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RENZI? DA ROTTAMARE!

Il rispetto delle istituzioni e la superbia del berluschini

Matteo Renzi - sindaco di Firenze e rottamatore democratico - non sa che differenza c'è fra l'andare a perorare la causa della sua città nelle sedi delle istituzioni e andare a cena a casa di Berlusconi. Insomma, Renzi pensa, esattamente come lui, che le istituzioni se le prende chi vince le elezioni, le gestisce come se fossero cosa sua e tratta come si fa fra boss.
Bisognerebbe che qualcuno dei giornalisti che lo osannano da mesi gli spiegasse che si va a casa degli amici, non delle controparti politiche,  che queste vengono visitate nelle sedi pubbliche che la struttura del nostro paese ha assegnato loro. Bisognerebbe anche che qualcuno spiegasse ai giornalisti che questo modo di fare un po' guascone - certamente simpatico e tanto piacioso, ma tanto più pericoloso quanto più sfalda ciò che resta del rispetto reciproco in questo paese - sottintende pratiche politiche esattamente identiche al tanto vituperato miscuglio di affari personali, politica e istituzioni di b e della sua corte.

Matteo Renzi ha assunto una grande responsabilità: ha legittimato ancora di più un'idea delle istituzioni che si era fatta avanti con Berlusconi e che lui ha avallato con questo suo gesto prima e poi con le ridicole spiegazioni che ha offerto. L'idea è quella che i potenti trattano nella dacia personale di uno di loro, fra un bunga bunga e un lifting, fra una partita di caccia e un bel trenino con le zoccole, con l'occhio attento a quelle più talentuose da trasformare domani in ministre e deputate. Che ambisca anche lui a fare così, a diventare un Berlusconi democratico?
Matteo Renzi, con la sua superficiale anticonvenzionalità e il modo finto-birichino di fare, aveva saputo conquistare le ribalte nazionali dando l'illusione che fosse possibile una ventata di aria fresca in questa sinistra stantia. Poi, ad andare a guardare con attenzione, ci si era accorti che questi benedetti rottamatori venivano in gran parte dalle seconde file e dagli impieghi negli uffici stampa istituzionali, pochi dal mondo delle professioni, dal mondo del lavoro non protetto e trovato da soli in concorrenza con migliaia di altri aspiranti. Le speranza si erano affievolite, ma non ancora del tutto, a spegnerle ci ha pensato Renzi.

Di berluschini come lui è pieno il centrosinistra, anzi va di gran moda questo tipo di personaggio. Ma non serve a cambiare l'Italia, al massimo serve a perpetuare l'idea che la democrazia, la legalità, la trasparenza, l'igiene dei rapporti politici siano delle variabili buone per i cretini, non certo per personaggi gonfi di boria e di supponenza come ne troviamo oramai dappertutto, nelle istituzioni e fuori.

Credo che Renzi vada rottamato e con lui una stagione politica, inclusi i personaggi che l'hanno popolata e che ci stanno trascinando a fondo.

Mariano



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