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MATTEO, SILVIO E IL SANTUARIO PROFANATO

L’incontro fra i due nella sede del PD in un sabato  piovoso di gennaio, ha dato la stura a un fiume di stupidaggini che da un po’ non se ne vedeva così tante…
Peccatori e redenti
Rienzi, neosegretario del PD, decide di incontrare tutti i leaders degli altri partiti per sottoporre loro le sue ipotesi di riforma elettorale, nel tentativo di trovare i numeri per approvare una nuova legge. Grillo e i suoi si negano (altro grande errore!), gli altri sono troppo piccoli e preferiscono porre veti petulanti e mostrare muscoletti sminchiati. Berlusconi sa che è la sua ultima occasione per tornare sulla scena e per riprendere il controllo di tutto il centrodestra… e ci sta, va a vedere il gioco.
Dato che i predecessori di Renzi li ha giocati facendo loro credere che con lui fosse possibile fare dei patti che sarebbero stati puntualmente rispettati, Berlusconi continua nel suo gioco, magari funziona anche col giovanotto. Il quale, d’altra parte, è condannato a “vedere”: ha bisogno di cominciare a portare a casa qualcuna delle cose che ha venduto in lungo e in largo per l’Italia e non può farsi logorare dal primo Letta che passa per la strada. Dunque si accorda con Berlusconi e lo porta nella sede del PD, il santuario che così viene profanato.
Questo almeno secondo le vestali democratiche, ala ex- comunista, gli stessi che sono stati recentemente i più tenaci sostenitori di Napoletta e che, probabilmente, se fosse per loro, B sarebbe ancora in Parlamento. Tutte queste considerazioni le fa il novello leader dei sinistri PD, l’ex viceministro Fassina, ovvero l’uomo che non bisognerebbe mai mandare in tv se non vuoi sparire dalle scena politica. A seguire il coretto degli ex burocrati decaduti e quasi al termine del ciclo di rottamazione renziano.
I due si vedono, in tanti temiamo che Renzi faccia la stessa fine dei D’Alema e dei Veltroni, ma speriamo che il giovanotto abbia fatto tesoro degli errori dei suoi illustri predecessori: Perfino chi non ha alcuna simpatia per lui, in segreto confida che questa sia la volta buona. Le minoranze interne e i partiti delle larghe intese (e anche quelli fuori) strepitano e si misurano la forza di interdizione celebrando la loro indispensabilità e dando la prova provata dell’inutilità del loro ruolo.
Anche chi avrebbe avuto da ridire sulla mossa, sulla sede, sulla tempistica e sulle modalità abbozza: con i sistemi che tanto ci piacevano non si è concluso un bel tubo di niente, il paese è immobile da vent’anni, anzi decade ogni giorno di più. Magari questa spregiudicatezza serve a produrre qualche significativo scostamento dal piattume visto finora, ci si dice. Incuranti delle giaculatorie della demo-minoranza che adopera ogni sorta di argomento per andare contro il segretario del partito, speriamo che ce la faccia.
Tutto sembra procedere per il meglio, fino a quando il Renzi da Firenze, preso da esaltazione da parvenu – una sindrome che sembra colpire tanti in quel partito – si lascia andare ad apprezzamenti entusiastici verso Berlusconi, non verso l’incontro che hanno tenuto insieme.  Ma quale “sintonia” vuoi avere con uno così? Perché non dire che avete visto che potete mettervi d’accorso per cambiare una legge che il Berlusca premier aveva voluto e il Parlamento dei suoi aveva votato? Il ragazzo esagera e si complica la vita, ma non è l’unica cosa che va storta.
Vedendo il contenuto della legge elettorale proposta dal Nostro, cadono le braccia: davvero vuole passare alla storia come l’ultimo dei leader che dice una cosa e ne fa un’altra, oltretutto ingannando la gente chiamandola con parole che lascerebbero presupporre il contrario del contenuto effettivo? Dai Renzi, non prenderci per il culo anche tu., dicci le cose come stanno, chiama le cose col loro nome, quello vero.
Un motivo di divertimento però lo abbiamo già avuto: le proteste dei puritani del PD perché l’incontro si è tenuto nella sede del loro partito. Un delinquente ha varcato la soglia, accolto dal segretario: questo loro non lo possono proprio tollerare. E i Penati? e gli amici dei camorristi? E tutti i delinquenti partito che girano indisturbati ancora oggi, senza che nessuno si vergogni delle loro storie, presenti e passate?
Se queste sono le battaglie politiche della minoranza del PD, Renzi può stare tranquillo: solo lui potrà affondarsi.

Mariano



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