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Come un uomo sulla terra.


 
di Stefano Zanotto

È stata riportata con grande clamore, nelle scorse settimane, la notizia della ratifica da parte del Parlamento libico del trattato di amicizia tra Italia e Libia.
I principali organi di informazione hanno omesso però di parlare delle denunce a proposito dei campi di detenzione, finanziati dall’Italia e da altri Paesi europei, che nel deserto libico “accolgono” i migranti africani sulla rotta di Lampedusa. A questo proposito segnaliamo il documentario Come un uomo sulla terra, di Andrea Segre e dell’etiope Dagmawi Yimer, ex detenuto nei campi libici e ora in Italia con lo status di rifugiato politico.

Il documentario raccoglie le testimonianze di uomini e donne etiopi che hanno attraversato il deserto nel tentativo di raggiungere le coste libiche e imbarcarsi per l’Italia. Hanno tutti fatto la conoscenza della polizia libica e dei campi di detenzione, nei quali sono arrivati dopo arresti arbitrari e identificazioni sommarie, e nei quali i diritti umani fondamentali vengono sistematicamente calpestati. Molti migranti al momento dell’espulsione dal territorio libico sono stati venduti dai poliziotti corrotti ai trafficanti, i quali hanno estorto loro nuovo denaro. Per alcuni il ping pong fatto di arresto e riconsegna ai trafficanti si è ripetuto diverse volte…

Un muro di silenzio avvolge però quanto sta accadendo in Libia con l’avvallo e coi soldi della civile Europa, che in “lavoro sporco” in materia di immigrazione preferisce farlo fare lontano dai suoi confini e dagli occhi dei suoi cittadini. È un silenzio bipartisan: nel 2007 il governo Prodi rispondeva a un’interpellanza parlamentare (http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed184/s300r.htm) sulla questione, affermando, tra le altre cose, che il campo di Kufra, uno dei lager di cui parlano i testimoni del documentario, sarebbe un centro sanitario…

Come un uomo sulla terra è un’opera scomoda che sta incontrando molte difficoltà di distribuzione: sul sito http://comeunuomosullaterra.blogspot.com si trova il calendario delle prossime proiezioni nelle varie città italiane e si può prendere contatto per organizzare una proiezione pubblica nella propria città.
 

 



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