01/13/15

martedì, gennaio 13, 2015

SIMPLICIO


Che ci fa un giocatore della Roma nell’opera fondamentale di Galileo? Soprattutto, è davvero così bravo come dicono?
Le beffe del sincretismo
Studente emozionato per l'interrogazione, ma determinato nelle risposte e nell'affrontare le domande a trabocchetto del professore: si è preparato bene, dal Barocco e Galileo passando per Shakespeare. La morte di Amleto la sa a menadito, anche sul monologo (To be or not to be…) c'è: pensa di presentarlo in inglese, così fa ancora più bella figura. Tutto sta procedendo al meglio, quando...
I personaggi del Dialogo di Galileo sono tre: Sagredo, nobile veneziano che fa da arbitro, Salviati e … Simplissio”. Dice proprio così: Simplissio, trasformando la c finale di Simplicio in una esse morbida alla brasiliana. L'ha sentito dire dai commentatori sportivi della tivù, loro se ne intendono di stranieri e di quegli strani nomi che portano.
Il professore lo guarda con occhio perplesso, lo interrompe e gli chiede di ripetere il nome del terzo protagonista di un'opera fondamentale nella divulgazione scientifica, oltre che capace di far sentire a Galileo il calore delle fiamme dell'Inquisizione. Lo sventurato, già sulle sue, lo guarda come se gli avesse chiesto il portafoglio e gli dice seccato:
Simplisssio...”, con la c ancora trasformata in una esse interminabile.