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LA POLITICA TOSSICA

L'Università torinese decreta la fine del progetto "Grugliasco città universitaria", il sindaco cade dal pero. Era scritto che sarebbe finita così, vista l’insipienza dell’amministrazione PD (e satelliti) della città.  Un grave danno della cattiva politica, premiata dagli elettori nemmeno nove mesi fa...
Bye Bye polo scientifico…
Veterinaria-Grugliasco Su “La Stampa” di ieri, sabato 23 febbraio, un articolo a tutta pagina che si occupa delle elezioni per il rettore dell’Università di Torino evidenzia che nessuno dei quattro candidati intende proseguire il progetto di insediamento a Grugliasco delle Facoltà scientifiche: mancano i soldi e altre sono le priorità. Domenica (oggi) il neosindaco strepita e protesta pateticamente, sa che cosa lo aspetta: ha vinto le elezioni nove mesi fa promettendo una città universitaria e adesso offre un pugno di mosche, che vanno ad accompagnarsi alle tossine che ha sparpagliato in giro e che adesso gli si rivoltano contro (leggi).
Siccome non si tratta di cosa di poco conto (e di stratta di un tema che conosco bene per averlo trattato, perfino con un qualche successo) e siccome ci tengo tanto alla trasformazione di Grugliasco in città universitaria, voglio rifare la storia. Prima di tutto, giusto per sapere di cosa si parla, ecco un video di meno di un anno fa: inquadra il tema e spiega a che punto siamo e a che punto dovremmo essere da anni.
Però una cronologia degli eventi aiuta meglio di tante parole a capire perché  - quattordici anni dopo l’insediamento delle Facoltà di Agraria e Veterinaria – siamo giunti a questo punto morto.
1994: vengo eletto Sindaco dopo la Tangentopoli grugliaschese. Nell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico edifici abbandonati, due comunità di ex degenti e l’ARPA. Comincia il lavoro con l’Università per realizzare il polo scientifico.
1999: arriva Agraria. Gli edifici sono completati, quelli che già esistevano sono ristrutturati, il trasloco di fa nell’estate per cominciare in pompa magna nell’autunno dello stesso anno. Si apre il cantiere di Veterinaria: previsione due anni di lavori. L’Università affida al Comune la progettazione preliminare dell’intero futuro Polo Scientifico e paga il lavoro permettendo così all’amministrazione di mettere in campo le migliori intelligenze e di cambiare il Piano Regolatore della città per fare posto e spazio a un progetto che ne cambia la natura. Arriveranno a Grugliasco circa 10.000 studenti e quasi 4.000 lavoratori dell’Università, un impatto di non poco conto…
2001: il Consiglio comunale di Grugliasco approva il Piano Regolatore nuovo, il progetto del Polo Scientifico che nel frattempo è stato ultimato dagli uffici comunali. Nell’autunno dello stesso anno anche il Senato Accademico approva il progetto e la bozza dell’accordo di programma col Comune che gli affida la progettazione esecutiva e tutte le incombenza atte a realizzare il nuovo Polo Scientifico. A Grugliasco volge al termine l’amministrazione Turigliatto, si avvicinano le elezioni e sono io stesso a proporre all’Università e al candidato a sindaco Mazzù di sottoscrivere questo nuovo accordo di programma a elezioni avvenute.
2001: finiscono in perfetto rispetto dei tempi i lavori di Veterinaria e la Facoltà di sposta a Grugliasco.
2002: Mazzù vince le elezioni e… di mese in mese la firma slitta. Sembra sempre lì, ma non arriva mai. A marzo del 2003 vengo addirittura convocato per la cerimonia della firma al Rettorato, per poi essere disdetto un giorno prima. Ancora oggi non so cosa sia successo, ma da allora il Comune è stato estromesso e sempre più relegato in posizioni marginali. Il lavoro fatto è stato buttato via dall’insipienza di Mazzù e della sua corte, Montà in primis. Intanto andavano avanti altre opere decise dall’università: il San Luigi (Medicina II) e il polo di lungodora Siena a Torino, forse perché accompagnate da amministrazioni più attente e interessate. A Grugliasco tutto fermo.
2005: vedendo che nulla si muoveva, sollecito l’Amministrazione e l’Università con un convegno nella sala consigliare di Grugliasco. Il sindaco Mazzù si presenta per qualche minuto a sparare le solite minchiate e se ne va. Dietro al sua piccola testa scorrono le immagini del progetto di quattro anni prima, a dimostrazione che nel frattempo non è successo nulla. I suo clienti applaudono e aggrediscono chiunque osi chiedere se ci sono nuove in materia.
2012: il degno successore di Mazzù imposta la sua campagna elettorale sulla trasformazione della città per effetto dell’università, dimenticando di dare spiegazioni sulle ragioni che hanno indotto lui, il suo predecessore  e l’amministrazione di cui faceva parte, a dilatare i tempi in modo così esasperato.
2013: l’Università annuncia il possibile abbandono del progetto e il nullafacente che vive di politica strepita e scalpita come un pagliaccio.

Il treno passa una sola volta e sovente bisogna prenderlo al volo perché non si ferma tutte le volte che servirebbe a noi. Bisognerebbe spiegarlo a Montà, fendendo la cortina di presunzione e supponenza da cui è avvolto. Dato che i co…ni viaggiano in coppia, potrebbe non essere male spiegarlo anche al suo mentore e predecessore, magari anche ai cortigiani con la mano alzata e il cervello spento.
Per molto meno ci si dimette, cosa aspetta il sindaco Montà a dare prova di dignità, affidando ad un nuovo sindaco  il compito di riallacciare un rapporto civile con l’Università per andare insieme a cercare i fondi che servono a far ripartire il progetto? Un progetto troppo importante per lasciarlo cadere in nome di una politichetta che avvelena le città e distrugge progetti e speranze.

Mariano



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