiti direttamente dalla società “Le Serre” negli anni fra il 2011 e il 2013. Inutile dire che nei lavori c'erano anche asfalti e movimenti terra, le cose di cui parlano gli indagati e i loro amici nelle intercettazioni dell'Ordinanza San Michele.
La società è stata oggetto di ben due esposti alla Corte dei Conti circa la gestione “allegra” dei rapporti di lavoro dei suoi dipendenti. Adesso gestisce le opere di compensazione dell'inceneritore, conferendo incarichi sempre seguiti da scie di polemiche e interrogazioni, esattamente come per i lavori pubblici che ha svolto nei due anni scorsi.
Dato che questa situazione strideva e non poco – non si contavano le segnalazioni e le illazioni per un provvedimento così anomalo e ardito, oltretutto in una città il cui sindaco Montà  è anche presidente nazionale di Avviso Pubblico – più volte i consiglieri di opposizione hanno richiesto la convocazione di una seduta della Commissione di controllo, quella che permette all'opposizione di verificare atti e procedure.
Ma il presidente - Viorel Vigna, AN ma nominato coi voti del PD e dei suoi alleati pur di non far passare un pentastellato o, peggio, un candidato delle liste civiche – non l'ha mai fatto. Forse in cambio di un posto di lavoro, che gli è puntualmente arrivato con la nomina a responsabile della segreteria dell'assessore regionale Balocco, PD.
Mariano Turigliatto













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