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FARE IL SIGNORE COI SOLDI DEGLI ALTRI

La storia che vado a raccontare ha tutte le caratteristiche per diventare lo specchio di un paese istupidito fin dalle fondamenta dalla propaganda scambiata per buon senso
Il tendone
Location: un centro culturale ristrutturato con fondi europei, pieno di locali e di spazi di pregio inseriti in un parco al centro della città.
Personaggi & interpreti: una sedicente Cooperativa molto ben introdotta in Regione e capace di convogliare sulle sue imprese finanziamenti pubblici rilevanti, sindaco contaballe, assessore “marziano”, un manipolo di consiglieri comunali capaci di dondolare il capo come facevano i cagnolini di peluche a vista sul cruscotto posteriore delle auto dei nostri nonni.
In un “parco culturale” di una ridente cittadina del selvaggio west dopo decenni di fatiche i lavori di ristrutturazione e di recupero del giardino e degli immobili si avvia finalmente a conclusione. La città apprezza questo gioiello situato proprio nel suo centro, anche se i cittadini cominciano a lamentare che è sempre chiuso, apre quasi solo in occasione delle feste di regime. Pazienza: le cose cambieranno, prima o poi, ci penserà Renzi!
Un bel giorno la notizia: il Comune ha deciso che nel giardino – quello dove si allestiscono gli spettacoli estivi – sorgerà un tendone permanente. Ci sono già i finanziamenti, serve proprio un posto dove fare gli spettacoli d’inverno, è una cosa stupenda per la città, eccetera.
Tutta la solita giaculatoria che mettono in campo i politicanti in casi come questi, sovente per giustificare scelte e decisioni che non hanno preso loro. In quattro e quattr’otto fanno tutto ciò che serve e… comincia la devastazione del giardino  e del complesso per fare posto al tendone.
Tanto paga qualcun altro, abbiamo i finanziamenti – gongolano sindaco, assessori e cortigiani vari, già immaginando il successo di immagine e la moltiplicazione delle feste che loro amici e supporter potranno allestire – quelli che ci criticano perché abbiamo devastato il parco sono solo gufi invidiosi e rancorosi…”.
Naturalmente, perché l’operazione – tutta condotta da privati, secondo la moda imperante da Berlusconi e D’Alema in poi, e dunque buona per definizione – possa funzionare, il Comune deve garantire l’esposizione del privato sottoscrivendo una fidejussione a garanzia che qualcuno paghi le rate del mutuo stipulato per coprire la spesa della costruzione. E il Comune lo fa, il tendone è interesse pubblico, mica un capriccio di privati con la fregola degli investimenti!  Oltre tutto il tendone si trova in un luogo pubblico, dunque meglio ancora.
Passano gli anni, nel parco culturale ne capitano di tutti i colori (dall’Ispettorato al lavoro in su). All’improvviso i privati proprietari del tendone scoprono che stano per fallire: l’investimento non rende come dovrebbe. Che fano perciò? Vanno dall’assessore di allora, nel frattempo diventato sindaco, e da quello di adesso (allora presidente della società che gestisce il parco culturale) e propongono loro di comperarsi il tendone, naturalmente con i soldi del Comune.
Detto? Fatto! Una bella perizia per stabilirne il valore… pronta una nuova operazione, non gestita direttamente dal Comune (troppo vistosa!), ma dalla stessa società interamente pubblica che gestisce il complesso. Voilà, la magia è fatta e con i soldi dei cittadini, tutti sono adesso felici.
L’assessore di adesso ne va così fiero che non perde occasione per spiegare che hanno fatto una cosa davvero vantaggiosa per la città (è tornato all’inizio della faccenda, stesse parole stessa sicumera). Lui espone le sue ragioni con la boccuccia da ex comunista che spiega la verità al popolo bruto, l’occhietto appena velato come Bambi quando vuole la mamma. I suoi consiglieri, gli stessi che si erano già bevuto altre storie mirabolanti simili a questa, annuiscono con il capino stanco (appunto come il cagnolino dei lunotti posteriori) preoccupati di non essere rimessi in lista.
Se qualche commerciante ha un’attività che non va tanto bene, se qualcuno ha qualche fallimento di cui liberarsi, può provare a rivolgersi in Comune: se amici, potrebbe rilevare lui. Non a prezzo di fallimento, come sarebbe logico, ma a prezzo di perizia!
Stanno per scadere i pagamenti delle tasse locali, non dimenticatevene, sennò dove li prendono per queste operazioni di alta finanza?
Mariano



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