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TOPOLINIA: LA STORIA DELLA DOMENICA

Prima la famiglia: dove metto mia sorella?

A Topolinia, l'abbiamo già detto, le cose vanno un po' così. Noi che ne parliamo ci prendiamo gli insulti di quelli che amerebbero che anche a Topolina regnasse l'omertà e tutti stessero zitti ad ascoltare la favole del topo capo e dei Faccia di bambi suoi camerlenghi. E' che te le tirano proprio...
Oggi sono in vena e - in tempi di familismi, di case a Montecarlo, di chiacchiere sul merito e di  duri attacchi alla politica che non fa più il suo mestiere e allontana la gggente - vi racconto a storia della sorella eccellente fattasi amministratrice di Topolinia.
Era qualche anno fa e le promesse elettorali ai topolini erano così dense che davvero non si sapeva più cosa dire: verbali annullati agli amici, varianti urbanistiche e ai prezzi delle opere pubbliche che facevano impazzire di lussuria i faccendieri e i costruttori, un sorriso a testa a tutti i topolini creduloni e già berlusconzzati per bene da molto tempo. Solo che i protagonisti erano di altra parte politica e dovevi sentirli come si arricciavano se qualcuno segnalava che i loro metodi erano gli stessi del ben più illustre commesso viaggiatore.

Querela sempre pronta, ovviamente a carico degli abitanti di Topolinia.
Vittoria elettorale trionfale dei demo/rats e dei loro alleati: "Bisogna trovare gli altri amministratori della città, adesso sì che possiamo far valere la nostra maggioranza, nessuno ci fermerà. Ci vanno delle donne però, mancano sempre e sono oramai un ingrediente importante, sennò ci criticano", diceva il topocapo appena eletto e ripetevano in coro i suoi esegeti.
Ed ecco che interviene prontamente il responsabile del partito, non solo di Topolinia, ma di tutte le città del reame: 
"Ce l'ho io una donna: è brava e valente. E' pratica di relazioni, tutela i lavoratori. Può svolgere bene questo incarico, solo che..."
"Solo che?" fecero in coro i topoloni di Topolinia.
"E' mia sorella e ve la raccomando - ribadì il superreponsabile politico - però, se diventerà amministratrice di Topolinia, dovrà abbandonare il lavoro che sta facendo. L'indennità che percepirà dalle casse del Comune di Topolinia non le basta. Insomma, dovete trovarle un altro lavoro".
"Tutto qua? Non c'è problema, provvediamo subito!", cantarono in coro i topoloni per i quali non posto di lavoro non si nega a nessuno, basta avere le conoscenze giuste.
E fu così che - tre giorni dopo essere stata nominata amministratrice di Topolinia dal topocapo - la sorella eccellente ottenne anche un lavoro presso il Consorzio pubblico che si occupa anche dei servizi topolineschi. La persona in questione è capace, ma non è per le sue capacità e i suoi meriti che sta lì.
Suo fratello ha fatto carriera anche lui, adesso è diventato il capo del partito nel circondario di Topolinia.
Chissà se partecipano anche loro alla giaculatorie per la meritocrazia al posto del familismo o se anche loro deplorano questa poltica che non sa più parlare ai Topolini.
Eh già: anche a Topolinia c'è un problema di credibilità.

Pippo



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