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DALLA CARITA' AL WELFARE... E RITORNO

Le statistiche descrivono solo in parte l'impoverimento della popolazione italiana. Civile, economico, culturale. Manca la Storia, quella che da il senso della direzione che sta prendendo il nostro mondo
Capacità di spesa in diminuzione, lavori sempre più precari e sottopagati, prestazioni e orari subordinati ai capricci dei datori, condizioni di salute dei "poveri" in picchiata, diritti anche peggio, istituzioni sociali sciatte e sfatte, servizi alla persona autoreferenziali e  buoni per pagare gli stipendi a quelli che ci lavorano. Degrado economico, povertà culturale e mancanza di speranza, tutti avvoltolati fra loro a segnare il senso di un'epoca strana, quella dell'abbondanza: di cibo, di cose e di informazioni. 
A volte l'impressione di una società "strappata" è appena mitigata dal persistere di qualche isola felice nel mare della bassa mediocrità, adeguatamente celebrata dai mass media nel tentativo di distogliere l'attenzione dal disastro di una burocratizzazione "stupida"che tutto complica e tutto rende difficile, a partire dalla vita dei poveracci. E' costruita nell'anarchia dei servizi pubblici, governati da politici di infima qualità, diretta da dirigenti senza responsabilità e gestita prevalentemente da persone che si ricordano dei doveri solo quando trattano quelli degli altri.

I REGALI DELLA SICILIA

Le elezioni siciliane - le campagne elettorali che le hanno precedute e i fatti che le seguono - sono un bel segnale di cosa è diventato questo paese

Se si volesse sintetizzare in poche parole la "morale" delle elezioni siciliane, si potrebbe affermare che:
a) i Siciliani hanno detto al PD che, all'imitazione, preferiscono l'originale e se lo sono votato. D'altra parte dopo Crocetta, e con Renzi che impazza, ci voleva del fegato...
b) i Siciliani hanno finto di credere che tutto fosse "pulito" e che il voto non fosse di scambio. Chi non aveva voglia di fare finta se ne è stato a casa, facendo vincere clientele e camarille, impastate con la proclamazione di valori di legalità, onestà e antimafiosità. Insomma, il solito e mica solo in Sicilia, quante volte anche in zone molto lontane da lì succede la stessa cosa: associazioni al soldo nutrite con fondi pubblici, diritti trasformati in favori, emarginazione di qualunque dibattito, fascismo strisciante.
c) i Siciliani hanno gratificato con tanti voti il M5S, ma non abbastanza da portarlo alla guida della Regione...

LA MULTA: I 5 STELLE, IL PD E ALTRI ROTTAMI

E' bastata una multa a far crollare il castello. Fra macerie e rovine, ciò che resta dei partiti di successo.
Riassumendo: il capo di gabinetto del sindaco di Torino (M5S) viene intercettato in una conversazione con l'amministratore della GTT - azienda pubblica di trasporti, indebitatissima, sull'orlo del fallimento e da tanto tempo feudo elettorale dei partiti del sistema Torino, democratici in testa - in cui gli chiede di cancellare la multa che un suo amico ha preso perché colto senza biglietto sull'autobus. L'amministratore delegato, invece di mandarlo a stendere, lo rassicura: lo farà.
Appena la notizia comincia a circolare, il capo di gabinetto del sindaco si dimette. Non si sa se perché adeguatamente sollecitato a farlo o per sua autonoma decisione dettata dalla vergogna, ma lo fa e toglie il disturbo. D'altra parte il suo ruolo è talmente delicato che non è proprio possibile fare finta di nulla o risolvere la questione con delle scuse. Dunque - insisto - se ne va.
Evviva, Torino è successo quello che sarebbe successo in qualunque altro paese dell'Europa, solo che...

UN POPOLO DI RIGHI

Ve lo ricordate il pensionato di "Amici miei"? Quello talmente gretto ed egoista da risultare straordinariamente simile a tanti di noi?
Talmente amorale da risultare credibile nel suo trattare le regole e i modi del vivere civile come una specie di opzioni da scegliere in base all'interesse personale e del momento. Di una grettezza così assoluta che permette al prossimo cinico di insinuarsi - facendogli credere ciò che non è - per fregarlo. Una volta presa la fregatura, nulla lo smuove, certo com'è che riuscirà con il prossimo "affare" a recuperare e vincere.
Intimamente convinto che l'interesse collettivo non è altro che la somma sbilanciata degli interessi individuali e che il suo, di interesse, primeggia fra quello di tutti gli altri, che finiscono perciò per diventarne dei satelliti. Se così non è, nessun problema: si aggiusta in qualche modo, qualcun altro pagherà l'errore o la svista.

