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IL DEGRADO E L'IMPUNITA'

La telefonata di Vendola e le “amicizie pericolose” della Cancellieri lasciano una scia di veleno e alimentano il distacco fra paese e casta. Questo a Roma, ma anche qui da noi non si scherza…
Cattive compagnie
Oggi il PD ha nuovamente rivelato la sua vera natura e la sua vocazione suicida, caso mai non fosse già chiara la sua assoluta incapacità di essere motore vero di un cambiamento nel nostro paese. Pazienza, sarebbe stato illusorio attendersi altro, però comincio a provare un certo disgusto quando li sento parlare di moralità, coerenza eccetera.
Anche i “nuovi” alla fine si sono allineati ai soliti ricatti dei “vecchi” in questo del tutto assimilabili a loro nei peggiori vizi, senza disporre però della caratura dei loro tempi migliori.
Dunque va bene mentire al Parlamento, telefonare ai famigliari di un carcerato per deplorarne l’arresto, lavorare per far uscire una detenuta eccellente in attesa di giudizio e in pericolo di vita (!)  perché possa fare shopping tranquilla una settimana dopo. Il senso di responsabilità spinge i demos a bere anche questo: naturalmente con motivazioni così auliche e piene di quel buon senso, che sta ammazzando l’Italia, che nessuno può eccepire alcunché. A meno che non voglia subito essere classificato come criminale, come soggetto che non ha a cuore il bene del paese e via cantando. Davvero disgustoso.

Ancora di più se ascolti bene la telefonata di Vendola: un tappetino che si stende ai piedi di farabutti conclamati, perfino lodandone le prodezze silmilfasciste (erano loro a trattare così i giornalisti). Ma che sta succedendo se perfino uno come lui ha questo modo di rapportarsi ai “poteri forti” che ha sempre vantato di aver combattuto nella sua lunga carriera politica e da governatore della Puglia?
Sta succedendo quello che accade in tutti i posti dove non c’è ricambio, dove la politica è solo un mestiere, dove i cittadini preferiscono essere comandati che governati, dove l’ignoranza accumulata libera tossine così potenti nella società da delegare alla Magistratura l’unica speranza di pulizia. Ciclicamente ci passiamo, in Italia, ma ogni volta è sempre peggio perché il crollo non è mai il prodotto di un’azione politica che cambia le cose, ma deriva dall’iniziativa di altri poteri che intervengono a sancire un fallimento, sanzionando coloro che hanno commesso reati ad esso collegati. Ci stiamo avvicinando a passi da gigante alla prossima débacle, lo sanno anche i politici, ma fanno finta di niente arraffando quello che possono, nascondendosi per non prendersi responsabilità e coltivando le loro clientele, buone per farle valere alla prossima elezione. Appunto, come se niente fosse.
Questo degrado tocca centro e periferia: solo l’altro ieri il sindaco della mia città difendeva con una veemenza, che non gli ho sentito usare per cause più nobili, la libertà di un grosso evasore cittadino a realizzare quanto suo diritto: un supermercato in area agricola! Bisognava sentirlo, sembrava Giovanna d’Arco, forse perché, proprio come la Cancellieri con Ligresti, lui ci va a cena insieme… e già che c’è invita anche i suoi grandi elettori e clienti affezionati. Il sindaco sgranava i suoi occhioni da bambi, meravigliato che gli si segnalasse l’inopportunità di tali pratiche, novello difensore delle libertà… dei potenti, assai meno delle famiglie degli allievi delle scuole che non ce la fanno a pagare i pasti.
A Roma come in periferia l’etica e la moralità sono al massimo merce di scambio o una patacca di esibire quando serve, con la boccuccia a culo di gallina e il ricattino pronto per quelli che non si allineano. No, quella della Cancellieri è davvero imperdonabile, ma le altre non sono da meno.
Chissà se dopo aver a lungo invidiato questa gente, gli Italiani saranno davvero ancora capaci di indignarsi… Dispero.

Mariano



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