08/13/11

sabato, agosto 13, 2011

I COSTI DELLA POLITICA 1


Desta scandalo una notizia riportata da Repubblica del 12 agosto, ripresa dal TG della 7 e da altri notiziari. Sta proprio cambiando l’aria. Ecco una storia simile, dimenticata da tutti, avvenuta a Grugliasco.
Appena eletti si triplicano gli stipendi

Repubblica12ago2011_0001 Nel ridente comune di Chiuduno, a 15 km da Bergamo, governava fino a pochi mesi fa una giunta di centrosinistra. Poi le elezioni le hanno vinte Lega e PdL e subito i costi per le indennità degli amministratori sono passati da 25 mila a 77 mila euro l’anno. I consiglieri di centrosinistra, giustamente indignati, hanno sensibilizzato la cittadinanza con manifesti e volantini, segnalando lo schiaffo alla ribellione montante proprio sui costi della politica. Così la notizia è diventata di pubblico dominio e i mass media se ne sono occupati.
Il sindaco di Chiuduno, interpellato, ha risposto che in realtà lui e la sua giunta non hanno cambiato alcun atto amministrativo, si sono limitati ad adattare le regole preesistenti alla loro condizione professionale, diversa da quella dei predecessori. La legge che regola il compenso degli amministratori stabilisce, infatti, che i lavoratori dipendenti possono o mettersi in aspettativa, usufruendo dell’indennità per intero, oppure mantenere il loro lavoro. In questo caso l’indennità comunale si dimezza. Semplice no? Perfino normale: se mantieni il tuo lavoro dimezzi l’indennità, se lo abbandoni per il tempo del mandato ti paga la collettività per intero.

ELETTI ED ELETTORI PRIMA DELLE FIAMME



Riflessioni d'agosto, in vista di un autunno duro
Il bosco e la tigre di F. Maletti


La-tigre-300x221 Non passa giorno ormai senza che gli italiani maledicano la imbarazzante situazione parlamentare venutasi a determinare con il famigerato sistema elettorale di Calderoli. La cosiddetta “porcata”, gradita a suo tempo anche da Veltroni - peccato che sia oggi il povero Bersani a pagare le conseguenze di quella scelta scellerata - ha fatto sì che ogni leader di partito eleggesse i suoi sodali, selezionandoli uno per uno in base alle proprie personali convenienze.
Così ciascun parlamentare sa di essere lì non per meriti personali, ma perché è stato scelto per servire fedelmente il capo. E sa, inoltre, che il proprio destino elettorale è indissolubilmente legato a quello di chi lo ha prescelto: se il leader salta, con lui esplode tutta la sua galassia di riferimento, e nessuno può sperare di salvarsi.