2018

20 aprile 2018

MAGGIO 68, "LORO COMMEMORANO, NOI RICOMINCIAMO"


Scriveva Liberation un mese fa: Université du Mirail à Toulouse : «Mai 68, ils commémorent, on recommence».
La storia, in sintesi, è questa: nel quadro del ridisegno del sistema delle università pubbliche voluto dal governo Macron, i due poli principali di Tolosa avrebbero dovuto diventare uno solo. Comme d'abitude ai nostri giorni, il disegno è stato calato dall'alto e condito maldestramente con un referendum interno che ha bocciato la proposta con il 95% dei voti. Incurante, il governo è andato avanti come un treno, sostituendo il rettore con un commissario ministeriale, accendendo con questo la miccia. Da dicembre studenti in rivolta, lo stesso per il personale amministrativo, sembrano più defilati i professori (eredi del '68...) e le autorità cittadine. La lotta è ben presto decollata con l'occupazione di alcuni spazi strategici e minacce/tentativi di sgombero che anche oggi si susseguono senza che la situazione faccia alcun passo avanti. Interessante osservare come la lotta dell'università sia sia ben presto saldata con quella delle altre categorie di lavoratori...

10 aprile 2018

L'ALTRA FACCIA DEL BULLISMO


C'è anche un altro bullismo: fa scuola a scuola e incoraggia i prepotenti. Meglio affrontarlo piuttosto che guardare altrove...
"Non capisci nulla, sei proprio tonto. Possibile che tu non possa fare attenzione e seguire le lezioni come fanno i tuoi compagni?", apostrofa  l'allievo che ha sbagliato il compito l'insegnante stizzita/o. Naturalmente davanti ai compagni che - per fortuna non sempre - posso anche essere aizzati con un ulteriore:
"Diteglielo anche voi che è proprio tonto e che non capisce nulla... Lo vedete no? Sembra che abbia lasciato il cervello a casa" e via dicendo.
Il tutto condito con un tono che, da arrabbiato e severo, si è via via fatto canzonatorio assumendo una velatura di derisione che passa attraverso il dialogo diretto ed esclusivo con il resto della classe. Il soggetto è presente, ma volutamente ignorato. Come se non fosse in grado di capire, come se fosse già escluso.
La classe asseconda l'insegnante - siamo Italiani, sempre stare dalla parte di chi comanda e poi quel compagno è davvero un po' lento, sembra fatto apposta per essere preso di mira - e si comporta di conseguenza.

1 aprile 2018

SULL'AVENTINO CI SONO LE FARFALLE, IL POTERE È PIÙ SOTTO


Narrano gli storici dell'antichità che l'Aventino fu la zona di Roma che patì il saccheggio più feroce quando i Goti di Alarico nel 410 d.c. calarono sulla città...
 Questo perché lì sorgevano la case dei nobili, edifici ricchi di arredi e decori preziosi, pieni di soldi e tesori. Nei novecento anni precedenti il colle aveva fatto tempo a trasformarsi da luogo di rifugio della plebe nei momenti bui a zona-bene della Roma dei senatori e degli arricchiti dell'Impero. Forse per quello Renzi e ciò che resta del PD hanno deciso di ritirarsi lassù dopo l'ennesima rovinosa sconfitta elettorale.
E' davvero difficile spiegare a uno straniero come sia possibile che un partito che ha più che dimezzato i suoi voti in quattro anni continui a prendere ordini dal leader che l'ha condotto all'irrilevanza. Il problema, infatti, non è più se Renzi sia bello o brutto, bravo o cattivo, lungimirante o no...

25 marzo 2018

IL FUNERALE


A tre settimane dalle elezioni si è consumato un funerale politico che attendevamo da 24 anni. Potrebbe essere solo il primo di una lunga serie. 
L'elezione dei presidenti di Camera e Senato hanno  spiegato a tutti - anche a quelli più duri di comprendonio - che la musica è cambiata. Non è detto che sia migliore di quella passata, ma è proprio un'altra.
Il punto di partenza, a urne chiuse e risultato consolidato, è stato il rifiuto opposto da Di Maio al colloquio separato chiestogli da Berlusconi. Che il rifiuto fosse concordato con Salvini o meno, il messaggio era chiaro e più o meno diceva così: non ti incontro perché sei incandidabile, pregiudicato, ma soprattutto perché parlo con chi conta e decide per davvero nella tua area, Salvini.

