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PASSERELLE TOSSICHE

I politici e le loro prediche nelle scuole, generano tossine anche lì. Ecco cosa combinano il sindaco portaborse e la sua padrona "imprenditiva"...
Tra il dire e il fare…
Auditorium di una importante scuola superiore, assai ben frequentata e sempre disponibile a innovare, aprirsi al territorio e sostenere gli studenti nelle scelte complicate che la vita riserva loro. Una mattinata di qualche giorno fa vi convergono gli allievi delle quinte superiori delle scuole della città. Obiettivo: partecipare a un’iniziativa del Comune finalizzata a migliorare i rapporti con Università, Poli e quant’altro per meglio orientare i ragazzi e le ragazze alla scelta dopo il diploma.
Studenti ben contenti di esserci (anche per via delle ore di lezione che saltano) e vogliosi di sapere qualcosa di più e di meglio di quello che i loro docenti hanno provato a confezionare per raggiungere i medesimi obbiettivi: stages, visite in aziende, incontri con professionisti, lezioni all’università, testimonianze di ex-allievi. Si sa che, di fronte a uno snodo così importante nella vita, le informazioni e gli stimoli non bastano mai, dunque eccoli lì! .
Ci trovano alcuni docenti delegati dell’Università di Torino, che racconteranno loro in pochi minuti quello che già sanno e  che si sono sentiti raccontare parecchie volte, un imprenditore che spiega loro come ha fatto (testimonianza quanto mai utile); non ci trovano nessun lavoratore che spieghi loro come fa (retorica terzinternazionalista)…, ma pazienza. Tutto serve e, sebbene l’iniziativa non abbia propriamente il marchio dell’originalità e della contestualità…

SINDACO BIO COI SOLDI DEGLI ALTRI – SECONDA PUNTATA

Un mese fa vi ho raccontato la storia dell’Associazione Nazionale bio morosa (leggi). Non contento, ho voluto approfondire la storia, scoprendo che…
Io bio, egli mangia, tu paghi!
Ricorderanno i lettori affezionati che raccontavo dell’ex sindaco ed ex-presidente, che ne presiede ancora il Comitato Scientifico (!). Ricorderanno anche di come questa storia sia l’emblema della cattiva politica che che trasforma le più belle idee in cacca. Per diffondere il bio, bisogna cercare di esserlo, nella vita privata, ma soprattutto nelle funzioni pubbliche che si ricoprono.
Non contento delle spiegazioni che mi sono state date allora, ho chiesto copia della corrispondenza che è intercorsa fra il Comune e l’ Associazione Città del Bio negli ultimi due anni e relativamente alle morosità da questa accumulate per l’affitto della sede. Non so perché, ma qualcosa non mi convinceva del tutto. Ecco come è andata.
Il 12 novembre 2012 il direttore della Società Le Serre - interamente comunale e che chiameremo per brevità “la Mangiatoia”, – manda una lettera all’Associazione per sollecitare l’evasione delle morosità accumulate dal 2010 (sembrerebbe circa 4.500 euro) per la sede locata proprio all’ interno del Parco Culturale Le Serre.

LE RISPOSTE SUL LAVORO di F. Maletti

Un punto di vista che combatte i conformismi e prova a rimettere ogni cosa al suo posto…
… che nessuno sembra voler dare
Ho letto da qualche parte che “Tutti i politici di un certo livello sanno quali sarebbero le cose giuste da fare: quello che non sanno è se verranno rieletti dopo averle fatte”. Questo, credo che valga anche per il Sindacato. In quanto soltanto la conservazione della poltrona spiega l’accanimento con il quale il Sindacato si oppone a qualunque forma di cambiamento attraverso un NO ideologico: ripetuto ossessivamente, come una formula magica di scongiuro, alle “masse” di lavoratori che pretende di rappresentare nella loro interezza. Eppure basta guardarsi intorno, partendo proprio da Torino, per vedere che della Società Industriale sono rimaste soltanto più le sue ingombranti macerie. Per effetto della Globalizzazione la produzione di massa è andata via, probabilmente per sempre, là dove il lavoro costa di meno: in quei luoghi dove intere moltitudini, spinte da una fame atavica, accettano di essere sfruttate e di lavorare senza tutele e con qualunque tipo di compenso.

IL LAVAGGIO DELL’IMMAGINE

L’arrivo a Collegno di una persona speciale ha dato ai sindaci dei nostri comuni il pretesto per una bella rinfrescata all’immagine. Naturalmente …
Legalità: neanche a parlarne
Venerdì il Sindaco di Messina, Renato Accorniti, ha partecipato a un’iniziativa dei sindaci dei nostri comuni. Ha parlato di come vive l’impegno politico, di cosa significa l’impegno legalitario, il pacifismo, la politica di servizio, la lotta alla malavita organizzata e di tante altre cose ancora.  Il tutto davanti a suoi colleghi con ben altra storia, tradizione e intransigenza nei confronti della politica grigia, fatta di clientele e favorini, di titoli roboanti sotto i quali si nascondono pratiche e pensieri che neanche la DC nel profondo sud trent’anni fa.
All’iniziative c’era il mio amico Giovanni Lava, consigliere comunale di Civica. Ecco cosa scrive lui del pomeriggio con Accorniti…
Ascoltare Renato Accorinti è un'esperienza che lascia il segno (per chi non sapesse chi è, legga la sua biografia su Wikipedia). E proprio perchè lascia il segno, lascia basiti l'invito e la calorosa accoglienza riservatagli a Collegno. Renato Accorinti è stato eletto un anno fa sindaco di Messina sovvertendo ogni pronostico,

VIETATO FUMARE O VIETATO VIETARE?

