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SANITA’ E DELIRI

Questo paese va a picco: lo diciamo spesso per esorcizzare la paura che succeda sul serio. Eppure c’è tanta gente che lavora perché a picco ci si vada davvero…
Il cambio del medico
In questo paese complicato ne succedono davvero di tutti i colori. le storie di vessazione da parte della Pubblica Amministrazione sono però tra le più inquietanti perché ci confermano l’idea di essere nelle mani di delinquenti patentati, svogliati e a volte corrotti. Sentite questa storia.
Una signora, che chiameremo Anna, decide di trasferire la sua abitazione per avvicinarsi ai figli: deve aiutarli in negozio e badando ai nipoti quando i loro genitori sono l lavoro. Meglio stare a Grugliasco, nei paraggi, è più comodo per tutti. Le dispiaceva però di lasciare, insieme all’abitazione a Torino città, anche il suo medico di famiglia. Va da lui e gli chiede come fare (se si può) per mantenerlo come medico della mutua. Lui, gentile, rilascia una dichiarazione di disponibilità a continuare a prendersi cura della signora Anna, anche se, cambiando abitazione cambierà anche ASL. Nel frattempo Anna si è trasferita e, dieci giorni dopo l’avvenuto accertamento del cambio di residenza, ha anche ricevuto la comunicazione della vecchia ASL che le faceva sapere che non aveva più il medico della mutua e che avrebbe dovuto cercarsene uno nella nuova ASL in cui era andata a stare.
Accidenti! - aveva pensato Anna quando aveva ricevuto il plico al suo nuovo indirizzo - davvero l’informatica ha fatto miracoli… il collegamento fra le banche dati ha permesso all’ASL di sapere in tempo reale che avevo cambiato casa e di invitami a regolarizzare la situazione per quanto riguarda la scelta del medico di base.
Davvero efficienti e anche attenti ad avvisare il cittadino dei suoi diritti e dei suoi doveri…”. La sua contentezza era poi accentuata dall’aver acquisito la disponibilità del suo vecchio medico di famiglia a conservarla come paziente anche se fuori zona.
Tutta tronfia va allo sportello dell’ASL competente, quella nuova, e produce i documenti richiesti. L’impiegata li riceve e non emette alcuna sentenza (evidentemente le spiegazioni fanno parte di prestazioni professionali aggiuntive ancora da negoziare con la Direzione) e nemmeno scrive qualcosa sul modulo per la scelta del medico di base, tanto che la signora Anna si vede costretta a chiedere: “Ma allora, posso continuare ad andare dal mio vecchio medico?”.
Finalmente l’impiegata risponde: “Le faremo sapere entro 4 mesi se la sua richiesta è accettata o no”. Anna, un po’ preoccupata, prova a replicare: “Ma nel frattempo, se mi ammalo e ho bisogno del medico, che cosa faccio?”.
Se lo paghi, signora”. Fine della prestazione impiegatizia e delle illusioni di efficienza. La signora Anna aspetterà quattro mesi: perché e come mai se lo chiede, ma nessuno risponderà. A meno che “non conosca qualcuno”.
Mariano



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