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IL TOP

Proviamo a raccontare una storia incredibile in modo comprensibile a tutti, anche a quelli che continueranno a sostenere di non aver capito...
Scheletri, affari e rampolli
In una ridente cittadina di quasi cinquantamila abitanti del nord industrializzato (una volta, oggi meno), governata da sempre dalla sinistra – quella che sa coniugare affari e discorsi di uguaglianza sociale, servizi non male e sacche di clientelismo da far impallidire la parte mafiosa del sud Italia - al punto da essere chiamata con l’appellativo di “calce e martello”, ai politici locali non basta più il maneggio solito, quello da prima repubblica.
I tempi sono cambiati e bisogna lavorare in grande stile: ampliare la società pubblica della spazzatura per fare posto a nuovi clienti e a nuovi politici da foraggiare con poltrone di sottogoverno, delegare a società in odore di malavita la gestione delle trasformazioni territoriali per oltre mezzo milione di metri quadri; già che ci sono creare una società dal nulla per piazzare il giovane rampollo della politica locale e alcuni professionisti “di area”. Si chiama rinnovamento.
Passano gli anni, giusto quelli che servono al giovanotto – che vive di politica da quando smise di fare lo scout – per procurare un mare di debiti alla società di cui è stato messo a fare il presidente.
Intanto una funzione l’ha assolta: chi doveva avere degli incarichi, li ha avuti; chi doveva trovare ristoro economico in attesa di sviluppi di carriera lo trova, puntuale e caldo caldo. Naturalmente “di sinistra” e pronto a scendere in pista a sostenere i padrini nelle campagne elettorali che si sono susseguite nel frattempo. I debiti nella società pubblica affidata al giovanotto, sempre in attesa che si trovasse un lavoro fuori dalla politica, crescono così tanto che la sindaca della città, allarmata, cerca di correre ai ripari, addirittura prestando soldi (non suoi, quelli dei cittadini) alla società per impedirne il fallimento. Solo una piccola parte dell’opposizione capisce che la situazione si va facendo truce e che l’esborso rischia di diventare davvero un salasso per i cittadini di proporzioni mai viste: denuncia ciò che sta succedendo e ottiene una commissione di indagine che deve far luce sulla faccenda, studiare le mosse per ridurre le perdite per la città e accertare le responsabilità degli amministratori della società (leggi).
Ora di scegliere il presidente – garante della trasparenza e della correttezza delle operazioni – ex comunisti e soci fanno blocco: scelgono uno della cerchia, così è tutto sotto controllo. Infatti, sotto l’abile regia della sindaca, tutte le operazioni di indagine vengono sapientemente dilatate fino a condurre la commissione alla scadenza elettorale senza che abbia potuto concludere i suoi lavori. D’altra parte tutti gli attori principali avevano qualcosa da nascondere: la sindaca, il giovane virgulto, vertici locali del loro partito, forse il deputato locale e chissà chi altro ancora. Per precauzione il giovanotto viene tolto dalla società che ha così brillantemente condotto al fallimento; qualche ingenuo penserebbe che venga mandato a casa. No, cari lettori, per lui è pronta la presidenza della società della spazzatura, dove non mancherà di far valere l’esperienza e le capacità acquisite portando alla rovina la precedente.
Non paghi, infatti, e forse anche per la magnifica prestazione gestionale del giovanotto, lo candidano anche alle primarie  e poi a sindaco della città. Hanno bisogno di garantirsi che qualcuno operi in continuità e tenga ancora gli armadi ben chiusi. Nessuno deve vedere gli scheletri, anzi non deve nemmeno sospettarne l’esistenza. Uno dei pochi esponenti che per tutta la durata di questo scempio non ha fatto mancare cronache e critiche viene denunciato dai sodali privati dell’amministrazione, forse pensando di silenziarlo. Se l’è cavata bene per fortuna, ma che disgusti per lui…(leggi) Dunque tutto sembra a posto.
Pochi mesi dopo il giovanotto viene eletto sindaco. Tutti tirano un bel sospiro di sollievo, la cupola è salva, solo che…
Ci pensa la Corte dei Conti a scoperchiare le malefatte e ad annullare tutti gli atti (leggi), mettendo finalmente in luce quello che era chiaro da almeno due anni. Sindaco azzoppato che dovrebbe dimettersi, ma che non lo farà fino a quando non sarà esautorato dagli sviluppi di una vicenda che (è del tutto evidente) non finisce qui. Per tutto questo tempo sarà ancora più ricattabile, visto che andarsene vorrebbe dire perdere il lavoro. La faccia conta di meno, quella si può perdere senza alcun timore o pudore.
Mariano
PS La città è Collegno, la sindaca è Accossato – gratificata di un posto nel listino in quota PD alle recenti elezioni regionali, quindi eletta -  il parlamentare D’Ottavio e il sindaco giovanotto Casciano. La società della spazzatura è il CIDIU, quella in mandata rovina la TOP.



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