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I MOSTRICIATTOLI

La crisi non è solo di governo. Assistiamo alla rappresentazione del degrado umano che si è fatto sistema. Senza neanche gli attori giusti per farne un capolavoro...

L'osservazione dei contendenti nell'agone della politica nostrana, così mal raccontato da quasi tutti i giornali - schierati a fare il tifo per l'uno o per l'altro con una faziosità suicida -, suscita l'idea di un paese squallido. Ti consoli dicendoti che gli Italiani sono meglio della loro classe politica, poi vai a prendere i figli a scuola o in un supermercato a fare la spesa e subito hai manifestazioni di inciviltà che ti fanno ricredere. Ragionamenti banali, scontati e qualunquisti, questi. 

Allora provi ad esaminare un po' più da vicino i comportamenti e le ragioni dei politici che occupano giornali e tivù, cercando di leggere oltre le dichiarazioni per cercare di rispondere alla solite domande: cosa vuole veramente? chi rappresenta? quali soluzioni ha in mente? tutto questo minacciare per portare a casa cosa? e dove è la casa? 

Le domande servono anche a cercare la "visione del futuro" dei politicanti sulla scena: che idea avranno mai del paese domani? Sapere che ne hanno una non cambierebbe magari il giudizio nei loro confronti, ma almeno servirebbe da consolazione, vorrebbe dire che perseguono obbiettivi difformi da quelli del loro bersaglio perché vogliono un'Italia che cambia in un altro modo. Non riesco a rassegnarmi all'idea che di "visioni del futuro" non ce ne sia nessuna se non quella del loro personale futuro, perciò continuo a cercare nelle parole e negli scritti dei lacchè dei boss una traccia di scenario, di proposta e di misure che servano a dare l'idea di un cambiamento possibile, magari alternativo a quello che mi piacerebbe che intervenisse. Macché, pensano proprio solo ai cazzi loro. Si disinteressano perfino di quelli dei loro amici e supporter che scaricano con una facilità e una leggerezza che la dice lunga anche sulle qualità umane e politiche. 

Tutti così? Non credo, ma è evidente che hanno conquistato la scena quelli più spregiudicati, dall'ego ipertrofico e dalle frequentazioni giuste, un impasto di megaburocrati del sottogoverno sterminato, fondazioni bancarie, clan e club eredi dei tratti peggiori della massoneria. Gente dalle famiglie imbarazzanti o imbarazzati da famiglie di cui si vergognano, incluse quelle politiche. E vengono quasi tutti dal centro o dalla sinistra

Nel mio piccolo questi mostriciattoli li ho visti crescere da vicino, tutti più o meno con le stesse caratteristiche: cinismo ('idea al servizio della carriera, si cambia se un'altra i garantisce di più), io io io (tutto parte e finisce dalla loro persona e in funzione dei loro interessi), fascino per il potere (pronti a sottomettersi a chi ne ha di più e potrebbe tornare loro utile nel perseguimento degli interessi personali), forti solo coi deboli, minacciosi nel tono e nel modo, arroganti quanto basta a tenere lontani chi non vuole farsi servo loro e a mantenere in soggezione chi servo si è già fatto. E spregiudicati.

Nel passato remoto li tenevano a bada le strutture dei partiti di massa, dopo Tangentopoli eccoli finalmente liberi di scalare e contendere senza più freni e regole, anche queste smantellate una dopo l'altra in nome della libertà e del dinamismo. Col nuovo secolo i valori della nuova classe dirigente si sono finalmente affermati in tutta la loro potenza. Non sono un nostalgico, ma se il declino del paese è andato in modo inversamente proporzionale, qualcosa vorrà pur dire...

Temo che per cambiare la rotta e rendere l'Italia un paese dove si vive bene e in pace la strada sia talmente ripida da scoraggiare chiunque a percorrerla. Però c'è solo quella e impone una profonda critica del sistema di valori , non solo in politica, oltre che alle modalità e alle occasioni per selezionare quello che ci vuole a rendere la strada meno ripida per tutti. E potrebbe anche non piacerci.

Mariano

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