13 marzo 2018

INFORMATICA E TECNOLOGIA: SEMPRE MENO DONNE, MA QUALCOSA SI MUOVE


Come mai le "tante bambine" che nella scuola primaria eccellono nella tecnologia e nell'informatica, diventano "qualche ragazza" nelle scuole secondarie di primo grado, "un'esigua impalpabile minoranza" nella scuola superiore di secondo grado, fino a scendere oggi sotto il 10% sul totale degli iscritti alle facoltà di Informatica, dopo performances di ben altra portata negli anni '70 e '80 del secolo scorso? 
A questa domanda - e al bisogno urgente che segnala - prova  rispondere con proposte e attività l'associazione Rosadigitale, movimento per le pari opportunità nell'ambito della tecnologia e dell'informatica, che si definisce "una comunità di donne, uomini, ragazzi e ragazze che si impegna nell'abbattere la disuguaglianza di genere". Un fiorire di "petali" - così chiamano le loro iniziative e gli eventi in tutta Italia e non solo - che è sbocciata non a caso nei giorni a cavallo dell'8 marzo: presentazioni  nelle scuole, convegni, laboratori, tutto finalizzato a sensibilizzare, preparare coinvolgere e appassionare ragazzi e ragazze al digitale.

7 marzo 2018

IL BIVIO


L'esito elettorale costituisce una grande possibilità di cambiamento, ma anche l'occasione per finte trasformazioni, magari simili a quelle degli anni passati che gli Italiani hanno già scartato col loro voto
Legge elettorale: ha prodotto i risultati attesi. Nessuno vince abbastanza da fare un governo da solo, confusione e difficoltà ulteriori per un paese già stremato. Pensavano forse alle difficoltà dell'Italia, e a darle un governo stabile, Gentiloni (col voto di fiducia), Renzi e Berlusconi quando l'hanno confezionata, i parlamentari che l'hanno votata? Dato che si sapeva prima qual era lo scopo, a qualcuno verrà chiesto conto o passerà ancora una volta tutto in campana con la complicità dei giornalisti di facciata e della proverbiale "memoria corta" degli Italiani?
Vincitori: il M5S vince, poco importa stabilire se vinca per meriti propri o per demeriti altrui, per tantissimi anni abbiamo scelto il meno peggio con la sola forza della disperazione, farsi queste domande adesso non serve proprio a nulla. Ed è l'unico che vinca davvero.

1 marzo 2018

CAVIGLIE VIOLA


I rigori invernali non aiutano la moda: stare al passo coi tempi, d'altra, parte comporta qualche sacrificio in più...
Scarpa bassa, possibilmente di tela. Spunta appena il lembo del calzino bassissimo, il "fantasmino", meglio se non si vede proprio. C'è chi va senza calze pure di non rischiare che si veda. Pantalone abbondantemente sopra la caviglia, meglio se con elastico in fondo, modello tuta, così la caviglia resta bella scoperta. Va bene anche il pantalone normale purché risvoltato. 
E' la moda, bellezza, e bisogna seguirla per non essere diversi dalla massa, tema centrale della tua esistenza se hai meno di vent'anni e fai attenzione e non risultare troppo eccentrico nel tuo personale percorso a consolidare personalità, gusti e stili di vita.
Solo che questo inverno un po' più rigido del solito non aiuta mica tanto: le caviglie, esposte al freddo di questi giorni, prima diventano pallidissime, poi verdognole per la bassa temperatura, infine violacee, in modo particolare quando entri ed esci la luoghi caldi. Ma chi ci bada a queste cose... solo le mamme che si interrogano sui social, preoccupate sugli effetti del freddo sulle caviglie scoperte dei loro pargoli. E medici perditempo rispondono loro rassicurandole.
Si ricorda ancora la calata dei pantaloni sul culo - rigorosamente senza cintura, come il galeotto americano dei film - fino a scendere addirittura sotto, per valorizzare le mutande colorate.

