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TERREMOTO: UNA RISATA CI SEPPELLIRA'

Ogni disgrazia ha i suoi sciacalli. Ha le sue vittime, i suoi beneficiari, le sue cause e le sue conseguente. Ma noi, perché non impariamo proprio mai?

Vito Giuseppe Giustino, di Altamura, imprenditore edile, se la rideva mentre commentava con un suo collaboratore gli effetti devastanti del terremoto ad Amatrice e dintorni, leccandosi i baffi al pensiero del business che si apriva per lui. Situazione abbastanza simile a quella che tanta indignazione aveva scatenato in occasione del terremoto dell'Aquila di 8 anni fa.
Proprio di recente, fra l'altro, il terremoto della città abruzzese è stato festeggiato con 10 arresti per corruzione, turbativa d'asta e il solito rosario di reati collegati all'uso truffaldino del denaro pubblico: funzionari pubblici, professionisti, imprenditori arrestati per le solite manovre oltre ad arricchire pochi sulle disgrazie di molti. Naturalmente tutti i comuni hanno a cuore legalità e antimafia, a parole.
Già aleggiano il primi scandali anche sul "nuovo terremoto", per adesso fatti di gente che ha cercato di farsi rimborsare la casa delle vacanze come se fosse l'abitazione principale.

ADULTI E STRANIERI ALL'ESAME DI STATO. SPERANZE

Fare parte di una Commissione degli Esami di Stato è sempre un'esperienza istruttiva. Se poi i candidati provengono dai corsi serali di un istituto tecnico industriale, ancora di più...

Alvin è nato qui da genitori filippini. Sono tornati al loro paese per tutta la sua infanzia, poi di nuovo in Italia. Ha 25 anni, lavora in una piccola fabbrica, fra due settimana va nelle Filippine per sposarsi con la sua fidanzata. Lui ha la cittadinanza italiana, ci ha messo otto anni ad averla, altroché ius soli. Faranno le carte all'Ambasciata subito dopo il matrimonio, così sua moglie potrà tornare in Italia con lui. Parla l'italiano abbastanza bene, ma non riesce a liberarsi da quella inflessione strana e dai conflitti con la sintassi. Ha preparato un lavoro sul motore a reazione - c'è anche un pezzo in inglese - e costruito collegamenti con storia e letteratura. Sostiene i suoi 45 minuti abbondanti di colloquio con una trepidazione che la respiri insieme all'aria rovente dell'aula.
Assiste al suo colloquio Ivan, romeno in Italia fin da piccolo, bravissimo, con una testa e una determinazione che suscitano l'ammirazione della commissione tutta. Lui è già passato e ha ricevuto complimenti  e apprezzamenti, forse superati solo da quelli indirizzati al suo connazionale Rob: colloquio superlativo, preparazione impeccabile, inglese fluente, competenza a piene mani e umiltà che non si vede più in Italia da anni.
Anche Pino, italianissimo e tatuatissimo, 35 anni, al lavoro da 17, ha fatto una figura spettacolare.

TRASFORMAZIONI di F. Maletti

Alle origini della fine dl lavoro subordinato "garantito": gli anni '80, le macchine, la tassa sui robot e il lavoro del futuro...
Il LAVORO, a cui faceva e continua a fare riferimento la Costituzione Italiana, dopo settanta anni non è sicuramente rispondente al lavoro di oggi. Ma, nonostante tutto, per “lavoro” si intende ancora una occupazione stabile, garantita per tutta la vita, con progressivi avanzamenti di carriera e, in alternativa, il riconoscimento degli scatti di anzianità. Insomma: un lavoro SICURO in cambio del “comportarsi bene”, e che consente di beneficiare di prestiti bancari per la costruzione della casa, per l’acquisto dell’automobile, per gli studi dei figli. Tutta la nostra comunità ruotava, e tenta di ruotare ancora oggi, intorno alla stabilità del posto di lavoro come regola aurea per giudicare le garanzie, anche morali, delle persone. Così che, purtroppo, anche se ci troviamo in pieno periodo di precarietà del lavoro, queste regole antiquate rappresentano ancora la condizione necessaria per l’ottenimento di un prestito o di un finanziamento: rendendo praticamente impossibile qualunque iniziativa di piccola imprenditorialità o anche solo il superamento, per il singolo, di una crisi economica temporanea. Chi non ha un lavoro stabile e sicuro, se non viene guardato con disprezzo viene tuttavia considerato un perdente, una persona di cui “non ci si può fidare”.
Il DECLINO progressivo dell’articolo uno della nostra Costituzione (“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”…) ha probabilmente un inizio negli anni settanta del secolo scorso: quando, terminata la Ricostruzione ed in pieno boom economico, nelle grandi aziende industriali hanno avuto inizio i processi di automazione con la comparsa dei primi “robot”...



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