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PONZIO PILATO TEAM

Scaricare le colpe sugli altri, essere forti coi deboli e debole coi forti, fare finta di nulla utilizzando il clan per coprire le porcate: che sia questa la politica che piace ai miei concittadini?
Lavarsene le mani
grigliata Il post sul grosso debitore, amico e anfitrione del sindaco della mia città (di questo e del suo predecessore) ha suscitato reazioni poderose e una discreta quantità di lettori in più, di contatti e di commenti, in gran parte privati: con questo clima paramafioso la gente ha paura di ritorsioni, sa bene come fanno questi qua.
I più deplorano, qualcuno si meraviglia perché i miei concittadini non hanno ancora dato l’assalto al municipio con forconi e torce, altri mostrano rassegnazione… insomma le reazioni tipiche di fronte alle rivelazioni sconcertanti. Quelli del clan e del tondo magico (non è un cerchio, ma uno sgorbio che vorrebbe somigliargli) tacciono, aspettano che passi, sperano che un giorno qualcuno ci riduca al silenzio… i più coscienziosi sostanzialmente borbottano, minacciano sfracelli e poi, come sempre, obbediscono. E’ Grugliasco, bellezza!
Un lettore mi ha posto una questione interessante: che cosa ci può fare il Comune se il debito del soggetto è oramai nelle mani di Equitalia? Che cosa avrebbe dovuto fare in passato e come potrebbe recuperare almeno una parte delle somme dovute?
Credo che queste domande derivino anche un po’ dalla solita attitudine dei centrosinistri grugliaschesi a scaricare le colpe delle loro manchevolezze sugli altri: l’università non si fa più? colpa dei finanziamenti, dei candidati rettore, della malasorte… ma loro non hanno nessuna colpa. L’inceneritore? Colpa di Torino, dei grillini, degli ecologisti, di quelli di Turigliatto… e chi più ne ha più ne metta. Il clan beve avidamente le spiegazioni del capobranco e trasferisce alle clientele ansiose di sapere il verbo, di Pinocchio ora e del mini sindaco prima, con dovizia di particolari e tanto sussiego nei modi. Ma torniamo al tema.

Qualche tempo fa il valente vicesindaco, Assessore alle Entrate, si vantava di aver finalmente posto fine al malvezzo di alcuni giostrai e di qualche gestore di bar un po’ troppo tranquillo: chiedevano (e ottenevano) l’uso del suolo pubblico – i primi per le giostre, gli altri per i dehors – e risultavano morosi perché non pagavano il dovuto al Comune. Ebbene, il valente assessore ha stabilito che ai morosi non sarebbe più stata rilasciata nessuna concessione, finché non si fossero messi in regola. Naturalmente il Comune ha subito incassato il dovuto: bravo assessore! ha applicato il concetto per cui la politica è assunzione di responsabilità, tutela dell’interesse pubblico e soluzione dei problemi, almeno quando è possibile.

Al nostro grosso debitore il Comune non ha riservato questo trattamento: con lui guanti d’oro, amicalità, sponsorizzazioni, magna magna… insomma contiguità, vicinanza, aumma aumma.
Ecco cosa potrebbe fare subito il sindaco:
1. smetterla di andarci a braccetto, segnando così la differenza fra l’autorità pubblica che non ha “amici” e “amici degli amici!"”, ma cittadini da rispettare e da trattare con equanimità:
2. revocare (o sospendere) la concessione edilizia per l’immobile che una delle società del soggetto in questione sta costruendo – naturalmente su area agricola – per farci un’attività commerciale;
3. rispedire al mittente tutte le richieste di varianti al Piano Regolatore già depositate in Comune e predisporne una nuova che elimini dalle aree di proprietà del soggetto ogni superficie costruibile, riportandole alla destinazione originaria, quella agricola.

Volete vedere che, se solo il sindaco avesse le palle di farlo, il suo amichetto comincerebbe a erogare i quattrini che deve come l’acqua fresca una sorgente di montagna a primavera?
Già, ma dopo chi li raduna i supporter dell’amministrazione centrosinistra, tutti a farsi una bella grigliata con la benedizione sindacale?

Mariano



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