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Ictus, occhio al fast food.


 
La gente che vive in posti con un'elevata concentrazione di rivendite di "cibo spazzatura" ha maggior rischio d'ictus. Lo afferma uno studio dell'Università del Michigan: non è solo il classico hamburger a essere dannoso, ma la cultura del cibo veloce, spesso indicatore di scarso esercizio fisico, vita in ambienti inquinati e vita poco salutare. A supporto della tesi c'è una ricerca compiuta in Texas che condanna senza appello il cosiddetto "junk food".
Nella stessa direzione va uno studio britannico sul rischio di ictus e infarti: consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi, lo dicono i ricercatori dell'Università dell'East Anglia. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un'esistenza regolare.
Le due notizie trovano ampio spazio sui siti americani e britannici (in particolare su quelli di "New Scientist" e "Bbc"), in Italia se ne parla su quello del "Corriere della Sera" in un articolo a firma di Emanuela Di Pasqua e in successivo forum.

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DI "NEW SCIENTIST"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DELLA "BBC"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DEL "CORRIERE DELLA SERA"
 
 



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