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I MEDICI DEGLI STUDENTI

Parlando di scuola, ogni tanto si rischia di trascurare la materia prima, gli studenti: i loro impegni, le necessità, le loro esigenze. Per esempio gli orari dei medici a cui si rivolgono per stare in salute
Il mattino ha l’oro in bocca
I medici degli studenti ricevono solo al mattino. Che debbano andare dall’ortopedico o dal dentista, che abbiano bisogno di una semplice prescrizione o di un consulto volante… tutto questo possono ottenerlo solamente al mattino. Rigorosamente in orario di lezione.
Prof, devo andare dal fisioterapista per qualche seduta di riabilitazione motoria, sono scivolato malamente mentre giocavo a calcetto con la mia squadra. Domani non vengo, lo stesso per i prossimi quattro venerdì”, bisbiglia il mite allievo mentre cerca il libretto nello zaino, sommerso da tanti Iqualcosa, pacchetti di snack e pochi libri.
Non potresti andarci al pomeriggio, così non perdi tutte queste ore di lezione?”, azzarda il meno mite insegnante, convinto che la frequenza a scuola possa costituire un valore per le giovani generazioni oltre che un utile strumento pe rimparare qualcosa senza troppi sforzi a casa nel pomeriggio.
Sguardo perplesso della creatura. Non aveva contemplato che il prof potesse contraddirlo e avanzare qualche utile proposta per migliorare l’ organizzazione del suo tempo in funzione di una migliore resa scolastica. Adesso è in seria difficoltà perché comincia a rendersi conto che questo qui gli chiede di pensare alla scuola come di solito lui pensa ai concerti rock: puntualità, ricerca della migliore posizione e attenzione spasmodica per ogni minuto dell’evento.
Mhh, no – risponde finalmente – il mio fisioterapista lavora solo al mattino. Non posso mica saltare le sedute… ne ho bisogno. Me le ha prescritte l’ortopedico, si ricorda la settimana scorsa quando sono mancato al compito in classe e lei mi ha rimproverato come se fosse colpa mia?”
Dunque anche il tuo ortopedico riceva solo la mattina, come il fisioterapista, come il ginecologo di Giovanna, la dentista di Carlo e così via…”, fine del dialogo.
Il meno mite insegnante prova un moto di pietà per i medici degli studenti, costretti a lunghi e interminabili pomeriggi senza gioventù, alle prese con pensionati stracchi e massaie isteriche. La creatura si accomoda al suo posto e si dispone a darsi ragione: lo fa ogni volta che dubita delle sue scelte e, se non lo fa lui, ci penseranno i suoi genitori. Per alcuni studenti davvero i medici ricevono solo al mattino e l’autobus da prendere è sempre quello che ti porterà a scuola in ritardo, ma non è colpa tua (è lui che è arrivato dopo e trova sempre traffico…).
Mentre loro vanno dal medico la mattina, nel mondo torme di studenti affamati ci danno dentro come matti per sostituirli quando saranno troppo occupati a giustificarsi per accorgersi che sono già sprofondati giù giù.  La scuola non è più un ascensore sociale, ma se non provi neanche a salirci puoi stare certo che su non ci andrai di sicuro. Non potrai neppure lamentarti, te la sei voluta.
Mariano



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