Seguimi su Twitter | Facebook | Scrivimi una E-Mail | Iscriviti al Feed RSS

TELECAMERE VOLANTI SU LOS ANGELES.

In questi giorni si inaugura la presenza dello "SkySeer" nei cieli di Los Angeles. Si tratta di un piccolo mezzo aereo telecomandato da terra. Grandi come un aquilone, hanno un'autonomia di volo di circa settanta minuti, e a bordo c'è una telecamera. Utilizzati in precedenza per scopi militari, ora la polizia di Los Angeles si servirà di questi droni - veicoli aerei senza pilota - per sorvegliare zone ad alto rischio di criminalità, per monitorare aree colpite da incendi o disastri e per affiancare le pattuglie stradali nelle operazioni di sicurezza.

Questa non è la prima misura di controllo video utilizzata negli Stati Uniti, gli inseguimenti in presa diretta che arrivano anche sui nostri schermi sono immagini di repertorio della polizia realizzate in elicottero. I droni sono molto più funzionali, hanno minore impatto visivo e ambientale ma soprattutto costano meno. Gli indiscutibili vantaggi del sistema hanno però sollevato le critiche delle associazioni per i diritti civili, che lamentano la possibilità di un utilizzo esteso che metta a rischio la privacy dei cittadini. E dire che dovrebbero già avere familiarizzato con l'idea di essere osservati a loro insaputa in molti luoghi, le telecamere sono ovunque.

Forse, a pensarci, l'impatto emotivo provocato da questa misura di sicurezza risiede nel fatto che una telecamera che si muove libera in cielo senza un operatore che fisicamente la maneggi e la sposti diventa un po' troppo autonoma. Sa già di robot, di macchina che controlla attivamente l'uomo. Il repertorio cinematografico fantascientifico pullula di città i cui cieli sono invasi da aggeggi che volano sulla testa della gente. E guardacaso, il tema dell'acquisizione di informazioni come fonte di controllo, suprema forma di potere, è uno dei leit-motiv del genere. I microchip nel cervello sono più invasivi, questo è sicuro, ma anche un aeroplanino che ti spia mentre tagli l'erba in giardino può dare fastidio. Ancora una volta l'americano medio è alle prese con il paradosso. Il prezzo della sicurezza, un diritto civile che a tratti sembra sfiorare la fobia, comporta una rinuncia a carico della libertà personale.

Si può controllare i cattivi senza spiare i buoni?

Eva Milano

 



Mariano Turigliatto © 2010 | www.marianoturigliatto.it | Powered by OneBit