02/04/15

mercoledì, febbraio 04, 2015

UN UOMO ALLA FINESTRA


A distrarsi basta davvero poco. E se la distrazione non fosse altro che vedere la vita da un altro punto di vista?
Dilemma didattico
Tu sei lì che spieghi la questione di Fiume dopo la Grande Guerra e il ruolo di D’Annunzio nella faccenda. Condisci la tua spiegazione con qualche immagine sulla LIM e aneddoti che servirebbero a tenere vivo l’interesse, ma vedi che lo stesso cominciano a scambiarsi lievi gomitate e a guardarsi l’un l’altro ammiccando  a non capisci bene cosa. Lasci perdere e alzi di una tacca il volume della voce, nel tentativo di recuperare un po’ di attenzione, fissi i più distratti direttamente negli occhi. Cercano di sfuggire al tuo sguardo rapace, ma li rincorri e li riprendi, costringendoli a non cedere, a tenere gli occhi ben fissi nei tuoi e le orecchie tese a quello che stai spiegando. Presto ti rendi conto che sono troppi quelli che devi tenere sott’occhio e lasci perdere.
Che cos’avete mai da borbottare? Possibile che abbiate la capacità di attenzione di una diatomea? Avete un modo di fare umiliante e anche un po’ offensivo: ce la metto davvero tutta per rendere semplici e interessanti le cose di cui vi parlo. Ma voi…"", sbotti fra l’indignato e il rassegnato. Non sei di primo pelo, sei docente di mondo e sai che le cose vanno così. Solo che ti dispiace sempre constatarlo di persona.
No, prof, non è lei la causa. E’ che c’è lui, alla finestra”, risponde il rappresentante degli studenti, quello incaricato, con voto plebiscitario una volta l’anno, di parlare con i professori e di riassumere le onde celebrali dei compagni, così flebili da non essere avvertibili con mezzi normali.