LA STRETTA DI MANO

Una signora voleva stringermi la mano... 
Un celebre locale della zona ovest di Torino celebra il restyling con un vernissage al quale non manca la crema politica e sindacale oltre al consueto sottobosco politico della zona. Ci vado anch'io, invitato con calore e affettuosamente bendisposto verso i proprietari del locale, che ho visto crescere insieme al capostipite.
Alle 18, come da annuncio, si aprono le porte e, dopo i vip, tocca a noi "normali" entrare nel locale accolti con squisita cortesia dai proprietari/gestori, visibilmente emozionati.
Allestimento sopraffino, davvero un bel posto, servizio e prodotti all'altezza della classe e della cura che ci hanno sempre messo nel fare le cose. Insomma, tutto bene. Siccome ho un impegno urgente, fendo la massa mangiante e bevente per raggiungere il terzo dei tre artefici di questa ulteriore meraviglia, senza troppo badare a chi mi sta intorno, quando...

LA VITA SU MARTE C'E'

Eminenti scienziati al lavoro da decenni, sonde spaziali, robot fantascientifici:tutto per capire se c'è vita su Marte. E dire che bastava chiedere al Comune di Collegno. 

L'ignaro automobilista che transita in corso Pastrengo, fra Collegno e Torino, oltre a rischiare la multa dell'autovelox, rischia anche di perdere il senno: ad ogni rotonda un allestimento "finto spaziale" dovrebbe ricordare che lì vicino (a Torino) c'è l'Alenia e che in prossimità c'è il Campo  Volo.
Spettacolari due allestimenti. Il primo vede un pupazzetto rinchiuso in una gabbietta al centro della rotonda: dovrebbe rappresentare  l'astronauta a bordo della navicella spaziale. Fa talmente tenerezza che si racconta di automobilisti che hanno inchiodato, sono scesi dall'auto con il cric in mano per rompere il vetro e liberare il poveretto imprigionato. 

ALLA FINE DELL'ESTATE...

Eventi che hanno riempito le pagine dei giornali di luglio e agosto, non in ordine cronologico:
1. Tormenti del PD, in tutte le salse e a tutte le latitudini. Conflitti, renzate, distinguo, comparsate e puntualizzazioni. Se larga parte della politica italiana non fosse quel partito ci sarebbe da ridere. E c'è ancora chi si chiede le ragioni del declino del paese. Poi ti arriva "Libero" con lo scoop secondo il quale il PD fa firmare un contratto ai nominati nei consigli di amministrazione: si impegnano a versare al partito la tangente personale. Se non lo fanno, via.  E' la meritocrazia, bellezza.
2. Cinquestellismo con scappellamento a destra. Più o meno la stessa cosa del PD con l'aggravante di essere nuovi, un'autentica speranza dell'Italia. Autoreferenziali, ondivaghi, preoccupanti. Come si fa a dissipare un consenso esagerato in pochi mesi. Siamo sicuri che la gestione Casaleggio jr non abbia bisogno di una bella revisione, magari corroborata da un ritorno di Grillo?
3. Incendi: appiccati dunque dolosi, dovuti alla siccità, all'incuria dei boschi, alla Madia che ha accorpato la Forestale ai Carabinieri  eccetera. Gli incendi continuano anche adesso, ma non ne parla più nessuno perché le paginate sono dedicate a...

IL RANCORE DEL BENEFICATO E I SUOI EFFETTI PERVERSI

"Sindrome rancorosa del beneficato" e classificazione delle forme attraverso cui si manifesta. Un gioco: inserire nelle categorie giuste i beneficati rancorosi a cui abbiamo fatto del bene e di cui non ci siamo spiegati la mancanza di riconoscenza e l'accanimento distruttivo.
Fa caldo (è estate) e le attività rallentano. prevale il cazzeggio e, leggiucchiando qua e là sul web, improvvisamente trovi la risposta che sei andato cercando per almeno vent'anni. Si tratta di un post di Marta Migliardi su Blasting News, illustra le quattro tipologie di ingrati che maturano rancore nei confronti dei loro benefattori. L'ho letto tre volte, ho trovato pace e un po' di divertimento.
Alla base di tutto c'è l'invidia - della bellezza, dei soldi, del carisma, della fortuna... -, dalla quale si genera un profondo rancore, così che il beneficato "Nonostante in cuor suo sappia perfettamente di aver ricevuto del bene, non riesce a sostenere il peso del debito di riconoscenza verso il #benefattore e lo trasforma automaticamente in una persona da allontanare, dimenticare e a volte anche diffamare, da cui la sindrome rancorosa del beneficato", ci spiega l'autrice.
Già che c'è individua anche le 4 categorie. Eccole qua:

TERREMOTO: UNA RISATA CI SEPPELLIRA'

Ogni disgrazia ha i suoi sciacalli. Ha le sue vittime, i suoi beneficiari, le sue cause e le sue conseguente. Ma noi, perché non impariamo proprio mai?

