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BRUTTO CLIMA, RISCHIO DEMOCRATICO

Un articolo di Flores D'Arcais sul Fatto

Il Presidente del Consiglio chiama a raccolta i suoi utilizzando un linguaggio fascista e sottintendendeo contenuti fascisti. In tutta risposta il meglio del gotha democratico cinciscia in tatticismi tardocomunisti, i leaders dei partiti gocano a distinguersi e tutti fanno finta che sia normale.

Non è normale, lo vede anche un bambino. Non è normale che si usi un linguaggio eversivo caricando di pathos una battaglia politica che è sempre più virulenta. Non è normale che nessuno dei centrosinistri racconti le storie che sentiamo dai vari Bocchino e Granata, diventati all'improvviso fustigatori di costumi e giustizieri della corruzione. Non è normale che si sia rinunciato a spiegare a questo paese che il premier è un delinquente, condanato e acclarato... e tutto questo in nome di strani tatticismi della cui bontà sembrano convinti solo più i commentatori al soldo del cavaliere.
Non è normale che i nostri siano soventi troppo simili agli altri, avendo sposato una visione del potere che scavalca l'istituzione,  viola le regole trattandole al più come strumento per raggiungere scopi e obbiettivi di parte.

Una delle cose che non ho mai sopportato è quell'aria da saputelli che hanno molti dirigenti politici - sovente ex comunisti - che è diventata prosopopea. Ti spiegano sempre come va il mondo dall'alto delle loro certezze incrollabili, non ne azzeccano mai una, ma la prosopea non la perdono neanche sotto tortura. In questi giorni questa aberrazione psico-culturale sta raggiungendo l'apice: non paghi di aver con prosopea consegnato tutti i mezzi di informazione al cavaliere, si comportano come se l'informazione nel nostro paese fosse ancora pluralista, più attenti a mantenersi il posto che ad occuparsi del bene dell'Italia. Da vergognarsi.

Questo articolo di Flores rappresenta bene uno stato d'animo che è minoranza in Italia, ma che forse non è più così minoritario come tanti del nostri vorrebbero farci credere.

Mariano



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