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IL GATTO E IL TOPO

Da un mese Renzi è segretario del PD, da 15 giorni i social network hanno sviluppato una nuova funzione: il frustino.
Potenza di un tweet
Il governo fa l’ennesima stupidaggine, annunciando che si riprenderà gli scatti di anzianità al personale della scuola, erogati l’anno scorso,  a colpi di comode rate da 150 euro mensili trattenute direttamente sulla busta paga.
La minchiata la fa a scuola chiuse e chi se ne accorge non riesce (o non vuole) dare risonanza alla cosa, tranne che quelli del M5S (mediaticamente) e i sindacati degli insegnanti (in sordina). La bomba esplode con l’approssimarsi della riapertura delle scuole, Renzi prontamente si accoda alle manifestazioni di incredulità a fronte di una scemenza così madornale, minacciando fuoco e fiamme per far recedere il governo (l’altro ieri). Il giorno dopo (ieri) Letta convoca i due ministri pasticcioni e il provvedimento viene revocato. Stipendi salvi, figuraccia galattica, insegnanti sempre più bendisposti verso il governo, spero anche verso il partito che ne è “genitore” ormai unico.
Questa è l’ennesima figura di Letta  e del suo governo che sta cominciando a far rimpiangere quello di Monti: ministri in bambola, l’uno contro l’altro e palesemente incapaci di controllare e guidare le strutture dei loro ministeri che paiono agire secondo i voleri di dirigenti inamovibili e fattisi casta, non certo dei ministri in carica.
Insomma, anche a livello della gestione delle strutture centrali dello Stato, sembra proprio che questo governo faccia di tutto per dimostrarsi l’accozzaglia di incompentenze che è. Ma di questo altri possono discettare con maggiori e più convincenti argomentazioni.
Quello che mi ha incuriosito è che, proprio in occasione di questa vicenda, si è colto nitidamente il ciò che Renzi sta facendo nei confronti del presidente del Consiglio: gioca come il gatto col topo, provando a creare le condizioni perché il governo – pressato dall’iniziativa politica dello stesso partito che ne è l’azionista principale – sia continuamente costretto a fare e a disfare, manifestando così la sua inadeguatezza, di uomini e politica, fino alla dissoluzione per autoaffondamento.
Letta non regge il pressing, è un topolino un po’ sprovveduto. Sennò non avrebbe annullato il vertice con Erdogan e il governo turco per poter seguire la “verifica” di governo. Ma come! La Turchia è uno dei partner commerciali principali dell’Italia, fior fior di aziende italiane hanno interessi, stabilimenti e interventi proprio in quel paese e il Premier italiano, invece di occuparsene, annulla l’impegno per condurre le pur importantissime questioni della politica e della politichetta nostrana? Sono quasi certo che, prima o poi, anche questa gaffe verrà rimproverata a Letta, magari con la segreta speranza che aumenti lo stato di confusione.
Il divertimento del gatto certe volte sta nel mettere il topo nella condizione di infilarsi nell’angolo da solo. In quell’angolo che gli permetterà di farne sicura preda con il minor sforzo possibile e anche con il cuore leggero di chi gli aveva perfino dato qualche chance di sfuggirgli. Non sarà che…?

Mariano



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