06/30/13

domenica, giugno 30, 2013

I FIGLI DEL MINOTAURO


La requisitoria di Caselli e il richiamo a una classe politica senza etica raccolgono apprezzamenti unanimi. Solo che bisognerebbe accompagnare le parole ai fatti…
Che ‘tte serve?
minotaurusC’è una scarsissima sensibilità di gran parte del ceto politico e intellettuale verso un’emergenza che non può più essere considerata un’emergenza ma è diventata una realtà radicata”, queste le parole del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli durante la requisitoria finale del processo a oltre settanta imputati accusati di vari reati e di associazione mafiosa. Non si è sottratto neppure dal fare nomi e cognomi di politici che occupano posizioni di responsabilità a Roma come a Torino, coinvolti in rapporti un po' troppo amichevoli con appartenenti alle ‘ndrine locali, qualche volta addirittura con i loro responsabili.
Stupefacenti le loro giustificazioni, tutte riconducibili a: “non sapevo che fosse un malavitoso, anzi ero convinto/a che si trattasse di persona rispettabile alla quale sono unito/a anche dalla comune provenienza…”, o a che a “in campagna elettorale ti portano dai possibili grandi elettori per chiedere voti; sovente non sai neanche dove sei, figuriamoci se puoi sapere con chi hai a che fare…”.