09/02/12

domenica, settembre 02, 2012

LA RAGIONE DEGLI ASINI


Ma come si fa a vivere senza idee, senza speranze, senza ideali e senza voglia di cambiamento?”, ho scritto su FB quattro giorni fa. Via coi commenti, numerosi e sapidi. Ma c’è sempre chi la fa fuori dal vaso…
La forza delle idee
leccaculoBasta vincere per pretendere di avere ragione. Anche se si ha torto marcio. Un messaggio devastante per uno (sport) che ha bisogno prima di tutto di credibilità”. Così commentava un anno fa Capodacqua su “Repubblica” le dichiarazioni del ciclista Petacchi. Quest’ultimo, gasato dalla 21 vittoria di tappa a un Giro d’Italia, si spingeva a dichiarare che in realtà si trattava della sua 27 salita sul podio. Sei  “vittorie” gli erano state cancellate dopo che, nel 2007, era stato trovato positivo al doping e squalificato per un anno.
Ragionano nello stesso modo parecchi esponenti del ceto politico, locale e nazionale, convinti che la vittoria elettorale (indipendentemente dai mezzi e dalle condizioni realizzate per ottenerla) sia di per sé la migliore dimostrazione di aver ragione. Sovente non sanno nemmeno che questo modo di pensare è la negazione dei principi della democrazia liberale, quelli a cui credono di richiamarsi ogni volta che abbandonano il fare da “descamisados” – tono da squadrista, congiuntivo incerto, divieto dell’uso del passivo perché è da finocchi – per loro usuale e aprono la bocca culo di gallina per declamare qualche banalità che hanno letto nelle carte dei cioccolatini, possibilmente detta da qualcuno di destra così fa bipartisan.