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FENOMENOLOGIA DELLA PSEUDO/ROTTAMAZIONE

Sapevamo che Berlusconi sarebbe passato, temevamo però che il berlusconismo di tempo ce ne avrebbe messo di più e con tanti danni ancora…
Berlusconi forever
Un po’ di attenzione a quello che sta succedendo davvero in Italia potrebbe far bene a quel che resta della nostra democrazia e prepararci ad affrontare al meglio l’inevitabile fase del disinganno, altra nostra dolorosa specialità. Dal loden verde alla sobrietà, poi  al “faccio tutto io”, un popolo bambino si illude che i problemi si risolvono affidandosi a chi la spara più grossa e gode dei favori della stampa e della tivu. Ecco le vecchie tecniche che funzionano anche oggi: 
Utilizzare il trucco del gioco delle tre carte, sempre e comunque: funziona benissimo. In primis perché gli Italiani li freghi facendo credere a ciascuno di loro che è il più furbo, poi perché sono sicuri di sapere dove ve la carta buona e guardano il movimento delle mani mentre tu la fai passare dove non se lo aspettano. Così gli 80 euro per qualcuno sono già diventati meno della metà per via delle detrazioni per i famigliari, per altri lo saranno col conguaglio fiscale a fine anno.
Tutti contenti, però, finalmente un governo che fa qualcosa; ad arrabbiarsi ci si penserà fra qualche mese e, naturalmente, avendo già dimenticato le cause e le conseguenze del danno patito.
Chiamare le cose con un nome diverso da quello che significano: gli Italiani sono ignoranti e superficiali, non guardano la sostanza, neppure quando li toccherebbe da vicino. A loro basta il titolo e si convincono facilmente che il risultato promesso è già acquisito. Elimini le Provincie – per risparmiare – così istituisci le Città Metropolitane dove ci metti tutto il personale. Giusto per fare un esempio: la Provincia di Torino ha circa 1500 dipendenti e aveva 45 consiglieri eletti; gli ultimi non ci sono più, gli altri sono tutti lì, andranno nella Città metropolitana, ma costeranno lo stesso di prima. Grande risparmio: nominati al posto di eletti… e ve lo dice uno che è favorevole all’abolizione!
Dare sempre la colpa a qualcun altro, magari servendosi dei giornalisti “amici”. Si sa che gli Italiani sono bambini nel profondo, perfino un po’ superstiziosi ed animisti; dunque perché non raccontare loro che, se sbattono contro il muro, la colpa non è loro, ma del muro. Picchiandolo la bua sarà meno intensa e il colpevole avrà pagato il fio, con grande soddisfazione del ferito. Così è nata la leggenda che, ci vuole in sistema elettorale maggioritario, condito con uno sbarramento sostanzioso. Perché? E’ colpa dei partiti piccoli se l’Italia va a rotoli, infatti adesso che in parlamento non ci sono più, va tutto molto meglio! Nemmeno la constatazione plastica della falsità della proposizione smonta la convinzione che giornali e tivu hanno contribuito a radicare così nel profondo, fino a  farla diventare un dogma. La constatazione che i sistemi elettorali del mondo prevedono o il premio di maggioranza o lo sbarramento, non le due cose insieme, smuove le granitiche convinzioni: anche Babbo Natale esiste, solo che non lo vediamo, lo stesso per la Befana.
Parlare a mitraglia per dire poco e il suo contrario. Si sa, a noi Italici piace il sorriso accattivante e l’eloquio torrenziale: fra il significato e la forma scegliamo la seconda. Un ragionamento ci indispettisce (cala il ritmo), una spiegazione ci indispone (non siamo mica a scuola), una pausa ci induce l’idea che il silenzio sia tempo perso, un concetto un po’ complesso ci fa sbottare: che diamine! non siamo mica scolaretti…
Parlare d’altro. I giovani non trovano lavoro neanche sotto tortura? Si parla del Senato, dei diritti civili, della collocazione europea del M5S… Così non ci accorgiamo che le famiglie sono allo stremo e che i risparmi accumulati se ne stanno andando tutti a sostenere i figli precari e disoccupati insieme con la famiglia che hanno cercato di costruire prima di diventare vecchi anche loro. La nazionale, poi le vacanze, poi la Merkel, poi poi poi,tutto uguale, tutto sullo stesso piano, tutto come se fossimo in un telefilm a lieto fine,proprio come quelli del ventennio di berlusconi

Più passano i mesi, più si capisce – al di là delle simpatie e della fiducia in Renzi e i suoi – che il berlusconismo ha trovato una sua maturità e impera più che mai. Il problema non è decidere se i contenuti politici dei renzismo siano o no la prosecuzione aggiornata di quelli di Berlusconi, il fatto è che fra i sue modi di comunicare e di gestire l’azione di governo e quelli di B sembrano esserci proprio poche differenze.
Berlusconi col patto con gli Italiani (ricordate la firma da Vespa) sbancò alle elezioni, stessa cosa con la regalia dell’abolizione dell’IMU. Gli ottanta euro di Renzi sono la ripetizione del già visto: un grande spot/omaggio che gli Italiani (proprio come con le regalie precedenti) pagano diversamente, attraverso gli aumenti ad altre tasse e servizi pubblici. Lo sanno, eppure gioiscono. Lo stesso succede con tutti gli annunci, amplificati dai mass media, fino al punto da indurre gli Italiani e credere che siano già seguiti i fatti. Solo che non è così.

A presto il risveglio. Per scoprire che la fine del berlusconismo è ancora lontana, magari associata alla constatazione che in Italia, se vuoi vincere, anche oggi devi proprio fare come lui.

Mariano



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