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LA SCUOLA A PICCO, I SINDACATI ANCHE

Uno stillicidio di proteste inefficaci accompagna la decadenza della scuola statale.

Mai la Gelmini avrebbe immaginato di trovare nei sindacati l'alleato prezioso che le mancava per affossare definitivamente la scuola pubblica statale. Mai avremmo pensato che la voglia di reazione del mondo della scuola a lustri di incuria e approssimazione sarebbe stata stroncata dall'azione congiunta di governo e sindacati, nel silenzio assordante di partiti e movimenti che sembrano parlare a un paese diverso da quello dei nostri allievi e delle loro famiglie.
Non parlo dei sindacati autonomi, e neanche di quelli di destra, parlo di CGIL, CISL e UIL. Possibile che non riescano a trovare una piattaforma comune? Visto che sul tema scuola sostengono fondamentalmente le stesse cose, possibile che non riescano a mettersi d'accordo su azioni comuni incisive e capaci di dare un segno a lavoratori e paese? Sì, è possibile.

Anche i sindacati della scuola sono preda della lotta furibonda che si è sviluppata fra le confederazioni,  non dissimilmente dalle altre categorie, anche nella scuola giocano alla politica facendo esattamente ciò che la politica scodella al paese tutte le sere nei tiggì: bisticciano per ragioni nobilissime che finiscono, però, per diventare incomprensibili alle persone che hanno aspirazioni semplici e chiare, rendere giustizia al loro lavoro e a quello delle tante altre nella stessa condizione.
Non stiamo battagliando per avere aumenti salariali, vorremmo lottare per ridare alla scuola la dignità che le spetta, agli allievi un po' di qualità, alla famiglie la certezza di un'istituzione che fa al meglio il suo dovere, agli insegnanti l'idea che le scartoffie sempre più invasive non servono solo a  coprire la mancanza di responsabilità di chi dovrebbe coordinare, promuovere l'innovazione, favorire la qualità.
Se neanche il nostro sindacato - quello a cui verso 12 € tutti i mesi, e questo da ben 38 anni! - riesce più a dare corpo e sostanza a tutti questo, allora siamo davvero messi male.
Domani c'è uno sciopero di un' ora indetto dalla CGIL, il mio sindacato. L'ho saputo ieri, quando oramai era troppo tardi per avvisare gli allievi, dunque andrò a scuola a lavorare. Per la prima volta in 38 anni non farò uno sciopero indetto dal mio sindacato. E sono incazzato.

Mariano



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