Vito Giuseppe Giustino, di Altamura, imprenditore edile, se la rideva mentre commentava con un suo collaboratore gli effetti devastanti del terremoto ad Amatrice e dintorni, leccandosi i baffi al pensiero del business che si apriva per lui. Situazione abbastanza simile a quella che tanta indignazione aveva scatenato in occasione del terremoto dell'Aquila di 8 anni fa.
Proprio di recente, fra l'altro, il terremoto della città abruzzese è stato festeggiato con 10 arresti per corruzione, turbativa d'asta e il solito rosario di reati collegati all'uso truffaldino del denaro pubblico: funzionari pubblici, professionisti, imprenditori arrestati per le solite manovre oltre ad arricchire pochi sulle disgrazie di molti. Naturalmente tutti i comuni hanno a cuore legalità e antimafia, a parole.
Già aleggiano il primi scandali anche sul "nuovo terremoto", per adesso fatti di gente che ha cercato di farsi rimborsare la casa delle vacanze come se fosse l'abitazione principale.

ADULTI E STRANIERI ALL'ESAME DI STATO. SPERANZE

Fare parte di una Commissione degli Esami di Stato è sempre un'esperienza istruttiva. Se poi i candidati provengono dai corsi serali di un istituto tecnico industriale, ancora di più...

Alvin è nato qui da genitori filippini. Sono tornati al loro paese per tutta la sua infanzia, poi di nuovo in Italia. Ha 25 anni, lavora in una piccola fabbrica, fra due settimana va nelle Filippine per sposarsi con la sua fidanzata. Lui ha la cittadinanza italiana, ci ha messo otto anni ad averla, altroché ius soli. Faranno le carte all'Ambasciata subito dopo il matrimonio, così sua moglie potrà tornare in Italia con lui. Parla l'italiano abbastanza bene, ma non riesce a liberarsi da quella inflessione strana e dai conflitti con la sintassi. Ha preparato un lavoro sul motore a reazione - c'è anche un pezzo in inglese - e costruito collegamenti con storia e letteratura. Sostiene i suoi 45 minuti abbondanti di colloquio con una trepidazione che la respiri insieme all'aria rovente dell'aula.
Assiste al suo colloquio Ivan, romeno in Italia fin da piccolo, bravissimo, con una testa e una determinazione che suscitano l'ammirazione della commissione tutta. Lui è già passato e ha ricevuto complimenti  e apprezzamenti, forse superati solo da quelli indirizzati al suo connazionale Rob: colloquio superlativo, preparazione impeccabile, inglese fluente, competenza a piene mani e umiltà che non si vede più in Italia da anni.
Anche Pino, italianissimo e tatuatissimo, 35 anni, al lavoro da 17, ha fatto una figura spettacolare.

TRASFORMAZIONI di F. Maletti

Alle origini della fine dl lavoro subordinato "garantito": gli anni '80, le macchine, la tassa sui robot e il lavoro del futuro...
Il LAVORO, a cui faceva e continua a fare riferimento la Costituzione Italiana, dopo settanta anni non è sicuramente rispondente al lavoro di oggi. Ma, nonostante tutto, per “lavoro” si intende ancora una occupazione stabile, garantita per tutta la vita, con progressivi avanzamenti di carriera e, in alternativa, il riconoscimento degli scatti di anzianità. Insomma: un lavoro SICURO in cambio del “comportarsi bene”, e che consente di beneficiare di prestiti bancari per la costruzione della casa, per l’acquisto dell’automobile, per gli studi dei figli. Tutta la nostra comunità ruotava, e tenta di ruotare ancora oggi, intorno alla stabilità del posto di lavoro come regola aurea per giudicare le garanzie, anche morali, delle persone. Così che, purtroppo, anche se ci troviamo in pieno periodo di precarietà del lavoro, queste regole antiquate rappresentano ancora la condizione necessaria per l’ottenimento di un prestito o di un finanziamento: rendendo praticamente impossibile qualunque iniziativa di piccola imprenditorialità o anche solo il superamento, per il singolo, di una crisi economica temporanea. Chi non ha un lavoro stabile e sicuro, se non viene guardato con disprezzo viene tuttavia considerato un perdente, una persona di cui “non ci si può fidare”.
Il DECLINO progressivo dell’articolo uno della nostra Costituzione (“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”…) ha probabilmente un inizio negli anni settanta del secolo scorso: quando, terminata la Ricostruzione ed in pieno boom economico, nelle grandi aziende industriali hanno avuto inizio i processi di automazione con la comparsa dei primi “robot”...

