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LA LOGICA DEL BRANCO E IL SENSO DELLO STATO

Da tifosi fanatici a cittadini responsabili: quando si comincia?

In Italia è così da molto tempo, ma in questi ultimi tempi l'ostentazione della faziosità fine a se stessa è diventata insopportabile. Le Iva Zanicchi, i Giuliano Ferrara e tutta la serie dei cortigiani e delle cortigiane che si affannano a difendere l'indifendibile - ovvero le prodezze pubbliche di un vecchio porco che, tra l'altro, ha perso il senso del limite - danno l'idea di cosa siamo diventati. Davanti alla banale contestazione di una possibile concussione - la telefonata per far liberare Ruby, magari con la paura che potesse parlare e rivelare cose imbarazzanti - cercano subito di metterla sul moralismi e l'antimoralismo.
Ferrara si spinge a mettere le mutande sul palco, rubando (anche stavolta) un simbolo al sindacato, forse perché annusare quelle sporche era il suo lavoro anche quando militava nel PCI. Dunque lui se ne intende di disinformazione e cerca di spostare l'attenzione sui vizietti del vecchio porco in nome della libertà, perché sa bene quali altri sono i peccati pubblici del suo padrone, quelli che neanche le mutande possono nascondere e potranno nascondere domani, quando tutti si scopriranno antiberlusconiani delle prima ora e la cacca traboccherà dai luoghi dove è stata a lungo nascosta.
Il degrado morale dell'Italia sta anche e soprattutto in questo: volti accecati dalla rabbia, cervelli offuscati dalla faziosità, menti altrimenti lucide improvvisamente appannate se solo si sfiora il capo, difesa a oltranza di tutto e del suo contrario in nome delle comune militanza, del comune sentire, della contiguità personale e ideale che tutto pare giustificare. Ma solo il centrodestra fa così? Sono loro i colpevoli unici di questo banchetto dello Stato ad opera delle tifoserie? Io credo proprio di no.

Dall'altra parte - che è anche la mia - il senso del partito qualche volta viene prima di quello dello Stato, è un retaggio della concezione bolscevica della politica. Dato che l'idea è tramontata da tempo, al senso del partito è stato sostituito progressivamente quello della propria corrente, poi delle propria banda, poi della cordata di amici che mi sostengono, infine di me stesso, al massimo dei miei amici che con me condividono la scalata al potere.
Risultato: stesse pratiche mafiose del centrodestra, stessa visione populista delle democrazia, stessi arbitrii e stessa volontà di annientare chi non è della partita, nell'ossessione di evitare che qualcuno possa domani aspirare a competere con me. Stesso cinismo dei destri nell'utilizzare nobili ideali e  aspirazioni di uguaglianza con la disinvoltura di chi maneggia pietre invece che piume: la legalità diventa andare per convegni dove di parla di questo, risparmiare il territorio diventa fare varianti che privilegiano sempre gli stessi e un convegno ogni tanto per deplorarne la voracità, la trasparenza una questione che riguarda al massimo i vestiti delle signorine con cui si accompagnano occasionalmente. Le parole giuste diventano come i bollini della Chiquita, una certificazione da ottenere per vendere meglio se stessi, la propria disinvoltura, il proprio egoismo sfrenato.
Quando qualcuno - come me adesso - si permette di segnalare queste cose, subito viene trattato come un mentecatto che non ha ancora capito che fra noi e quegli altri c'è comunque una differenza incommensurabile e che mettere tutti sullo stesso piano non giova alle fortune della nostra parte politica, dunque nemmeno a quelle dello Stato.
Vedi le boccucce a culo di gallina degli ex qualcosa che pensosamente riflettono sull'estremismo di quei poveretti che osano dire che, per la nostra parte, certe pratiche e certi costumi sono ancora più dannosi e gravi. Le suddette boccucce non riescono nemmeno a considerare che, quando la distanza fra ciò che dici e ciò che fai supera il livello di guardia, tutto potrebbe andare a carte quarantotto e la politica perdere la credibilità che le servirebbe per essere davvero utile a tutti. Pensano solo ai cavolacci loro e a loro va bene così. E' per questo che, insieme alla banda berlusconi, anche loro se ne devono andare, onde permettere a chi desidera di trovare quel senso dello stato senza il quale una nuova Italia non nascerà mai.

Mariano



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