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Il risveglio.

di Mariano Turigliatto

Ha vinto Berlusconi, ha vinto benissimo anche al Senato. Altro che pareggio! Adesso, mentre la destra si attrezza per fare ciò che ha promesso, restano le macerie di larga parte del centrosinistra.

La scomparsa della Sinistra Arcobaleno ha dell’incredibile: credo che nessuno avrebbe immaginato un risultato del genere, visto che sono del tutto spariti da entrambi i rami del parlamento.

Anche il PD non se la passa molto bene: due/tre punti in più dell’Ulivo di due anni fa e a spese dell’altra sinistra non possono essere spacciati come un successo, specie se comparato alla "potenza di fuoco" dispiegata in campagna elettorale e dagli entusiasmi che ha suscitato Veltroni nel suo lungo giro per l’Italia.

In tanti si erano illusi della possibilità di una ripresa grazie al fattore novità, alla bontà di un progetto politico simpatico e proiettato nel futuro. Tutte queste cose non sono bastate, così come non sono riuscite a soffocare l’idea che il PD sia ancora un frutto acerbo che potrebbe marcire prima di diventare maturo, gravato dal peso di ceti politici stracchi e boriosi. Gli stessi che prossimamente andranno all’ennesima resa dei conti, con l’idea che tutto nasca e finisca con loro, variamente aggregati e inamovibili come sempre.

Allora, sarebbe già una buona cosa se il brusco risveglio servisse almeno a segnare uno stacco con il passato: senza una profonda ridiscussione delle basi del centrosinistra italiano – operata con umiltà, coraggio, disinteresse personale e forte coinvolgimento intellettuale ed emotivo – non c’è vittoria elettorale e non c’è neanche riscatto per questo strano paese.

 



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