04/11/07

mercoledì, aprile 11, 2007

cose una esco: intervista a un imprenditore.


L'ing. Andrea Vacca è il titolare della EUROESCO di Buttigliera Alta (TO). Ci ha gentilmente concesso un'intervista per raccontarci di cosa si occupa esattamente la sua azienda. Ci ha spiegato anche, in parole semplici, cos'è il Conto energia. Ecco il video.

 

chi ha paura del lupo cattivo?.


   di Stefano Zanotto

   

Dalla metà degli anni Novanta il lupo è tornato a frequentare le nostre Alpi. Attualmente sono stanziali alcuni branchi nelle Alpi marittime cuneesi e nelle valli di Susa, Chisone e Germanasca. Dopo tre quarti di secolo di assenza - l'ultima uccisione documentata in Piemonte risale al 1921 - il lupo ha risalito la dorsale appenninica e ha rimesso piede nelle nostre vallate, tutelato ormai dalla legge dopo che per secoli l'assidua attività venatoria lo aveva portato a un passo dall'estinzione in tutta la penisola.

In questi giorni si può visitare una bella mostra dedicata a questo predatore presso il Museo di Storia naturale Don Bosco di Torino, aperta fino all'11 maggio. Si intitola Viva il lupo, è organizzata da Provincia di Torino in collaborazione con WWF Piemonte e Valle d'Aosta, ed è a carattere itinerante. Illustra la storia dei difficili rapporti con l'uomo nel corso dei secoli, ma anche caratteristiche e comportamento di questo predatore, che, al vertice della catena alimentare, riveste un'importante funzione regolatrice ed equilibrante sull'ecosistema. Tra le sue prede preferite ci sono gli ungulati selvatici, il cui numero, proprio per l'assenza di predatori storici come orso, lupo e lince, è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, fino a parlare in alcuni casi di soprannumero (ricordate la vicenda dei caprioli della scorsa estate?). Il lupo preda inoltre di preferenza animali deboli o malati, perché più facili da uccidere, svolgendo così anche una funzione di "selezionatore" sulla popolazione degli ungulati.

Un gradito ritorno, quello del lupo. Ma non per tutti. Tra le vittime degli attacchi dei branchi figurano infatti anche animali domestici. Ecco allora che tornano atavici sentimenti di paura e odio verso questo animale, diffusi nei pastori degli alpeggi, dove il lupo trova condizioni favorevoli per procurarsi il cibo (per un esempio delle rimostranze degli allevatori clicca qui). Lo scorso 30 ottobre la giunta regionale ha approvato lo sviluppo e il rafforzamento del progetto Il lupo in Piemonte, già attivo da qualche anno, con il quale oltre allo studio della specie si toccano i problemi della difficile convivenza con l’attività zootecnica. I pastori colpiti dagli attacchi dei canidi (bisogna ricordare infatti che una parte delle uccisioni di bestiame è imputabile a cani randagi) hanno diritto a un risarcimento, garantito da un Fondo regionale. L'augurio è che con questi e altri provvedimenti - in particolare la diffusione tra i nostri pastori di accorgimenti e strumenti dissuasivi utilizzati già da tempo con successo in Abruzzo e in altri territori - si possano superare incomprensioni e diffidenze. Senza detrimento per l'equilibrio ambientale né per le attività economiche dei margari, che col loro lavoro contribuiscono alla vitalità delle nostre montagne. 

 

di Mariano Turigliatto.


IO, L'INCOMPATIBILE

Dunque, secondo Marcello Mazzù, sindaco uscente di Grugliasco, io sarei "incompatibile" nel ruolo di consigliere comunale nel caso risultassi tra gli eletti della lista civica Grugliasco Democratica. Lui e i suoi supporter ci vanno pesanti con le dichiarazioni di "trasparenza", di "eticità" e chissà di cos’altro ancora. Fanno salotto con le questioni che riguardano la mia persona con la stessa naturalezza con cui nascondono le loro miserie. Non riescono proprio a capire che le regole sono una cosa seria e vanno rispettate. Hanno talmente ben assimilato la cultura berlusconiana (le regole le fai e le disfi a seconda di chi vuoi colpire o premiare) che nemmeno si pongono il problema.

Inoltre non si rendono neppure conto del male che fanno a chi capita loro a tiro, convinti che possono tutto e tutto possono dimenticare. Alcuni di loro, Mazzù in prima fila, sono arrivati dove oggi li vedete senza sforzo, sospinti da una generosità dei loro compagni di avventura che oggi negano perfino di aver conosciuto. Altri approfittano per consumare vendette pseudo-politiche nei confronti -miei e di quelli che "non sono dei loro"- attribuendoci non tanto il merito di avere riscattato una città piegata dalle ruberie di amministratori voluti dai partiti di sinistra, ma la colpa di averlo fatto. Che pena! E che dire di quelli che tacciono pensando che la questione non sia di loro competenza o, peggio, che non c’è niente da fare se non aspettare che passi questa stagione burrascosa…

Ma bisogna andare avanti, non senza aver prima fornito chiarimenti e qualche suggestione a chi legge. Io non sono affatto incompatibile. Non lo sono in quanto consigliere regionale, non lo sono neppure in quanto presidente del consiglio di amministrazione di un consorzio privato che opera su un’area in edilizia convenzionata. Sono palle che i puffi grugliaschesi si raccontano sperando che diventino vere a forza di ripetersele.

Quanto alle questioni di opportunità e di trasparenza, semmai qualche problema è proprio il Mazzù ad avercelo ed è lui doverne rendere conto. Non appartiene alla mia cultura trattare pubblicamente di questioni altrui neanche quando vengo sistematicamente diffamato. Non ho alcuna velleità se non quella di dare speranza ai tanti cittadini che non ne possono più di queste piccolezze e che vorrebbero per la loro città prospettive e amministratori all’altezza delle scommesse future.

In effetti mi sento davvero incompatibile con chi dispensa miserie.