FEDE, SALUTE & PROPAGANDA

Nel ridente comune di La Loggia  (TO), a elezioni finite, il parroco ha deciso di sospendere la catechista per eccesso di propaganda elettorale. Meno male che certe cose succedono solo lì...
Dunque, riferiscono i giornali (leggi), che il parroco di La Loggia avrebbe invitato una catechista della chiesa locale a prendersi qualche mese di aspettativa dalla funzione. La signora, madre del locale candidato a sindaco del PD (sconfitto, arrivato solo terzo), avrebbe utilizzato il suo "ruolo" per fare propaganda elettorale a favore del figlio, immagino nel corso delle attività parrocchiali, assistita e sostenuta dal marito. A leggere le cronache si intuisce che il parroco ha saggiamente atteso la conclusione della fase elettorale per comminare la sanzione alla signora. Forse immaginava il polverone che si sarebbe sollevato se fosse intervenuto nel mentre. Avrà fatto bene? Avrà fatto male? Chissà!
Chissà se il parroco è stato mosso dal desiderio che la parrocchia resti equidistante il più possibile nel corso delle dispute elettorali, specie quelle locali. Chissà se invece - come afferma la mamma del candidato - sostiene la parte avversa, quella che ha vinto. In ogni caso, la tutela della parrocchia sembra essere il suo obiettivo, perseguito anche nella scelta dei tempi dell'intervento.

LA POST-REALTA'

Realtà che si mescola con la finzione, confini sempre più labili tra le due e apparenza che si fa sostanza, fino a farla svanire nell'irrilevanza. Stiamo entrando nel mondo della post-realtà

La vicenda del candidato a sindaco di Palermo di Ismaele La Vardera, per conto del centrodestra locale, rappresenta meglio di tante parole l'inversione delle cose, la liquidità sociale portata alle conseguenze più estreme, la caduta dell'illusione che la politica possa cambiare le cose e non solo la loro rappresentazione. Al massimo la politica può produrre un reality, lanciare qualche nuova star televisiva, favorire la carriera di un nuovo soggetto,  più cinico e spregiudicato di quelli che va a sostituire. Programmi, idee e speranze: tutti ingredienti buoni per rendere interessante il format, sennò vanno sostituiti con altri più glam.
Cosa ha fatto il giovanotto? Si è candidato a sindaco con alcune liste di centrodestra - simboli nazionali, mica civiche! - e ha ottenuto oltre 7000 voti insieme a numerose attestazioni di simpatia. Solo che... in realtà (si fa per dire) era sotto contratto: tutte le fasi della sua campagna elettorale - incontri, colloqui, comizi, riunioni, feste e così via fino alle manifestazioni con i leaders nazionali del partiti della sua coalizione - sono state riprese da troupes appositamente arruolate non già per documentare, ma per fare della campagna elettorale un reality.

LEZIONI DI VITA

Finalmente la campagna elettorale grugliaschese è finita. Si torna alla normalità, si riassorbono le speranze deluse, si cerca di tirare le somme e di trarre qualche utile insegnamento. Se poi si riesce a fare delle sconfitte esperienze di vita, meglio ancora

Ho vissuto intensamente la campagna elettorale appena terminata anche se non ero candidato, né a sindaco e neanche a consigliere. Così avevo deciso per raggiunti limiti di età, per palese inadeguatezza e per altrettanto evidente incompatibilità con larga fetta degli elettori. Per non parlare del ceto politico, nostrano e non. Dunque mi sono messo a disposizione per "servire" gruppi che avevano deciso di mettersi insieme per proporre a Grugliasco un cambiamento deciso, con alla testa un candidato a sindaco di grande spessore, umanità e capacità, Carlo Proietti.
Alcuni di noi, in particolare i consiglieri comunali eletti, nei cinque anni precedenti avevano cercato di fare ciò che ci si aspetta da una forza responsabile d'opposizione: le pulci a delibere, atti e comportamenti, la critica puntuale alle decisioni dubbie o contrastanti, la formulazione di proposte che inevitabilmente le ha accompagnate. L'abbiamo fatto sempre stando nel merito, fornendo dati e riscontri a tutto quello che abbiamo denunciato: alle molte promesse di querele che ci sono venute dal sindaco, ad esempio, non sono mai seguiti i fatti. La ragione la conosciamo bene e non abbiamo esitato a dichiararla tutte le volte che qualcuno ha provato a confondere la denuncia e la critica con l'allusione, il pissi pissi dei corridoi, il dire non dire. Molto di quello che abbiamo fatto si trova, oltre che negli atti comunali, sul sito di Grugliasco Democratica. Chi vuole può documentarsi, leggere, farsi un'opinione.

