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INDIZI CHE INQUIETANO

Quando i tempi si fanno cupi, gli individui mediocri che sono rimasti nelle fogne fino a quel momento, se ne escono a conquistarsi il momento di gloria. E non finisce mai bene

Ce lo insegna la Storia - e quella più recente non si è limitata ad insegnarcelo, ce lo ha invano ripetuto un'infinità di volte - che a ogni difficoltà, politica sociale economica, la paura trionfa e con lei il bisogno di sicurezza, di ordine, di ciò che può garantire un po' di tranquillità. Se si deve, in nome di tutto questo, rinunciare a un po' dei nostri diritti di cittadini... pazienza! Li ritroveremo quando tutto sarà tornato normale.
Invece non li troviamo più: loro non esistono una volta per tutte, sono il prodotto di dialettiche, lotte e equilibri fra i diversi interessi di una società che va avanti, non aspetta proprio nessuno. Nel'ambito dell'analisi politica e sociale molti indizi non fanno una prova, tuttavia inquietano e gettano allarme perché l'oggi è tutto troppo uguale a un passato che tutti diciamo di non voler ritrovare e che, invece, sembra proprio tornare a farsi presente e, magari, futuro. Ecco qualche indizio:

Primo indizio: il conformismo. I giornali che contano sono oramai tutti allineati al potere renziano. Ogni tanto fanno finta di criticare gli aspetti più incredibili della gestione politica della sua cricca, ma tengono un profilo così basso da risultare a tratti anche comico. Proprio come le acrobazie dei giornalisti degli anni '20 quando non provavano neanche più a parlare delle malefatte dei fascisti sui giornali degli editori che li finanziavano. Idem per le televisioni, quelle generaliste oramai tarate su un target di spettatori ultrasessantenni e con licenza elementare: lo zoccolo duro di B prima e di R ora. Delle figuracce internazionali e dell'irrilevanza del nostro paese trattano gli specialisti che non legge, guarda e sente nessuno. Il regime soft ha messo il bavaglio all'informazione... che non vedeva l'ora. Il conformismo lo vedi nella vita di tutti i giorni: tutti che brontolano, nessuno che fa, tutti che pensano ai fatti loro e a come fregare gli altri.
Secondo indizio: il trionfo dell'incompetenza. A gestire temi complessi, cambiamenti significativi e riforme che potrebbero anche essere utili ci sono persone che possono spesso solo vantare la qualifica di essere "amici" di qualcuno di quelli che contano. Ministri imbarazzanti, che non sanno nemmeno presentare i contenuti dei loro provvedimenti, signori e signore nessuno che si trovano improvvisamente ai vertici per via parentele giuste o dei giusti appoggi delle lobbies che li hanno mandati a curare i loro interessi. Lo stesso nella vita di tutti i giorni e ai livelli di noi comuni mortali: se non sei amico di qualcuno non conti nulla, se non sei agganciato a qualche carro non hai speranza. Oramai qualunque azione di cittadinanza (prenotare una visita, mandare un curriculum, segnalare un problema) è preceduta dalla caccia al conoscere qualcuno, sola speranza che all'azione corrisponda almeno una presa in considerazione. E' saltato qualunque meccanismo di selezione in base alle competenze e al merito; le procedure per assumere, incaricare, assegnare qualcosa a qualcuno sono sempre più torbide, pasticciate ad arte per poter mandare avanti l'amico, il figlio o quella brava persona che mi porterà i voti giusti alla prossima elezione. Poi ci lamentiamo del paese che va a fondo: sarebbe ben strano che le cose andassero meglio, con una classe dirigente a tutti i livelli composta con questi costumi...
Terzo indizio: l'ignavia e la piaggeria. Un bell'esempio - senza farla troppo lunga - è la vicenda delle slides dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi), una vergogna nazionale, appunto. Poco prima di Natale hanno prodotto a uso dei loro iscritti una serie di slides per sintetizzare i contenuti della "Buona Scuola" renziana, ovviamente con le indicazioni operative per i dirigenti scolastici. Nel presentare le novità sull'attribuzione dell'organico, il creatore delle slides ha inventato una nuova categoria di insegnanti: il docente "contrastivo", quello che rompe le balle al preside non per le sue faccende personali, ma per le cose che riguardano la scuola nel suo complesso. Sempre le stesse slides esprimono la soddisfazione presidenziale perché con la "Buona Scuola" il preside potrà liberarsi agevolmente dei docenti contrastivi. Così a scuola regnerà incontrastato secondo il nuovo modello renziano che non è altro che la riproposizione contemporanea delle buone ragioni del fascismo. E poi l'ANP continua con consigli per evitare discussioni con gli organi collegiali che ancora ci sono nella scuola e via dicendo... Molte le reazioni a questo scivolone, nessuna smentita e neanche scuse da parte dell'ANP, anzi. Segno del fascismo strisciante perfino in un'istituzione che dovrebbe essere il baluardo della democrazia. Tranquilli, per ora l'iscrizione al PD non è obbligatoria, ma segnali di accomodamento delle associazioni che diventano corporazioni sono già tutti sul tavolo.
Brutti tempi, i topi escono davvero dalle fogne per prendersi la rivincita a cui credono di avere diritto per i tanti anni che hanno dovuto trascorrere sottoterra. Convinti che accodarsi al vincente segnerà la riscossa alla loro inadeguatezza e incapacità.
Scriverne non basta più e non serve nemmeno più sperare in una reazione. Bisogna farsi gatti.
Mariano



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