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LEZIONI DI VITA

Finalmente la campagna elettorale grugliaschese è finita. Si torna alla normalità, si riassorbono le speranze deluse, si cerca di tirare le somme e di trarre qualche utile insegnamento. Se poi si riesce a fare delle sconfitte esperienze di vita, meglio ancora

Ho vissuto intensamente la campagna elettorale appena terminata anche se non ero candidato, né a sindaco e neanche a consigliere. Così avevo deciso per raggiunti limiti di età, per palese inadeguatezza e per altrettanto evidente incompatibilità con larga fetta degli elettori. Per non parlare del ceto politico, nostrano e non. Dunque mi sono messo a disposizione per "servire" gruppi che avevano deciso di mettersi insieme per proporre a Grugliasco un cambiamento deciso, con alla testa un candidato a sindaco di grande spessore, umanità e capacità, Carlo Proietti.
Alcuni di noi, in particolare i consiglieri comunali eletti, nei cinque anni precedenti avevano cercato di fare ciò che ci si aspetta da una forza responsabile d'opposizione: le pulci a delibere, atti e comportamenti, la critica puntuale alle decisioni dubbie o contrastanti, la formulazione di proposte che inevitabilmente le ha accompagnate. L'abbiamo fatto sempre stando nel merito, fornendo dati e riscontri a tutto quello che abbiamo denunciato: alle molte promesse di querele che ci sono venute dal sindaco, ad esempio, non sono mai seguiti i fatti. La ragione la conosciamo bene e non abbiamo esitato a dichiararla tutte le volte che qualcuno ha provato a confondere la denuncia e la critica con l'allusione, il pissi pissi dei corridoi, il dire non dire. Molto di quello che abbiamo fatto si trova, oltre che negli atti comunali, sul sito di Grugliasco Democratica. Chi vuole può documentarsi, leggere, farsi un'opinione.
Non è solo la vicenda delle tasse non pagate con corollario di bugie, ce ne sono parecchie altre (tutte puntualmente documentate e mai smentite) che mi hanno fatto pensare - e non solo a me -  che fosse il tempo di porre un argine a comportamenti troppo disinvolti e a un'occupazione del potere eccessivamente spregiudicata. Quantomeno che fosse il tempo di concorrere a costruire un'alternativa di governo che andasse oltre i "passati" e riportasse quella serenità nei rapporti e nelle relazioni politiche che a Grugliasco manca da troppo tempo. 
La città ha scelto, dunque bisogna prendere atto che quell'alternativa è stata considerata tale da troppo pochi elettori per esserlo veramente. Dunque, almeno per questa parte la "colpa" sta nella nostra proposta, non nei cittadini che non l'hanno premiata e non sta nemmeno nello schieramento e nel candidato che hanno vinto le elezioni. Essi hanno fatto il loro lavoro meglio di quanto non l'abbiano fatto gli avversari. Hanno adoperato bene gli strumenti - e gli appoggi - di cui disponevano riuscendo in un impresa  su cui pochi avrebbero scommesso, vincere al primo turno. Clientela? Certamente anche. Fervore primaverile nei lavori stradali?  Ha visto bene Montà quando ha messo in moto il circo. Fiumi di danaro alle associazioni? Bancomat Le Serre? Questo non basta però a spiegare la quantità di voti che si è riversata sul PD, perfino in controtendenza con il trend nazionale, e nemmeno il discreto successo della lista Fiandaca e di quella "parrocchiale". Bisogna prendere atto che i grugliaschesi hanno proprio scelto e l'hanno fatto sulla base di considerazioni che si sono spalmate in modo uniforme su tutti i seggi della città. Quelli, in deciso aumento, che non sono andati a votare, con ogni probabilità si sono astenuti anche perché nessuna delle proposte alternative dava loro le ragioni giuste per metterci una croce su. Sennò, come già in passato, l'avrebbero fatto, col sole o con la pioggia.
Ora il sindaco governerà con circa 1/4 dei voti degli elettori. Gli auguro di provare a diventare il sindaco di tutti. Gli auguro di riscoprire la sincerità, la chiarezza, il rispetto e la lungimiranza. A partire dalla formazione della sua squadra.
Questa campagna elettorale è stata segnata da vicende che ci hanno lasciato allibiti, ci sarà tempo per parlarne e per ragionarci su. Ho però trovato anche tante belle persone - e non solo nelle liste che ho sostenuto - dalle quali mi auguro proprio possa venire qualcosa di buono per Grugliasco.  Non so perché, ma ho l'impressione che la questione non sia finita qui.
So con certezza che, impressioni o no, la cosa non mi riguarda più. Una persona cara - che oggi ha scelto diversamente - diceva sempre che "La coerenza alla lunga paga". La lezione di questi giorni è che non è sempre vero, sempre lei me lo ha plasticamente dimostrato.
La seconda lezione è che bisogna lasciare che i processi maturino, anche dentro o fuori da cuoricini fatti di persone indistinte. Pretendere di anticiparli, di spiegarli prima che siano evidenti e abbiano prodotto i loro effetti più nocivi  è velleità. La gggente deve poter vedere il risultato delle sue scelte e non ha alcun desiderio che qualcuno - prima che cominci a essere evidente - dica loro che sta scegliendo sbagliato. Ci ho messo un po' di anni a capirlo, ma da ora in poi non lo dimenticherò più.
Mariano



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