03/02/17

giovedì, marzo 02, 2017

MEDICINA DI BASE: AL CAPOLINEA?


Ricordate il "medico della mutua", quello da cui facevi tante code qualche lotta per essere visitato a domicilio almeno quando eri febbricitante? Quello che ti conosceva e che ti metteva perfino le mani addosso? Tutto finito.

Fino a non molti anni fa il medico di base riceveva le persone in uno studio, sovente condiviso con uno o due altri suoi colleghi. A volte aveva un'assistente di studio - si chiamano così le signore che accolgono i pazienti e svolgono le mansioni di sostegno all'attività del medico -, a volte la condivideva con i/i collega/ghi. L'assistente di studio se la pagava lui, il costo era compreso negli emolumenti che percepiva dall'ASL in base alla convenzione regionale, rinnovata periodicamente. Qualcuno per risparmiare cercava di farne a meno e si teneva i soldi. Lo stesso con le sostituzioni nei periodo di malattia del medico o durante le sue vacanze: quelli bravi si prendevano un sostituto che - immagino - pagavano per coprire tutti i periodi in cui erano assenti. Quelli meno corretti si mettevano d'accordo con i colleghi di studio per coprirsi reciprocamente durante le assenze e addio sostituti. Loro ci guadagnavano e chi pagava erano i mutuati, costretti a code e attese ancora più lunghe.