Un esempio pratico di come l’eccesso di divieti finisca per incoraggiare la sistematica violazione delle regole
Intervallo con segugio
Era il lontano 2003  e finalmente venne introdotto il divieto di fumo in tutti i locali pubblici. Nei locali scolastici il fumo era già stato messo al bando dal 95, ma dalla Legge Sirchia in poi le norme sono divenute ancora più stringenti. Le istituzioni pubbliche fino ad allora “negligenti” vennero invitate perentoriamente a mettersi a posto, anche affiggendo cartelli con ben evidenti le sanzioni per i fumatori colti in flagrante e i nominativi dei responsabili interni che avrebbero dovuto farla rispettare. Per ammorbidire il divieto la legge candeggiava l’istituzione di appositi locali areati dove i fumatori potessero coltivare il vizio senza ammorbare gli altri (poi eliminati). In tutti i casi, al massimo i viziosi potevano accomodarsi fuori e consumare la sigaretta all’aria aperta, rispettando il divieto e i non-fumatori.
Non sono un bello spettacolo quei capannelli fumanti che si formano in cortile durante l’intervallo deve aver pensato l’anno scorso la ministra Lorenzinbisogna eliminarli proibendo il fumo a scuola anche negli spazi esterni. Così anche la tentazione della prima sigaretta per i più piccoli viene eliminata: non fuma più nessuno”. Ecco pronta la Circolare attuativa che lo stabilisce, senza alcuna indicazione di come fare concretamente per evitare che il divieto venga impunemente violato.

CERVELLI MISCONOSCIUTI A MEDIE E ALTE PRESSIONI

In un pezzo sull’ Huffington Post ho raccontato una storia di cervelli e di occasioni mancate. Lo pubblico anche qua, se vi piace… 
Bellezze da scoprire
Non ci sono solo giovani cervelli costretti a emigrare per far valere speranze e capacità, di cervelli di eccellenza l'Italia ne produce anche di più stagionati, ma ugualmente misconosciuti e pochissimo "profeti in patria". A fine 2012 la casa editrice statunitense Springer - specializzata in pubblicazioni scientifiche ed economiche - ha rilasciato un volume dal titolo scoraggiante Modern Gas-Based Temperature and Pressure Measurements che già allieta le fatiche in quell'ambito di un bel po' di studenti in Fisica (e non solo) delle università americane e anche di quelle del resto del mondo. Gli autori sono italianissimi: Franco Pavese e Gianfranco Molinar Min Beciet, torinesi di settant'anni ciascuno circa, tra le massime autorità mondiali nel campo della misurazione delle medie e alte pressioni. Materiali superduri ottenuti esercitando alte pressioni su elementi e composti, capaci di offrire delle performances oggi solo immaginabili a fatica. Studi sul carbonio che, in particolari condizioni di pressione e in ambiente adatto, si trasforma in durissimo diamante.

KING GEORGE: VERA GLORIA?

Si avvicinano le dimissioni di Napolitano e le conseguenti elezioni del suo successore. Bilanci e  fibrillazioni
Neanche Lenin…
Si avvicina la fine della presidenza Napolitano e – prima che fiumi di inchiostro e un diluvio di chiacchiere si abbatta su di noi, colpevoli consumatori di notizie – qualche considerazione va pur fatta. Specialmente perché il suo quasi novenato (si dirà così? eletto la prima volta nel maggio 2006, rieletto nell’aprile 2013) lascia uno strascico di storie aperte e di precedenti che hanno aperto la strada a un nuovo modo di interpretare il ruolo di presidente della Repubblica italiana.
Più di otto anni fa l’elezione di Napolitano al Colle venne salutata come il definitivo superamento delle divisioni e fratture ideologiche del novecento. Un ex comunista diventava la massima autorità di garanzia dello Stato, dunque la fine certificata del fattore k, dell’anticomunismo, delle contrapposizioni ideologiche e così via.  Fino alla caduta di Berlusconi Napolitano ha effettivamente ricoperto un ruolo di garanzia, soprattutto all’estero, facendosi garante a fronte di un mondo preoccupato della stabilità italiana, del rispetto dei patti e della sua tenuta politica.

L’UTILE IDIOTA

Oramai ce ne sono di tutti i colori e di tutte le qualità. Non sono solo voltagabbana, profittatori e magari anche opportunisti della peggiore specie, c’è anche chi lo fa gratis…
Leccare
In questi tempi davvero complicati e incerti – non si sa bene dove vada questo mondo e cosa ci riservi il futuro prossimo, dunque inquietudine a manetta – si va affermando una  categoria sociale che è sempre esistita, ma che sta acquisendo una rilevanza e un’importanza sconosciuta nel passato: gli utili idioti.
Non sono semplici profittatori, vale a dire individui pronti a intrufolarsi dovunque,a porgere le terga a chiunque purché in cambio di qualcosa, a disinteressarsi degli altri per affermare i propri meschini interessi, a qualunque costo…
Non sono neanche le classiche banderuole, gente che naviga ai bordi del vascone del potere – che sia sul luogo di lavoro, nel mondo politico, perfino nelle assemblee di condominio, capace di negare oggi l’evidenza di ieri e quella di domani. Le banderuole abbondano da secoli, in Italia sono il sale su ogni fase della nostra storia e il veleno di ogni soluzione alle crisi ricorrenti, regimi totalitari incusi.



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