LA FACCIA

In questi giorni di preparazione della campagna elettorale per l'elezione del sindaco della mia città, qualche stranezza locale potrebbe essere il segno dei tempi che cambiano

Il sistema attuale per l'elezione dei sindaci e dei consiglieri comunali è entrato in vigore nel 1992 e applicato per la prima volta nel 1993, dunque 24 anni fa. Praticamente da subito la figura del candidato a sindaco è diventata centrale, assumendo via via sempre più importanza. Ovviamente a discapito dei partiti e dei movimenti che presentavano e presentano le liste di candidati consiglieri.
Questo perché l'esecutivo - ovvero l'azione di governo di chi, eletto dai cittadini, rispondeva quasi solo a loro nell'esercizio del suo mandato - ha progressivamente assunto più rilevanza rispetto alla funzione di controllo, indirizzo e rappresentanza esercitato dai consiglieri comunali. A partire da quel momento, quindi, le campagne elettorali si sono progressivamente spostate dal confronto fra partiti al confronto fra candidati a sindaco, i  loro programmi e le coalizioni di liste a sostegno di ciascuno di loro.
Sovente le coalizioni si sono costituite intorno a personaggi "rilevanti" che, accettando di essere candidati a sindaco, hanno svolto la funzione di catalizzatori di gruppi e liste, fino a portarli alla vittoria, pur in una condizione di debolezza. Gente che "ci metteva la faccia". La mia storia è anche questo, come quella di tanti candidati a sindaco i cui faccioni stavano sui muri della città.

SORRY di F. Maletti

Nella mia città fra un mese si vota: ecco cosa scrive un amico carissimo, democratico convinto e moderato per indole e storia...

Spiacente. Ma anche qui a Grugliasco, alle votazioni dell’undici giugno, non posso scegliere la protesta del non voto, restandomene a casa. Non solo perché, a quanto pare, di questa scelta non se ne accorgerebbe nessuno, ma soprattutto perché quando non vai a votare “perché la politica fa schifo”, finisci per avvantaggiare proprio la politica che fa schifo (la quale, al contrario, si vota e si fa votare dai suoi sodali, e senza vergogna).
Spiacente. Ma io credo, da sempre, alla politica intesa non come “una scelta economica per vivere” da parte di chi la fa, ma un servizio reso alla comunità e che comporta tanti sacrifici, anche di tipo economico.
Spiacente. Ma io sto, quindi, dalla parte di chi, per vivere, deve lavorare. Anche perché, sono convinto che, chi non ha un lavoro su cui poter ripiegare nel caso le cose gli andassero male in politica, diventa molto più facilmente “disponibile” a qualunque compromesso (pur di continuare ad avere quella carica politica che costituisce la sua unica fonte di sostentamento).
Spiacente. Ma io non credo che basti prendersela, soltanto e sempre a parole, con quelli che in politica rubano sapendo di rubare, fieri della loro impunità che li ha resi “superiori”: e che si auto assolvono in base al principio secondo il quale “a che serve avere il potere se non lo eserciti a tuo vantaggio…”.

ROSA, LA SERVA DI TRILUSSA

Ho visto Rosa e non riesco a togliermela dalla mente. Il buon teatro mi fa pensare, divertire, riflettere, Rosa mi ha cambiato.

Rosa è la serva di Trilussa. Dopo la sua morte vuole trasformare in museo la casa dove hanno vissuto insieme per tanti anni - un rapporto intimissimo e non detto fino in fondo -, ma viene sfrattata senza pietà.
Il progetto è fallito e lei, mentre prende commiato dalla sua vita in quella casa, ci conduce - visitatori - nel mare dei suoi ricordi: oggetti, storie, momenti e  tormenti.
Durante i 70 minuti di monologo, che sembrano 10 scarsi, la bravissima e intensa Gloria Liberati ci trasporta nel mondo di Rosa, nei suoi pensieri e nelle sue angosce di persona ormai avanti cogli anni che, perdendo il suo padrone/amante/compagno, ha perso tutto, anche se stessa.
Rivive per l'ultima volta nella visita del "museo che non ci sarà" tutta la sua esistenza con Trilussa, abbandonando progressivamente le speranze che l'avevano tenuta in forze quando lui era morto: in fondo fare della sua casa un museo è anche lo strumento per impedire che il lutto devasti del tutto l'animo di chi ha così tanto amato.

