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A PROPOSITO DI PINO MASCIARI: MARIANO SCRIVE AI CONSIGLIERI.

 

 Al Signor Presidente del Consiglio Regionale

e                  

ai Signori Consiglieri regionali,

 

 

Caro presidente e care/i colleghe/i,

 

            con questa lettera vorrei metterVi al corrente di alcune iniziative in corso di attuazione che segnano una nuova tappa nella lotta contro le Mafie e la malavita organizzata, per chiederVi di sostenere tutti coloro che in prima persona rischiano grosso per affermare la supremazia del vivere civile sulla sopraffazione. Si tratta della vicenda di Pino Masciari – imprenditore calabrese che, per aver denunciato gli autori di estorsioni e di reati collegati – ha dovuto rinunciare a qualunque possibilità di sviluppare una vita “normale” per sé e la sua famiglia nella sua terra di origine. Pino Masciari vive in una località del nord Italia da oltre dieci anni segregato, sotto scorta, nell’impossibilità di lavorare e di costruire un futuro per la sua famiglia.

L’altro ieri Pino Masciari ha deciso di tornare in Calabria per sfidare chi lo vuole lontano e morto, per incontrare i suoi genitori, i suoi parenti, gli amici, insomma la sua storia e il suo futuro.  E’ accompagnato da Davide Mattiello di Libera Piemonte e da Andrea Sacco e Roberto Laddaga del Meet Up di Torino.

 

Ci siamo impegnati recentemente discutendo ed approvando la Legge 14/2007 (Interventi in favore della prevenzione della criminalità e istituzione della "Giornata regionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie”) che apre possibilità interessanti di intervento. Vi propongo di testimoniare la vicinanza alla battaglia che Pino Masciari sta conducendo per intanto inviando messaggi ed e-mail al suo sito www.pinomasciari.org, ricco di suggestioni e di informazioni sulla sua storia straordinaria.

 

I ragazzi di Libera Piemonte, insieme ad ACMOS e Terra del Fuoco, hanno organizzato un presidio permanente per tutta la durata del viaggio di Pino, davanti alla prefettura di Torino in p.za Castello. Un messaggio di solidarietà, il passare qualche ora al presidio con loro, una e-mail, una sollecitazione ai mass media torinesi, sarebbero tutti buoni segni di sostegno della loro battaglia e di vicinanza con temi che ancora troppo spesso la politica lascia ai margini del suo dibattere e operare.

 

Vi ringrazio di cuore.

 

Torino, 2 aprile 2008                                                Mariano Turigliatto

 



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