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ITALIAN CHICKEN

Prendi una scatola vuota, al massimo piena di banalità già dette e sentite troppe volte. Le dai un nome inglese, incisivo e da pronunciare come una frustata, così ottieni…
La stupefazione del pollo
Da quando Renzi ha cominciato la scalata, prima al PD e poi al governo, risuona come un mantra questo benedetto Jobs Act. Tutti ne parlano, pochi conoscono i titoli che lo compongono, nessuno che ne abbia compreso la novità. Solo che si chiama in inglese e richiama il nome – Act - che nei paesi anglosassoni si da alle leggi: Indipendence Act (l’India di Gandhi), le Constitutions Act in Canada e così via. Dunque un Act non è una qualunque cazzabubola, una variante di un analgesico. E’ una cosa davvero molto importante, destinata (proprio come le leggi “storiche”) a cambiare una volta per tutte questo paese e a risollevarlo dalla disperazione in cui è piombato.
Invece quello di Renzi è un documento che riassume in bella copia le innumerevoli ricette che nel tempo gli economisti e i politici hanno maturato, senza che ne abbiano messa in pratica neanche una: riduzione del cuneo fiscale...
... magari con i soldi di una bella patrimoniale; implementazione della formazione per qualificare la manodopera e spostare il fronte della produzione nell’innovazione e nell’esclusività del prodotto… e via così. Naturalmente non manca l’ennesima liberalizzazione del mercato del lavoro, forse come unica chance di fare davvero qualcosa, come peraltro i suoi predecessori.
Il fatto che si chiami in inglese, però, ha dato alla storia tutta un’altra fisionomia: giornalisti pensosi discettano di Jobs Act con altrettanto profondi commentatori, politicanti banderuole sono rifioriti grazie a questa nuove forme di comunicazione che, accidenti!, distinguono per davvero il leader naturale dalle mezze calzette del mondo della politica che, per fortuna lui sta rottamando.
E’ presto per dire se qualcosa cambierà per davvero, se dalle parole si passerà ai fatti. Il debutto non è stato dei più felici: governo inadeguato (non “giovane” e ”al femminile”, semplicemente inadeguato), sottosegretari maschi (quasi tutti) e per parte assai imbarazzanti, soprattutto frutto della solita lottizzazione; concludenza zero, tanti annunci e non uno che abbia prodotto il risultato sbandierato. Attendiamo fiduciosi, ma non vorremmo che – visto il perdurare dell’inciucio con Napolitano – per davvero la casta abbia scelto di cambiare tutto per non cambiare niente.
Magari chiamando la brillante operazione con un Total Change a uso e consumo degli Italian Chickens che si bevono di tutto - basta che sia in inglese -, pensando che le lacrime da coccodrillo risolvano per incanto le situazioni terribili di cui sono loro per primi i responsabili, con il loro opportunismo, l’irresponsabilità, l’ignavia e l’approssimazione cafona che rende tutto schifosamente sporco e uguale.
Best wishes, Italians.
Mariano



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