INAUGURATOR

Tutte le volte che arrivo a casa dopo aver comprato qualcosa di nuovo, ho sempre paura di trovarci il sindachino della mia città armato di fascia tricolore, fotografo e staff al seguito. Inaugurerebbe qualunque cosa, vecchie e nuova, pur di sperare di stare a galla un altro po', persino una busta della spesa ancora da svuotare.

Fra due mesi dalle mie parti ci sono le elezioni. Il sindaco uscente - ne ha fatte di tutti i colori - sente puzza di marcio e da tempo si dimena come una anguilla inventandosi di tutto e di più pur di mantenersi l'unico lavoro che ha. Sente anche lui in giro una certa avversione nei suoi confronti e cerca in tutti i modi di essere quello che non è stato finora: umile e disponibile al confronto, così attento alla legalità e alla trasparenza da privarsi dell'apporto dei personaggi chiacchierati di cui si è circondato.
Così manda in tutte le case un giornalino (naturalmente pagato dagli sponsor del Comune e scritto dal suo staff) dove gli assessori sono ridotti a figu. Ricordate le figurine dei calciatori, tutti nella stessa posa, tutti con la stessa faccia? Così è il giornale del Comune, quello che dovrebbe rendere conto di ciò che si fa e di quello che bolle in pentola. Ogni due pagine una foto del nostro che inaugura qualcosa: una stazione che non c'è, un ascensore chiuso per vandalismo, un muro dipinto, perfino una scala di sicurezza riverniciata e così via.

VOUCHER: IL BAMBINO E L'ACQUA SPORCA

Salvo sorprese, il PD sta confezionando l'ennesima cintura esplosiva, destinata a un bel botto, per il partito e soprattutto per il paese.
In sintesi: per spingere all'emersione il lavoro nero e sottopagato, si istituiscono i voucher (Legge Biagi del 2003), strumenti di pagamento del "lavoro accessorio". Trattasi di "buoni lavoro" emessi e gestiti dall'INPS - facilmente acquistabili nei tabaccai, banche e uffici postali - che il datore di lavoro occasionale acquista e con cui paga le prestazioni dei soggetti che chiama a svolgerli. Ogni voucher costa 10 €, corrispondente a una paga oraria effettiva di 7,50 €, mentre i rimanenti 2,50 € coprono INAIL e contributi previdenziali (leggi qui).  Meglio che niente, si disse allora. Solo che...
Come sempre nel nostro paese, a fronte di controlli inesistenti e di un sistematico abuso delle maglie che si aprono anche nella migliore delle leggi (e questa non lo era), succede che si comincia a fare un uso decisamente improprio di questo strumento.  Così, lavori prima continuativi vengono spezzettati e precarizzati anche di più di quanto già non lo fossero; lavoratori assunti e licenziati nell'arco della giornata, orari al limite della schiavitù, diritti nessuno e arbitrio totale da parte del datore di lavoro.

MEDICINA DI BASE: AL CAPOLINEA?

Ricordate il "medico della mutua", quello da cui facevi tante code qualche lotta per essere visitato a domicilio almeno quando eri febbricitante? Quello che ti conosceva e che ti metteva perfino le mani addosso? Tutto finito.

Fino a non molti anni fa il medico di base riceveva le persone in uno studio, sovente condiviso con uno o due altri suoi colleghi. A volte aveva un'assistente di studio - si chiamano così le signore che accolgono i pazienti e svolgono le mansioni di sostegno all'attività del medico -, a volte la condivideva con i/i collega/ghi. L'assistente di studio se la pagava lui, il costo era compreso negli emolumenti che percepiva dall'ASL in base alla convenzione regionale, rinnovata periodicamente. Qualcuno per risparmiare cercava di farne a meno e si teneva i soldi. Lo stesso con le sostituzioni nei periodo di malattia del medico o durante le sue vacanze: quelli bravi si prendevano un sostituto che - immagino - pagavano per coprire tutti i periodi in cui erano assenti. Quelli meno corretti si mettevano d'accordo con i colleghi di studio per coprirsi reciprocamente durante le assenze e addio sostituti. Loro ci guadagnavano e chi pagava erano i mutuati, costretti a code e attese ancora più lunghe.

