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SCHIAFFONI: SALUTARI?

Una figura barbina rimediata pubblicamente da una persona cara stimola la mente e deprime l'umore...
Cosa spinge una persona abbastanza brillante, apparentemente sicura di sé e sufficientemente "garantita" dalla posizione che occupa a divenire vittima della sua stessa presunzione,a farsi molto male con le sue stesse mani?  Forse l'eccessiva sicurezza, forse la sottovalutazione dell'interlocutore e del contesto, forse l'idea che - qualunque sia al qualità della performance - tanto è uguale. E poi si potrà sempre recuperare.
In pochi minuti di apparizione in tivù, la summa di anni di disprezzo per tutti coloro a cui riconosci magari capacità e onestà, ma da cui nel contempo ti tieni alla larga perché "contaminati" dalla politica brutta. In pochi minuti il muro della presunzione, duro come acciaio, che ti rimanda indietro con gli interessi l'idea che gli altri siano tutti brutti e sporchi, tranne che te i tuoi compagni di partito/movimento che siete buoni capaci e puliti per definizione, sennò non stareste lì. In pochi minuti lo sgretolamento di una speranza: che a un ceto politico di governo - che esiste solo per quello e per quello lotta - si potesse sostituire un nuovo modo di governare, prendere decisioni, esercitare la democrazia.
Eh, già, la democrazia presuppone - fra l'altro - che chi governa, chi comanda abbia l'umiltà di ascoltare tutti per poi decidere secondo coscienza, giudizio e competenza. Che chi viene investito di responsabilità abbia il buon senso di documentarsi, chiedere, circondarsi di persone che possono rappresentare il valore aggiunto, non tanto per loro, ma per migliorare l'efficacia con cui esercitano la carica.
Ancora più pietoso lo spettacolo degli avversari che, a fronte di un simile tracollo e una così evidente manifestazione di superficialità, hanno subito cominciato a puntare il ditino accusatorio: non sono in grado, sono ignoranti, inaffidabili, eccetera. Come se loro e i loro amici non fossero quelli che hanno portato questo paese a questo punto, a volte insegnando ai nuovi l'arroganza, la superficialità, l'arte del cambiare nome alle cose senza cambiare nulla, la doppiezza come costante dell'operare e l'obbedienza al capo come virtù centrale nella selezione del personale politico e amministrativo.
Non so se continuerò a votare il movimento della giovane gaffeuse, alternative non ne vedo. So che, se lo farò, sarà solo perché di una scopa c'è bisogno in questo paese di zozzi. Altro che questo non credo lo sappiano e vogliano fare.
Speravo che una nuova generazione avrebbe dato una spinta all'Italia, fra alti e bassi rimettendola in movimento. Ho definitivamente capito che, alla fine, si somigliano davvero proprio tutti, la questione non è di sostanza, ma di nomi, delle belle parole con cui vestire l'immobilismo che ti tiene lì.
Mariano



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