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SE di F. Maletti

Del senno di poi son piene le fosse…”, ma cosa resta alla politica se non sa nemmeno più costruire scenari e scongiurar pericoli?
Ciò che è bene e quando serve
Se la fretta del Pdl non avesse mandato a casa il governo Monti prima della scadenza naturale della legislatura. E se questo tempo fosse stato utilizzato per realizzare una nuova legge elettorale. O magari ci si fosse limitati a prendere atto che un referendum aveva per volontà popolare abolito il “porcellum”, per cui si sarebbe votato col sistema precedente a quello (mattarellum).
Se tutti avessero concordato che, prima di ogni altra cosa, bisognava impedire che si candidassero persone con i conti in sospeso con la giustizia.
Se si fosse finalmente data applicazione alla legge che prevede la ineleggibilità ai possessori di concessioni da parte delle Stato per evitare conflitti di interesse.
Se si fosse data la priorità alla Costituzione Italiana circa il rispetto delle regole: la prima delle quali è che “La Legge è uguale per tutti”. Se la Giustizia non fosse considerata da qualcuno un “optional” del quale fare a meno quando non corrisponde ai propri personali interessi. Se i partiti politici fossero organizzati su base democratica nel rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione, in modo tale che nessuno possa rivendicarne la personale “proprietà”…Allora oggi tutte le proposte che vengono avanzate per la formazione di un Governo, e tutte le dichiarazioni ed impegni relativi sarebbero noiosamente legittime e condivisibili a prescindere dalle simpatie e dalle appartenenze politiche. Ma, purtroppo, non è così.

E allora, chi si agita intravedendo in questa situazione insperate opportunità personali, cerchi di essere fedele alla sua appartenenza politica evitando di fomentare i malumori della piazza senza curarsi delle conseguenze per la democrazia in Italia. Oppure (opzione B) si dia da fare per la risoluzione di queste priorità che hanno messo il Paese in una situazione di emergenza democratica.

F. Maletti





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