PRIMARIE AL MASCHILE

Il 30 aprile gli elettori PD superstiti e che ancora vogliono celebrare il rito delle primarie rischiano di trovare in gara solo maschi. A meno che...
Mentre si consuma la slow fission del PD e inizia il flusso lento di quelli che se ne sono andati, di quelli che se ne stanno andando e di quelli che ancora ci stanno pensando, il leader segretario se ne vola in California a studiare un po' di inglese. La sua corte ha discusso e si è accapigliata per la data delle primarie e ha fissato l'evento il 30 aprile. Usciti dalla porta del partito due degli sfidanti - Speranza e Rossi - restano Renzi ed Emiliano, protagonista di una gagliarda giravolta. A loro si è appena aggiunto un altro maschietto, Andrea Orlando. Dunque primarie fra tre maschietti con l'altra metà del cielo che è come se non esistesse?
Per fortuna no. Dato che non ci pensano i grandi capi del PD, arriva dai Moderati - alleati di ferro del PD - una proposta che merita attenzione e simpatia: Carlotta Salerno, giovane e capace segretaria torinese del partito.

LE MEMORIA DEGLI INSEGNANTI

Si/ti ricorda/i di me? Questa domanda gli insegnanti stagionati e stanziali se la sentono fare centinaia di volte e con sempre maggiore frequenza da vecchi. Come funziona la memoria degli insegnanti?
Che tu sia stato il loro maestro alle elementari, che tu li abbia avuti per un intero quinquennio alle superiori - o magari anche solo per un anno - dei tuoi studenti non puoi dimenticarti. Magari non li riconosci perché sono cresciuti e, alcuni in particolare, sono cambiati davvero tantissimo. Magari gli sei passato accanto chissà quante volte e non hai fatto mostra di riconoscerli; loro, intimiditi, non hanno osato fermarti per un saluto, temono che tu non ti ricordi di loro.
Come se "riconoscere" fosse la stessa cosa di "ricordare". Un insegnante mediamente interessato al suo lavoro può non riconoscere (sovente accade), ma difficilmente gli capita di non ricordare uno studente. A volte ha bisogno di sentirsi dare da lui/lei le coordinate (anno scolastico, classe, contesto), ma poi ricorda, eccome se ricorda...

VOUCHER GENERATION di F. Maletti



(ovvero: attestato di sub lavoro, in particolare per i giovani)

Alla voce “lavoro accessorio” su Wikipedia, (la Enciclopedia di Google), si trova una precisa ed esaustiva sintesi di tutto quello che può interessare a chi vuol saperne di più sul significato e sull’uso dei voucher in Italia. Di tutto questo lavoro, che denuncia i diversi profili di irregolarità sull’uso dei voucher, mi limito ad affrontare l’ultima parte, quella dal titolo “Criticità della remunerazione oraria”, e che qui riporto integralmente:
“ Un altro profilo di criticità riguarda l’ammontare della remunerazione oraria del lavoro accessorio. Il taglio fisso dei buoni lavoro rappresenta il livello minimo del valore di remunerazione reso possibile dal sistema. Tuttavia, le norme di legge e regolamentari non stabiliscono una soglia minima di prestazione oraria a cui ancorare la corresponsione di un singolo buono, fatta eccezione per il settore agricolo. In questo modo, la normativa lascia aperta la possibilità che un solo buono possa essere utilizzato per remunerare più ore di lavoro, facendo scendere la retribuzione oraria a livelli molto bassi...

LA MALINCONIA DI UN PAESE STORDITO

Polizze a insaputa, sconfitti che si atteggiano a vincitori, evasori che fanno i moralisti, istituzioni ridotte a suk e tanta pochezza. Come sperare che le cose possano migliorare?

Se i giornalisti avessero trattato nello stesso modo gli scandali ripetuti e quotidiani, quelli che costano centinaia di milioni quando non miliardi, avrei seguito le paginate sulla Raggi e le sue polizze con uno spirito diverso dalla nausea che invece mi producono. A beneficio degli amici che hanno la pazienza di leggermi, ricordo quello CONSIP, di cui parla solo il Fatto: i vertici dell'Ente che deve gestire gli appalti per la scelta dei fornitori delle amministrazioni pubbliche (al fine di evitare corruzioni e maneggi nelle gare) si erano messi d'accordo! E, già che ci sono, è coinvolto anche un ministro e il premier era probabilmente al corrente dell'inchiesta.
Dunque i prezzi e le forniture che, a partire dalle gare, pagano comuni, scuole  e tanti altri acquirenti coatti, potrebbero non essere giusti. In altre parole, le pubbliche amministrazioni comprano ogni giorno apparecchiature e servizi CONSIP che, probabilmente, sono state prezzate previo accordo sottobanco fra il venditore e l'acquirente, magari condito da qualche mazzetta. Alzi la mano chi ne sente parlare, chi conosce il colore delle mutande dei protagonisti di questa storiaccia, chi si vede ragguagliato sulle loro relazioni sessuali e sentimentali eccetera.