17 febbraio 2018

ANTIFASCISTI PER DIRE


La vicenda di Macerata ha spalancato una finestra sulla pancia degli Italiani, che a guardarci dentro vengono i brividi. Fra fascisti per ignoranza e antifascisti per dire si preparano tempi bui per tutti per tutti
Davvero, è come se il paese - troppo a lungo compresso, ingannato, illuso e solleticato con mezzi e sogni ignobili e offensivi - stesse spurgando l'infezione che da troppi anni cova al suo interno senza cura alcuna, abbandonato ai capricci della fortuna. La malattia è nota, la cura ci sarebbe pure, ma nessuno ha finora provato seriamente a illustrarne le caratteristiche e il peso per l'organismo intero. Se qualcuno l'ha fatto, il malato l'ha prontamente scartato a favore di chi prometteva benessere salute e ricchezza senza sforzo e impegno.
Problemi non governati, solo agitati come spauracchio, sciatteria a piene mani (mi faccio i fatti miei, così nessuno mi rompe le palle; faccio meno che posso, così nessuno mi chiede conto) a cominciare da chi ha responsabilità ed è perfino pagato per questo. E dosi industriali di retorica, a impastare tutto in un composto vischioso che impedisce al paese di cambiare, di andare avanti, di diventare più simile a quello che vorremmo.
Così si riorganizzano coloro che immaginano il sentire delle società come la sommatoria dei rancori e delle frustrazioni che alimentano la loro vita quotidiana. Si richiamano al fascismo, come tanti pupazzi ripetono sempre le stesse frasi per evitare la fatica di articolare un pensiero, uno sforzo di conoscenza e di riflessione sul passato che non torna, anche quando lo si vorrebbe tanto...

28 gennaio 2018

LEGGE TRUFFA E LISTE FUFFA


In questi giorni di faticosa composizione delle liste dei partiti emerge con forza la sostanza di ciò che questo Parlamento ha prodotto per inchiodare il paese a un ceto politico senza pudore. 
Che la legge elettorale fosse una porcata perfino peggiore del Porcellum lo sostenevano in tanti, alcuni insospettabili vista la contiguità col partito al potere. Che le elezioni - la massima espressione della democrazia - fossero ridotte a una affare che riguardava stretti ambienti politici, prodotti di una selezione al ribasso che affonda le sue radici nel ventennio scorso e che adesso disvela i suoi frutti marci, lo si sospettava da qualche mese. Che nessuno volesse "mollare l'osso" si sapeva.
Così nei mesi scorsi si sono a lungo criticate le storture più evidenti di una legge che mira a inchiodare ancora di più un paese già inchiodato da troppi anni, per mettere al sicuro le carriere politiche dei cerchi magici politicanti. Sostanzialmente il proporzionalismo, che porterebbe instabilità; le soglie di sbarramento comprensive di liste civetta, foriere di candidature non radicate e neanche molto coerenti con l'aspirazione meritocratica che tutti dicono di voler perseguire; le candidature plurime, che servirebbero a predeterminare ulteriormente la composizione del futuro parlamento per via del gioco delle rinunce a urne chiuse. Tutti handicap verificati e di cui ancora di tratterà a elezioni concluse.

8 gennaio 2018

LE BANCHE E I SOLDI, I NOSTRI


Una signora a me molto cara mi ha raccontato la storia della sua banca. Somiglia a quelle dei finti camionisti venditori di mattoni (spacciati per aggeggi tecnologici) negli autogrill nazionali
Poco meno di vent'anni fa l'acquisto di una casa: lei e suo marito avevano deciso di cambiare abitazione, si imbarcano nell'impresa di mettere in vendita quella che possiedono e di accendere un mutuo per diluire la differenza di prezzo.  Come tanti nella loro condizione, cercano la banca che pratica le condizioni migliori in base alle loro capacità di guadagno e perciò di risparmio. Sono entrambi lavoratori statali, godono di uno stipendio modesto ma sicuro; ottenere un mutuo non sarà difficile, specie se garantito dall'accredito, sul nuovo conto da aprire, dello stipendio di almeno uno dei due. Prescelta la Banca Sella.
Dato che la nuova abitazione è intestata solo a lei, il conto presso la banca che erogherà il mutuo sarà intestato ancora a lei e sarà il suo stipendio ad essere accreditato lì. Tutto procede come da copione e senza recriminazioni particolari per il decennio successivo. Fino a  quando...