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GLI AMICI DEGLI AMICI

La storia della ministra De Girolamo (PdL, ora NCD) e del consorte Boccia, onorevole  PD, è quella di un paese, della sua società civile e del suo ceto politico…
Uniti per la pagnotta
Le intercettazioni della ministra De Girolamo, oltre a rivelarci che è un po’ sboccata nel linguaggio (chi è senza peccato scagli la prima pietra), ci raccontano di come si costruisce e funziona un collaudato sistema di potere che genera ingiustizie, disparità, sprechi, spese fuori controllo e intimidazione nei confronti degli operatori di un territorio, insomma un sistema che normalmente si definisce “mafioso”. Meglio di un manuale di istruzioni, meglio di qualunque fiction sul tema: la De Girolamo è davvero convincente nella parte, sembra che non abbia mai fatto altro.
Meglio perfino dell’appena premiato  “La grande bellezza” di Sorrentino che, come scrive il NY Times, davvero rappresenta la decadenza di un paese grande e incomprensibile. Nel film la grandiosità dei paesaggi romani, le strade, gli scorci i palazzi, fanno da sfondo a una ragnatela di rapporti sfibrati che sono lo specchio delle lacerazioni infinite di questo paese. Nelle conversazioni della De Girolamo le lacerazioni si fanno sostanza: raccomandazioni, dinieghi, minacce, esibizioni di potenza muscolare,
familismo sfrenato, uso delle strutture pubbliche per funzioni private, rapporti che indicano la distanza siderale fra i principi che enunciano dalla Gruber e le cose che fanno tutti i giorni questi politici in voga oggi, l’età non conta.
I giornali nazionali non stanno dedicando grande spazio alla vicenda, forse aspettano di vedere se lo scandalo montante esploderà con forza o se qualche altro evento (magari una bella calamità naturale) li aiuterà a imboscare il tutto per non pregiudicare ulteriormente queste larghe intese che sembrano piacere davvero a tutti i potentati italici. Per fortuna qualcuno, il Fatto, indaga, tiene alta l’attenzione, rispondendo così alle previsioni sbagliate di chi ne pronosticava la fine non appena Berlusconi fosse tramontato. Di merda da portare a galla in questo paese ce n’è talmente tanta che di Fatto quotidiano ce ne vorrebbero dieci.
Soprattutto però ci vorrebbe una società capace di chiedere conto, qualche volta di denunciare le porcate di cui viene a conoscenza. Questa società non c’è; forse ci sarebbe, ma è molto occupata a farsi i fatti propri, a mendicare qualche prebenda pubblica per iniziative lodevolissime, ma che nascono già sotto ricatto di una politica che sa solo più fare questo.
Sennò qualcuno del suo partito avrebbe già chiesto  conto a Boccia, consorte della De Girolamo e onorevole neorenziano. E’ pur vero che le colpe delle mogli non debbono ricadere sui mariti, ma due sono i casi: o lui vedeva e sapeva come operava la sua signora, essendone complice, oppure non si era accorto di nulla e perciò non è degno di rappresentare alcunché in quanto pollo.  Per ora dal PD silenzio, come se la cosa non li riguardasse, tutti a guardare le mutande verdi di Cota e a esultare per le decisioni del TAR piemontese.
Il problema è che questi comportamenti sono all’ordine del giorno in ogni angolo di questo paese: gli amici degli amici, i “professionisti di area”, le minacce che sembrano raccomandazioni, l’isolamento degli avversari politici, l’aumma aumma, l’inciucio sono pratiche che su questo blog (e non solo) denunciamo continuamente, per la verità senza il riscontro che sarebbe logico attendersi. Ma non importa, arriva sempre il momento in cui suona la sveglia, e poi bisogna continuare a testimoniare la possibilità di un altro paese, di un altro modo di vivere in Italia.
Qualche tempo confidai a un’amica che non credevo più nell’utilità della cosiddetta “educazione alla legalità” e che l’avrei volentieri sostituita con qualche esempio concreto. Mi guardò male, ma il suo sguardo si ingentilì di parecchio quando cominciai a farle la lista delle porcate che chi si occupa anche di questo delicato settore della formazione delle coscienze commette impunemente, magari ammantandole di un’aura che mi disgusta ancora oggi: non le richiamo qui, basta scorrere il blog per trovare centinaia di storie che raccontano di come le premiate ditte De Girolamo/ Boccia abbiano conquistato il paesee  lo stiano portando a picco, qualche volta annidandosi perfino nelle associazioni e negli enti che si occupano di lotta alla corruzione e di educazione alla legalità.

Mariano
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