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Mondo crudele.

di Dotturbo

L’Etna non ha eruttato…i nostrani (soliti) incendi dei boschi estivi erano quest’anno ben poca cosa rispetto a quelli greci…Lady Diana è morta dieci anni fa…la ricorrente emergenza delle "stragi automobilistiche" del sabato sera aveva appena prodotto un pacchetto di provvedimenti governativi a modifica del codice della strada in base ai quali (chissà cosa c’entrano gli ubriachi e i tossicodipendenti al volante, che di certo continueranno senza meno nelle loro follie, con tutta una serie di costrizioni, per lo più insensate, che, al novantanove per cento, vanno ad incidere sui normali automobilisti?) ancora un po’ e non ci resta che andare in bicicletta…e allora cosa restava?

Beh, l’efferatezza, in un omicidio, è sempre un amico fedele dei media. Dalla strage del Circeo al Delitto di Cogne, dal Caso Montesi (tanto per ritornare al "paleolitico", con un tocco di political thriller) al Delitto dell’Olgiata, il fil rouge inerente a questo tipo di atti criminali è per i giornalisti un continuum che garantisce ampi spazi d’intervento.

Ecco che, prontamente, luoghi marginali, rispetto ai soliti, sono diventati, come appunto spesso accaduto in passato, il centro dell’attenzione per l’intero paese: Garlasco, Morterone, Sanremo hanno sostituito per qualche settimana nel cuore degli italiani gli spazi lasciati liberi dalle ansie di un Campionato di calcio che non è ancora iniziato e di una "pretopoli" che non è riuscita a decollare, nella percezione nazional popolare, come fonte di pericolo.

 



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