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TRABALLARE IN PIEMONTE

Mala tempora currunt per i centrosinistri al governo della Regione: uno dopo l’altro vengono al pettine i nodi di un sistema che è alla fine della corsa
Dimissioni?
Il presidente della Regione Sergio Chiamparino annuncia che a luglio si dimetterà se la Magistratura non avrà chiuso per allora le inchieste sulle firme false alle liste del PD e della lista del Monviso. Insomma, il presidente ha dato i tempi ai magistrati e dimostra tutta la sua debolezza minacciando le dimissioni che, come ben sanno i personaggi pubblici, non si annunciano mai, si danno e basta. Che cosa ne sarà di questa inchiesta, quali le risultanze e quali le conseguenze lo vedremo, certo che il governo regionale è pesantemente azzoppato e infangato da una situazione che ricorda troppo quella di Cota per passare in sottofondo, confidando magari nella proverbiale caducità della memoria dei cittadini italiani.
Intanto la Magistratura scopre appalti truccati nella Sanità e non solo: via con arresti inchieste e il solito copione tante volte rappresentato. Singolare la posizione dell’assessore alla Sanità, Saitta. Lui sostiene che non sapeva nulla, che la responsabilità è dei direttori… insomma il solito scaricabarile a cui siamo tristemente abituati. Eppure proprio lui, da consigliere regionale, le zone grigie della sanità aveva dimostrato di conoscerle piuttosto bene, denunciandole con efficacia rara.
Guarda un po’, ci diventa assessore e di dimentica tutto, perfino di ripristinare l’ufficio ispettivo che il suo predecessore aveva abolito. Guarda un po’ e accetta che la commissione che deve selezionare i candidati alla direzione delle ASL costruisca un castello di criteri che premieranno sempre i soliti sessantenni con vasta esperienza nel settore pubblico, sovente tanto deresponsabilizzati da non essere rimossi neppure di fronte a palese incapacità. Anche in questo caso, dopo un anno di governo si scopre che la rete di malaffare e di appalti per gli “amici” è la stessa di prima e che, insomma, nulla è cambiato nonostante proclami roboanti e dichiarazioni alla Renzi. Deve essere dura per Chiamparino e Saitta andare in giro a chiudere ospedali con l’autorevolezza minata da ciò che succede nel palazzo, Immagino che i cittadini - che difendono a volte presidi dove non andrebbero a farsi curare neppure un foruncolo – chiedano conto di quello che sentono alla tv e leggono sui giornali. Anche lì, grazia all’operato di amministratori locali lungimiranti, prevalentemente del PD, fioccano ricorsi al TAR e il piano di riordino dei presidi ospedalieri rischia di fare una fine davvero terribile. Intanto la spesa sanitaria cresce in parallelo con la diminuzione delle prestazione erogate dalle strutture pubbliche e con l’aumento dei tempi di attesa.
Poi ci sono le dichiarazioni rese da Soria, le inchieste sulle spese dei gruppi consiliari in Regione, la pressoché totale assenza di attività politica e di governo degli assessori regionali: è proprio quando le risorse economiche vengono a mancare che servono persone capaci, dotate di un robusto sistema di relazioni e sufficientemente attrezzate per dare corpo e gambe a idee e progetti. Con tanti soldi a disposizione si nutrono le clientele e in questo i nostri sono discretamente abili, ma oggi non ce n’è più a sufficienza per tutti… e allora si coglie proprio tanto l’assenza nella scuola, nel mondo del lavoro, dell’innovazione, perfino nell’agricoltura. E le prodezze della Bresso, ora parlamentare europea stravotata, e del coniuge al Grinzane Cavour, la cornice di nani e ballerine, le fratture democratiche e la vacuità del partito taxi… eccetera.
Insomma, non è un  bel momento e proprio la crisi economica e umana sotto i nostri occhi ci racconta di una storia finita, quella della Torino Olimpica, dei fasti FIAT, del centrosinistra confindustriale, del sindaco banchiere che gioca a carte con Marchionne e riceve, da candidato presidente, i suoi alleati e pretendenti a un posto nei bellissimi uffici della potente coop Di Vittorio.
Bisogna che ne cominci presto un’altra, ma non si vedono all’orizzonte soggetti capaci di farla partire.
Mariano 



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