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LES PARVENUS

Renzi dalla Merkel: quando la postura, le smorfie e gli sguardi dicono più delle parole…
Il parente povero
Avete presente la sindrome del “parente povero”, chiamata anche della “piccola fiammiferaia” o, in ambienti più colti, un variante del “bovarismo”? Produce danni incalcolabili ai singoli e alla società perché genera una spirale di scontenti, di invidie, di aspirazioni destinate al fallimento e anche qualche gesto fuori dalle righe che, nel caso di personaggi pubblici, squalifica il ruolo e chi lo ricopre. Persone a volte di umili origini a volte nemmeno, insoddisfatte e frustrate che credono di meritare molto di più di ciò che hanno, sempre pronte a dare la colpa della loro condizione alla malevolenza altrui, al destino cinico e baro, alla sfiga. Gente che non si accontenta mai, che aspira sempre a qualcos’altro non per semplice ambizione, ma quasi come restituzione di presunti torti subiti; desiderosa di rivalsa per ciò che ha patito o per ciò che vorrebbe essere, ma che non riesce proprio a  raggiungere per palese inadeguatezza personale.
Quando questi soggetti riescono a raggiungere una posizione importante, siccome non basta mai, eccoli desiderare di divenire parte di un mondo che non è il loro. Lo hanno sognato, coi suoi riti, le sue ricchezze, le sue gestualità e le sue magie.
Lo hanno raggiunto: sono lì anche loro, ce l’hanno fatta. Ora debbono solamente più farsi accettare come pari da quella cerchia magica e farebbero perciò qualunque cosa per accreditarsi, per essere autorevoli, per entrare definitivamente nella cerchia di quelli che contano, che decidono della politica e dell’economia del mondo. Eccoli perciò trasformarsi in realisti ad oltranza, in servi sciocchi delle decisioni di quegli stessi potenti che sono già pronti a scaricarli non appena sarà cessato il bisogno.
Il parvenu si distingue sempre, anche quando cerca di camuffarsi vestendosi elegante: conserva quella postura, ora goffa ora troppo spavalda, che dice a tutti che quelli non sono i suoi panni veri, che è un imboscato. E poi diventa più realista del re, le spara sempre più grosse e si mette a 90 gradi anche quando non sarebbe necessario, nel tentativo di ingraziarsi sempre più il potente di riferimento. Guardate Renzi - presidente del Consiglio di un paese il cui debito pubblico continua a crescere a ritmi preoccupanti, dunque inviso ai "virtuosi del nord" -, sulla Grecia è riuscito a far trasudare il disprezzo, che pensa che provi la Merkel, con poche parole e il suo solito corollario di smorfie da Mr Bean. Doveva compiacerla, doveva accreditarsi: un parvenu che traballa e che, come tutti quelli della sua specie, pensa che stare coi potenti servirà a evitare l'invece inevitabile redde rationem con le manifestazioni sempre più terribili della sua inadeguatezza al ruolo e alla condizione.
Mariano



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