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PENSIERI DALL’ATO OPPOSTO di F. Maletti

L’ignoranza trionfa, la presunzione anche. C’è un nuovo totem che cresce nell’incultura…
Strafalcioni costituzionali

LAVORI IN CORSO PEDONI DALL’ATO OPPOSTO” recitava il cartello di un cantiere stradale che ho letto stamattina. “Che ignoranti !” era il commento. Qualcuno sorrideva e cambiava percorso senza fermarsi, altri si fermavano a fotografare il cartello col telefonino. Nessuno che protestasse per il fastidio di dovere attraversare la strada (assai trafficata) per doverla successivamente riattraversare alcuni metri dopo per riprendere il proprio cammino.
Un grossolano strafalcione a riprova dell’italico analfabetismo di ritorno oppure una simpatica trovata per strappare un sorriso al posto dei soliti improperi?” Mistero.
“Nessuna democrazia al mondo può definirsi tale senza contenere nelle sue regole generali i principi valoriali del cristianesimo”. Così ha detto Massimo Cacciari in una recente intervista che ho avuto la fortuna di intercettare in televisione. Condivido.
Il Male e il Bene. Fare “il male a fin di bene” è una contraddizione in termini. Infatti, chi raggiunge i propri obiettivi attraverso l’esercizio del male, finirà per difenderli usando il solo mezzo che conosce: il “male”. Appunto per questo, in breve tempo, costoro non diventeranno altro che il “nuovo male” dal quale tutti dovranno difendersi.

Con il contributo determinante di Berlusconi la “trasparenza”, che dopo il periodo di Mani Pulite veniva richiesta ai partiti politici, grazie ai mezzi televisivi si è trasformata dapprima in “apparenza”, fino a divenire negli ultimi anni vera e propria “trash-parenza”.
La maggior parte dei politici oggi continuano a sostenere la validità del SISTEMA BIPOLARE. Tutto questo nonostante evidenti contraddizioni. La prima fra tutte che i piccoli partiti, per superare la soglia di sbarramento, si alleano chi con il centrodestra e chi con il centrosinistra, salvo poi diventare autonomi e antagonisti subito il giorno dopo le votazioni (a tale proposito vedasi il comportamento della Lega da una parte e di Sel dall’altra). La seconda che i programmi elettorali diventano poco più che banderuole da sventolare in quanto, per non contraddire la propria coalizione molto eterogenea, si evita di scendere nello specifico dei problemi: a meno che si tratti di ridurre le tasse, ridurre i costi, guadagnarci qualcosa da parte degli elettori (cose sulle quali tutti, in genere, sono d’accordo: anche perché nessuno specifica come si trovano i soldi e dove). La terza che i doveri nei confronti dell’Europa, della quale facciamo parte, sono considerati poco più che un dettaglio insignificante: sulla base del principio che “ognuno a casa sua si arrangia come può”.
In tutta questa discussione sul Bipolarismo mi meraviglia il fatto che nessuno, fino ad oggi, abbia notato che in politica il vero sistema bipolare è un altro: quello tra la politica reale, con i partiti organizzati sul territorio che cercano il dialogo con la gente, che individuano i problemi reali e le priorità da affrontare, e con rappresentanti periferici che lavorano molto e si esibiscono poco. E quello della politica virtuale, con i pifferai che si esibiscono in televisione dissertando sui massimi sistemi come si fa al bar, che semplificano le cose facendo sentire lo spettatore un “genio” della politica perché si mettono al loro livello, quelli che non danno tante spiegazioni ma hanno solo risposte immediate e trancianti, per cui tutti gli altri politici sono stupidi e da “rottamare”. Avvantaggiati dai tempi televisivi che devono per motivi di “audience” essere crepitanti e tutt’altro che noiosi, non disdegnano l’insulto, la battuta volgare, la ridicolizzazione dell’avversario. Ovvio che i sondaggi diano ragione a questa parte: perché i sondaggi sono funzionali (anche loro) a “questo” tipo di politica virtuale.
Temo che fino a quando gli elettori non prenderanno consapevolezza dell’inganno, in questo “bipolarismo” i vincitori non saranno i rappresentanti politici del mondo reale, ma i pifferai del mondo virtuale.

ottobre 2013 F. Maletti

















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