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PRIMARIE IN SALSA DI SOIA

Lo scandalo non sono i cinesi milanesi ai seggi del centrosinistra milanese, la vergogna è la "normalizzazione" di una pratica schifosa che ammazza la democrazia... 

I consueti cinguettii di sdegno della minoranza PD, dei satelliti dalle anime candide e dalle voglie poderose, della società civile perbene, quella sempre pronta a stigmatizzare la gestione padronale del M5S, sono tutti ingredienti che oggi condiscono gli articoli dei quotidiani che raccontano delle primarie per il sindaco di Milano. Un'altra volta si svegliano - ovviamente in ritardo - e fingono di denunciare una pratica che nel PD è ampiamente diffusa. Ce lo raccontano le cronache della Liguria, per trattare solo l'ultima delle occasioni, ma anche di Napoli, di tantissimi altri luoghi dove le primarie sono diventate l'occasione per gigantesche opere di cammellaggio (pago, con soldi con promesse con favori,  la gente perché vada a votare il mio candidato) da far impallidire i maestri americani del bui anni '50.
Ma tutti fanno finta di niente: il PD e i satelliti continuano a comportarsi come se niente fosse...
...svilendo ad ogni giro l'intuizione geniale delle primarie: da strumento per rivitalizzare la democrazia a paravento (quasi trasparente) per mascherare le porcate più immonde e avallare carriere politiche di mediocri figure, oltretutto ricattabili. Infatti a votare alle primarie ci va sempre meno gente e quella disinteressata oramai se ne sta a casa.
Che siano cinesi, calabresi, piemontesi poco importa, la musica è sempre la stessa. Come non ricordare l'onorevole democratico di Rivalta, Mimmo Lucà, intercettato mentre chiede voti per Fassino alle primarie torinesi del 2011 nientedimeno che a De Masi, capo della 'ndrina di Rivoli? Crederete che qualcuno l'abbia dimesso o quantomeno isolato? Niente di tutto questo: nell'era Bersani appariva quasi ogni sera in tv a fianco del segretario nazionale del PD, come se niente fosse (leggi).
Anche nella mia città le primarie per il sindaco sono state una beffa da "vincere facile": candidati cancellati perché troppo popolari e capaci di insidiare il posto del designato (leggi), code sorvegliate ai seggi (leggi), oboli versati a nome e per conto... insomma le consuete schifezze che sembrano oramai essere il normale corollario della ex festa della democrazia (Prodi dixit).
Dunque a Milano in quarantamila hanno votato, circa 16/17 mila hanno fatto vincere Sala che sarà, salvo sorprese, il candidato del centrosinistra. Gli altri concorrenti (e Pisapia con loro) o erano d'accordo e hanno fatto finta - magari in cambio della promessa di un posticino quando Sala avrà vinto le elezioni, quelle vere - oppure sono babbaloni. In un caso come nell'altro è incredibile che ancora oggi non abbiano capito che non ce n'è più: o si cambia o è proprio finita.
Non la loro carriera politica, la democrazia.
Mariano



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