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MELE FOR PRESIDENT

L’ex parlamentare dell’UDC, condannato per i festini con prostitute e cocaina, è il candidato a sindaco anche del PD alle elezioni comunali di Carovigno in Puglia. Anzi, no
Il segno dei tempi
Di lui si occuparono le cronache del tempo: era il 2007 e Cosimo Mele, deputato, venne scoperto in una camera d’albergo adibita a sede di orge a base di sesso e droga. Una delle donne che partecipava al festino era stata male e si era reso necessario chiamare l’ambulanza, con tutto il corollario di pubblicità che ne derivò. Il soggetto finì per qualche tempo nell’oblio, ma la tentazione italica si sa che è forte: non appena possibile, si candidò a sindaco nel suo paese e gli elettori lo votarono entusiasti, chi meglio di un perbenista puttaniere e drogato può guidare una pubblica amministrazione efficiente e giusta? O forse, gli altri candidati erano perfino peggio di lui e gli elettori hanno scelto il meno peggio? Non lo sappiamo, ma il Mele nel 2013 viene eletto sindaco.
Il PD sta all’opposizione, ma l’astinenza dura solo un anno: all’inizio del 2014 anche il PD entra nella giunta di Mele con un assessore, grazie ai buoni uffici del Presidente del Consiglio, ex segretario provinciale proprio del PD. Un bel miscuglio, non c’è che dire. Ma c’è di più.
Anche a Carovigno il centrodestra è in disfacimento e i supporter originari di Mele cominciano a litigare, fra loro e con lui. Così il sindaco multicolore questa primavera si dimette: il comune  andrà alle elezioni il 31 maggio di nuovo con lui candidato in pole position.
Si capisce che la storia imbarazza un po’ il segretario pugliese del PD, l’Emiliano da Bari, che minaccia di non permettere l’uso del simbolo. Il segretario peraltro è preoccupato di dover dare prima o poi a Mele anche la tessera del partito. Che, essendo popolato da personaggi irreprensibili, adamantini e probi, verrebbe sputtanato dall’ingresso di un soggetto così. Infatti, il sindaco di Ischia e gli innumerevoli altri malfattori scoperti dai magistrati non facevano festini a base di sesso & droga e sarebbero diffamati dal presentarsi in compagnia del Mele pugliese…
Il dramma del PD – mentre si trasforma in qualcosa che nemmeno loro hanno ancora esattamente capito che sia – è anche questo: la distanza fra le parole e le azioni, e poi fra tutto questo e i bisogni del paese, sono oramai abissali. Prima o poi scoppierà anche quel finto-partito e allora saranno guai per tutti. Saremo costretti a prendere finalmente coscienza della distruzione che anche la sinistra ha operato in questi anni e  dello scempio della democrazia che ne è venuto fuori. Dalla terra bruciata non nasce quasi mai nulla di buono e le prime piante a ricomparire sono le erbacce.
Di gente come Mele il PD ne nobilita tanti, contando sulla complicità colpevole dei mass media che sotterrano gli scandali continui ancora prima che la pubblica opinione abbia avuto il modo di conoscerli. Eppure di persone perbene ce ne sono e mica poche. Ci sono anche quelli che vaneggiano di legalità e girano la testa da un’altra arte quando l’illegalità tocca qualcuno a loro noto. Prendere posizione potrebbe nuocere alla loro carriera politica, meglio spostarsi qualche convegno più in là.
Speriamo che Mele vinca le elezioni: il PD del suo paese potrà cantare vittoria (avevano il candidato giusto) e lui riceverà l’altrettanto giusto premio per una vita dedicata a servire la comunità.

PS. Ieri, sabato 18 aprile, Mele ha rinunciato a correre (leggi): il PD locale, richiamato dal segretario regionale, gli ha tolto l'appoggio. Lui si è fatto da parte  affermando che il PD è vittima della doppia morale: da un lato protegge e ricandida chi ha rubato, creando un danno alla collettività; dall'altro ostracizza chi, come lui, ha peccato senza fare del male a nessuno. Deve essere uno scontro fra geni della politica la campagna elettorale di Carovigno.!

Mariano



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