A TE, CANE DA GUARDIA DEL CAPO

Di fronte ai gusti dell'ignoranza, della pavidità e del conformismo, non bisogna arrendersi. Si può contribuire a costruire un mondo di liberi perfino quando tutti vanno a servizio dal potente di turno. La poesia la dedico a tutti quelli che aspirano ad avere un padrone, perfino ai giovanotti con poca dignità e senza pudore. Con la segreta speranza che li invogli a scoprire il piacere del pensiero libero e dell'azione disinteressata...

“Ho sentito che non volete imparare niente. 
Deduco: siete milionari. Il vostro futuro è assicurato – esso è 
Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori 
Hanno fatto sì che i vostri piedi 
Non urtino nessuna pietra. Allora non devi 
Imparare niente. Così come sei 
Puoi rimanere. 

CETTO

Poco più di due anni fa un personaggio politico della mia città venne intercettato mentre conversava con rappresentanti della 'ndrangheta della Val Susa e finì a deporre in Tribunale... Che ne è di lui?
I giornalisti, sempre a caccia di notizie curiose e soggetti che rappresentino al meglio gli standard italici, l'avevano chiamato Cetto Laqualunque. Come il personaggio di Antonio Albanese, solo che il copyright non ce l'avevano loro. Erano gli stessi personaggi di spicco della malavita organizzata a chiamarlo così, mentre parlavano di lui nelle loro conversazioni, dicendosi reciprocamente che bisognava sostenerlo nelle elezioni amministrative del 2012 per aver poi in cambio lavori e favori.
Cetto venne poi eletto consigliere comunale (era nella lista dei Moderati) e lì, forse in segno di deferenza per le amicizie altolocate, il PD lo fece presidente della Commissione comunale degli Orti Urbani. Allo scoppio del caso - con l'emersione delle risultanze dell'Operazione San Michele contro la malavita organizzata in Val Susa - cercò di sparire dalla circolazione in attesa che l'oblio lo rifacesse vergine.
Ma la tentazione è troppo forte: c'è un posto da vicepresidente della Commissione consigliare Bilancio  - quella che si occupa dei soldi del Comune -, vorrai mica farti scappare l'occasione? Il PD e i suoi alleati lo votano in massa: non possono lasciarsi scappare l'occasione di dare il segnale giusto alla città e ai suoi cittadini...

ANNO NUOVO: VITA VECCHIA?

Con sempre meno forza con l'avanzare dell'età, l'inizio del nuovo anno si accompagna a liste di buoni propositi che saranno dimenticate prima del 10 gennaio. E se quest'anno, invece...
Risultati immagini per ignoranzaFaccio anch'io parte della schiera di quelli che a inizio d'anno fanno progetti e redigono liste di buoni propositi. Ci si  propone di cambiare radicalmente strada, spesso più semplicemente di fare tesoro delle esperienze passate per evitare di ripetere gli stessi errori. Sempre c'è l'idea di sottofondo per cui con la sola forza delle volontà nel nuovo anno riusciremo dove abbiamo finora fallito. Lo sappiamo perfettamente che si tratta di autoinganno, consolatorio fin che si vuole, ma sempre di inganno si parla. Ma va bene così.
Con questo spirito, per quest'anno faccio pochissimi propositi e ancora meno progetti, ma quelli personali non li racconto, meglio scoprirli col passare dei giorni.
Sul piano pubblico registro che:
1) a nemmeno un mese dalla sberla referendaria, il mondo della politica continua a comportarsi come se tutto fosse già normalizzato e metabolizzato. Ottimo atteggiamento, se si aspira a una sberla ancora più forte. Che puntualmente arriverà alla prima occasione utile;
2) tutta l'enfasi riformatrice di questi ultimi tre anni si sta squagliando come una medusa fuori dall'acqua (lasciando anche una pozza di gelatina puzzolente). Segno che si trattava di fuffa, come in tanti abbiamo segnalato, non di vero riformismo...



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