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PIEMONTE, BASSO IMPERO

Le dichiarazioni di Soria nel processo di appello a suo carico aprono nuovi interessanti squarci sul sistema di potere che governa anche oggi il Piemonte
L'odore del potere, la dolce impunità
Le dichiarazioni che Giuliano Soria ha rilasciato alla conclusione del dibattimento conclusivo in Appello del processo a suo carico sono uno spaccato del Piemonte di ieri, di quello di oggi e di quello che ci è stato preparato per il futuro (leggi e leggi). Soldi pubblici a fiumi per regalie, celebrazioni della vanità di questo o quella presidente di regione, tartufi agli amanti del tubero, partecipazione alle sontuose cene elettorali bipartisan, insomma di tutto e di più.
Viaggi all’estero per festeggiare non si sa bene cosa, restauri sovrastimati e rimborsati dalla Regione a piè di lista per fare un po’ di soldi in nero, giusto quello che serviva a pagare (anche questi in nero) i nani e le ballerine – giornalisti snob compresi – che ricevevano e davano lustro a una creatura monstre che risucchiava come un’idrovora risorse pubbliche in crescendo.
Non so se le dichiarazioni di Soria - in merito alle responsabilità di politici giornalisti e attori -corrispondano al vero, ma so che il clima negli anni dal 2005 al 2008 erano davvero di allegria, grande allegria.
Il soggetto in questione in Regione faceva e otteneva tutto quello che desiderava e, se qualcuno osava dubitare e provare a eccepire, veniva spianato senza tanti complimenti (leggi). Dagli stessi che oggi - da posizioni di potere non indifferenti – con fare sussiegoso respingono sdegnosamente (e ci mancherebbe pure) le pesanti accuse che il loro ex sodale ora rivolge loro. Sono davvero curioso di vedere se sporgeranno querela o denuncia per le accuse di cui sono piene le pagine dei giornali di oggi o, se, come spesso è accaduto, strepiteranno giusto il tempo necessario a far passare la nottata.
Non cambiano mai, ma non cambiano neppure gli elettori, dotati di una memoria così corta che forse sono già pronti a rivotarli di nuovo. Certamente non chiederanno mai conto di responsabilità politiche che erano già ben evidenti da prima che l’una venisse candidata (e eletta) in Europa, l’altro alla presidenza e gli altri alle cariche che ricoprono oggi.
I miei amici sono pronti a scommettere che fra qualche giorno sarà tutto dimenticato… io non ci posso credere.
Mariano



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