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LA NOTA DEL CONSIGLIO





L'ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte si è aperta con la commemorazione di Gino Giugni, il senatore socialista padre dello Statuto dei lavoratori (Legge n. 300 del 1970) gambizzato dalle Br nel 1983.
Una delegazione di "Impresecheresistono", il gruppo spontaneo di piccole e medie imprese, è stato poi ricevuto nella sede di Palazzo Lascaris dove il capodelegazione ha dichiarato: "Le imprese manifatturiere che falliscono adesso sono aziende sane, le altre sono già sparite da tempo". Gli imprenditori hano presentato quindi una serie di richieste rivolte alla Regione Piemonte, oltre a quelle di indirizzo nazionale.


Altra importantissima discussione consiliare è stata infine quella relativa alla presentazione del bilancio e della finanziaria regionale, dove sono emerse le differenti posizioni tra maggioranza e opposizione. In circa 18 mld di euro si assesta il pareggio di bilancio, con una previsione di 10 mld di euro di spese correnti e 1,8 mld di investimenti tra l'accensione di nuovi mutui e prestiti obbligazionari con un incremento accertato del debito pubblico, e con un 4/5 della spesa regionale vincolata al comparto sociosanitario.
Polemiche invece riguardo alla scelta della giunta di nominare prima della fine di questa legislatura il nuovo direttore generale del Csi piemontese (Consorzio per il Sistema Informativo).



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