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IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELLA POLITICA

Una carrettata di chiacchiere e tanta ipocrisia e condire un dibattito innescato dagli scandali e che di scandaloso ha solo il ritardo con cui lo si fa. Qualche considerazione e una proposta.
Politica, soldi, sangue e sesso
money Il faccione attonito e lacrimante di Bossi sul palco del raduno leghista di Bergamo - quello di un capo/simbolo ormai andato e pronto per essere giustiziato dai suoi “figli” in nome della salvezza della sua creatura - è l’emblema di questo interminabile tramonto della così detta “seconda repubblica”. Davvero non finisce mai…
Dalle vistose crepe che si vanno aprendo nei partiti escono senza controlli fiumi di danaro pubblico, rivelando, a tutti gli ignari cittadini e agli increduli militanti, quale fosse il senso vero delle battaglie politiche e dei contrasti personali che hanno lacerato partiti e movimenti in questi anni. Tra scissioni, ricomposizioni, nuove formazioni, si è andata consumando la più grande mistificazione che il sistema politico potesse ordire ai danni dei suoi elettori. E non c’è destra o sinistra che tengano, vicende sessuali collegate comprese.

Se qualcuno andasse ancora alla ricerca di differenze significative, gli bastino le espressioni dei dirigenti PD di questi giorni, presidente Bindi in testa che reclamano la corresponsione delle rate rimanenti del rimborso elettorale perché “l’anno prossimo ci sono le elezioni, come facciamo?”. Capito?

Invece di fare leggi stringenti sui costi della politica quando ne hanno avuto la possibilità, visto che governavano, impedendo a B di trasformare ogni campagna elettorale in una dispendio impari di risorse in spot, gigantografie, cene e altro, hanno preferito aumentare a dismisura i rimborsi per i voti ricevuti nelle elezioni precedenti. Hanno costruito così enormi patrimoni, rimasti nella disponibilità di persone di fiducia che, come stiamo vedendo, qualche volta hanno approfittato della mancanza di controlli. E poi: quali sono le capacità dei dirigenti politici, ad esempio quelli del PD con Rutelli a  capo, che si fanno soffiare tutti questi soldi sotto il naso? Affidereste loro la gestione dei vostri conti e delle cose di casa vostra?

E’ evidente a tutti che di faccioni alla Bossi ne vedremo ancora parecchi e in tutte le salse politiche, solo che quelli del centrosinistra avranno ancora tracce della boria e delle presunzione di una diversità che oramai sta solo nella storia passata. I loro compari sono ancora lì a spiegare che i rimborsi elettorali sono una garanzia per la democrazia: lo pensavo anche io fino a qualche tempo fa, ora ho cambiato idea.

Continuo a pensare che ai partiti e movimenti dovrebbero essere concesse facilitazioni per l’esercizio delle loro funzioni e per lo svolgimento dell’attività (ad esempio una riduzione dell’IVA per le spese tipografiche o per altre uscite connesse con l’attività politica), che sia necessario introdurre il 5 per mille (e pazienza se il sostenitore perde l’anonimato, finalmente qualcuno avrà il coraggio di dichiarare le sue simpatie politiche, che male c’è?) e altre forme per incentivare le donazioni di privati, in modo trasparente e pulito.

Credo però che ai partiti, almeno per qualche anno, vadano tolti tutti i finanziamenti e i rimborsi elargiti direttamente. Credo che questo andrebbe fatto imponendo sanzioni perentorie e definitive per gli editori (berlusconi in testa) che utilizzano le loro proprietà per finanziare campagne e iniziative politiche. Credo anche che si debbano porre limiti ai costi e che non sia impossibile farlo per davvero e far rispettare le regole.

Se fossimo un paese normale, di questo si parlerebbe e su questo si deciderebbe qualcosa. Invece si lancia una proposta al giorno, così fra poco nessuno più capirà di che natura è il prossimo pacco che ci preparano. Fumo e parole per non cambiare niente: ricordate le liberalizzazioni?

Mariano

PS. Le mie campagne elettorali sono autofinanziate, non una lira di finanziamento pubblico solo soldi miei, dei candidati e degli amici. Su quello della Bresso ai tempi della lista in Regione ho anche interpellato il Presidente della Camera per sapere che fine hanno fatto i soldi, non mi ha ancora risposto (leggi).



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